Ecco il murale per Federico Frusciante, il tributo nel suo quartiere: «Una foto in pizzeria era troppo poco»
Livorno, l’opera è stata realizzata sulla saracinesca di Borgo Pizza dallo street artist Ninjart: «Da quando non c’è più è venuto a mancare un colore nel mondo»
LIVORNO. Un volto illuminato dalla luce blu di uno schermo, lo sguardo concentrato come nelle sue recensioni notturne. A Livorno un murale rende omaggio al compianto Federico Frusciante, critico e divulgatore cinematografico amatissimo sul web. Un tributo, questo, nato dal basso, dall’iniziativa di chi lo conosceva, da vicino o da lontano, e sentiva il bisogno di trasformare il ricordo in qualcosa di visibile, di quotidiano.
L’ideatore
L’idea è partita da Michael Coppola, classe 1992, pizzaiolo che da anni lo incontrava nel quartiere. La pizzeria si chiama Borgo Pizza e si trova in via Verdi 135, non lontano dalla zona dove Frusciante viveva. «Federico lo conoscevo prima di tutto da fan – racconta –. Lo seguivo dal 2005-2006, da quando accompagnavo mia sorella al negozio Videodrome. Poi con il tempo ci siamo parlati di più, ma ero più io a conoscere lui che lui a conoscere me». Il loro rapporto si è rafforzato negli anni, anche in momenti difficili. «Ci siamo ritrovati a parlare alla camera mortuaria di un nostro amico. Da lì ci siamo un po’ avvicinati. Poi, due settimane prima che morisse, è venuto in pizzeria e abbiamo fatto una bella chiacchierata». Quando è arrivata la notizia della sua scomparsa, la reazione è stata collettiva. «È stato come vedere fermarsi l’Italia – dice –. Alla camera mortuaria ho visto arrivare persone da ogni parte. Sembrava la morte di un eroe».
L’idea
Da quel momento è nata l’idea del murale. «All’inizio volevo mettere una foto in pizzeria – spiega Coppola –.Poi ho guardato le saracinesche che danno sulla strada dove abitava lui e ho pensato: “bisogna fare qualcosa di più grande”. Un tributo, perché quando muore un eroe bisogna ricordarlo».
L’autore
Per realizzarlo Coppola ha contattato l’artista Francesco Spanò, in arte Ninjart. «Quando mi ha chiamato – racconta l’artista – gli ho detto subito grazie. Stavo pensando anche io di fare un tributo a Federico, ma non sapevo dove». Classe 1984, Ninjart dipinge muri da quasi trent’anni. «Ho iniziato a 14 anni e già a 16 facevo lavori per negozi e privati. Poi lo studio d’arte, l’Accademia, le mostre. È il mio mondo». Anche lui conosceva Frusciante da tempo. «Non eravamo amici stretti, ma ci rispettavamo. Era una di quelle persone che quando vengono a mancare senti proprio un vuoto». La scelta dell’immagine è stata immediata.
L’opera
«Abbiamo preso un frame di uno dei suoi video – spiega Coppola – non volevamo usare una foto privata. Doveva essere il Frusciante di tutti, quello che parlava al pubblico». Un’immagine semplice ma potente: il critico davanti allo schermo nel momento in cui registrava le sue celebri recensioni. «È il momento in cui lavorava per noi – continua il pizzaiolo – quello in cui eravamo faccia a faccia con lui». Il murale è stato realizzato sulla saracinesca del magazzino della pizzeria Borgo Pizza e l’artista ha lavorato dal lunedì al mercoledì, fermando gli altri lavori per dedicarsi completamente al tributo. In totale il tempo di realizzazione è stato di circa nove ore, distribuite in quelle tre giornate. «Ho lavorato anche di notte – racconta Ninjart – volevo finirlo bene, senza fretta ma con la concentrazione giusta». Durante il lavoro molti passanti si sono fermati a osservare l’opera prendere forma. «Ho visto persone commuoversi – dice l’artista – e dico la verità, anche io ho fatto fatica a trattenere le lacrime». Accanto al ritratto è stata aggiunta una frase suggerita dalla moglie di Frusciante: “Con la cultura non mangi, ma impari a mangiare”. «Riassume bene il suo pensiero – spiegano entrambi – il fatto che con la cultura non solo si vive, ma si cresce». Il risultato è un’opera che parla alla città e a chiunque abbia seguito i suoi video negli anni. «Chiunque passi di qui lo riconosce subito – dice Coppola – è il Frusciante che guardavamo tutti la notte».
L’omaggio
L’omaggio ha avuto una risonanza enorme anche online. «Il post con il murale è stato condiviso da centinaia di migliaia di persone – spiega Ninjart – segno che Federico ha lasciato davvero qualcosa». Per Michael il senso dell’iniziativa è semplice: «Non l’ho fatto per farmi pubblicità – precisa – ma l’ho fatto perché sentivo che dovevo farlo», conclude. «Quando è morto Federico è come se fosse venuto a mancare un colore nel mondo. Questo murale serve a ricordarci che, in qualche modo, quel colore è ancora qui».
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