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«Gravi problemi» al Kalypso club: discoteca chiusa per almeno 15 giorni

di Stefano Taglione
Il Kalypso club
Il Kalypso club

Da Comune e questura stop alle attività di pubblico spettacolo fino agli interventi risolutivi. I pompieri: «Il telonato sulla sala da ballo privo dei requisiti di reazione al fuoco». Ma non sarebbero le uniche criticità riscontrate. Restano inalterati gli altri servizi, come il ristorante

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LIVORNO. Stop all’attività di pubblico spettacolo per la discoteca “Kalypso club” di viale Italia. Con una determina firmata due giorni fa dal dirigente del settore sviluppo economico, commercio e turismo del Comune, l’amministrazione ha disposto «la cessazione immediata e l’inibizione di qualsiasi attività di intrattenimento danzante o spettacolo all’interno del locale», almeno fino a quando le criticità non saranno superate. E nel pomeriggio di venerdì 6 marzo la questura l’ha chiusa – sempre limitatamente alla parte della discoteca – per 15 giorni ai sensi del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Si potrà tornare a ballare, insomma, solo dopo che i problemi saranno risolti.

Il controllo dei pompieri

I due provvedimenti arrivano dopo una segnalazione del comando provinciale dei vigili del fuoco, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nella struttura che, fino a qualche anno fa, si chiamava “Da qualche parte”. Il tutto è stato effettuato nell’ambito delle direttive emanate dalla prefettura, in base a quanto disposto a livello nazionale dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo la strage di Crans-Montana. Dalle verifiche sono emerse gravi difformità in materia di sicurezza antincendio, tali da far decadere il titolo abilitativo precedentemente in possesso dell’attività. Secondo quanto riportato nella nota dei pompieri, «lo stato dei luoghi e la tipologia dell’attività risultano diversi rispetto a quanto autorizzato nel certificato di prevenzione incendi rilasciato nel 2007». Per questo motivo l’attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendio, presentata a febbraio 2026, è stata ritenuta non più valida. Di conseguenza, sotto il profilo normativo, ora l’attività risulta priva sia del titolo antincendio sia dell’autorizzazione prevista dal Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per l’esercizio di pubblico spettacolo, la discoteca essenzialmente. Per questo, su Facebook, il titolare Daniele Fabbrizi ha scritto che «da oggi (giovedì 5 marzo per chi legge ndr) non siamo più discoteca. Faremo aperitivi, ristorante e karaoke».

Le criticità riscontrate

Nel dettaglio, durante il sopralluogo dei vigili del fuoco, sono state segnalate numerose carenze tecniche e gestionali, tra cui: la presenza di apparecchiature alimentate con bombole a gpl non conformi, uscite di sicurezza non fruibili o che non conducono a un luogo sicuro, la realizzazione di una sala da ballo coperta con struttura telonata priva dei requisiti di reazione al fuoco e di uscite autonome, impianti a gas ed elettrici non conformi o non adeguatamente manutenuti, l’assenza di compartimentazione della cucina, la formazione antincendio insufficiente del personale e le carenze nella gestione della sicurezza in caso di emergenza. Alla luce di quanto emerso il comando ha espresso parere contrario alla prosecuzione dell’attività e ha inoltre trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria per le valutazioni sui possibili reati legati alla sicurezza sul lavoro e alla prevenzione incendi.

Stop immediato

Il Comune ha quindi disposto l’immediata cessazione dell’attività di pubblico spettacolo. E la questura ha fatto lo stesso indicando in 15 giorni il periodo di astensione. L’attività, insomma, dal 20 marzo potrà sì riprendere, ma soltanto dopo il ripristino delle condizioni di sicurezza e l’ottenimento dei titoli autorizzativi, compresa la verifica di agibilità da parte della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Il provvedimento emanato da palazzo civico è stato notificato ai gestori e comunicato anche a prefettura, questura, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e polizia municipale. Così come quello della polizia.

Le direttive

Mai più stragi come quella avvenuta a San Silvestro nel piccolo comune montano della Svizzera, “Le Constellation”, con 41 vittime a causa del devastante incendio. La tragedia ha fatto sì che il ministro Piantedosi raccomandasse, a livello locale, un’intensificazione dei controlli in particolare sulla conformità delle attività di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell’emergenza, la congruenza fra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni presenti, la capienza autorizzata rapportata all’affollamento effettivo e l’eventuale presenza di «fuochi liberi».

Il precedente

Proprio nella nostra città, qualche settimana fa, erano stati denunciati per l’articolo 681 del codice penale (punisce l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento) i responsabili del Sardelli Lounge bar di via Firenze, comunque sempre aperto senza alcuna limitazione. La verifica era avvenuta nella notte fra venerdì 30 e sabato 31 gennaio, al termine della serata “Ti sento”, con il deejay livornese Charlie Dee. In quel caso ciò che era emerso dal controllo della polizia amministrativa era l’«esercizio di attività danzante senza la prescritta autorizzazione», aveva scritto in una nota la questura, i cui agenti verso la fine della festa avevano fatto uscire le persone dal locale.

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