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Livorno, poliziotti al Sardelli Lounge bar dopo la strage di Crans-Montana

di Stefano Taglione
La polizia al Sardelli Lounge bar
La polizia al Sardelli Lounge bar

A causa del dramma avvenuto a Capodanno intensificati, su disposizione della prefettura, i sopralluoghi anche in città. Al momento nessuna sanzione

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LIVORNO. Controlli sul rispetto delle capienze massime, sullo sforamento degli orari consentiti e soprattutto sull’applicazione delle misure di sicurezza adottate. Sono scattate anche a Livorno le verifiche delle forze dell'ordine sui locali d’intrattenimento e di pubblico spettacolo, come stabilito dopo la tragedia di Crans-Montana dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e declinato a livello locale dal prefetto Giancarlo Dionisi nell'ambito del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto la scorsa settimana. Una prima verifica c’è stata nella notte fra venerdì 30 sabato 31 gennaio al Sardelli Lounge bar di via Firenze, dove stava terminando una festa con dj-set. Gli agenti della questura, intervenuti con la divisione amministrativa, hanno fatto uscire tutte le persone rimaste nel locale e avviato gli accertamenti, che stanno proseguendo tuttora. Al momento, in seguito al sopralluogo, non risultano notificate sanzioni, ma le procedure – secondo quanto confermato da via Fiume – sono in corso sia sul bar della periferia nord della città, sia per quanto riguarda il resto dei controlli effettuati nel fine settimana e negli ultimi giorni negli altri locali.

Le direttive

Mai più stragi come quella avvenuta a San Silvestro nel piccolo comune montano della Svizzera, dove purtroppo l’ultimo aggiornamento sulle conseguenze del devastante incendio scoppiato all’interno del locale “Le Constellation” parla di 41 vittime. La tragedia ha fatto sì che il ministro Piantedosi raccomandasse, a livello locale, un’intensificazione dei controlli in particolare sulla conformità delle attività di prevenzione incendi, di gestione dell’esodo e dell’emergenza, la congruenza fra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni presenti, la capienza autorizzata rapportata all’affollamento effettivo e l’eventuale presenza di «fuochi liberi». Giovedì scorso, a questo scopo, c’è stato un incontro operativo, presieduto dal prefetto, al quale hanno partecipato l’assessore comunale al commercio, Rocco Garufo, e i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco, dell’Ispettorato del lavoro, della Provincia, Confcommercio e Confesercenti. A Livorno, in realtà, Dionisi aveva disposto molti di questi accertamenti già la scorsa estate, dopo che la Squadra mobile aveva arrestato il dirigente dei pompieri di Livorno Giuseppe Mazzotta, coinvolto nell’inchiesta sui cosiddetti “permessi antincendio facili”, che vede al momento 30 persone indagate. Il prefetto, avendo Mazzotta partecipato alle commissioni comunali e provinciali riunitesi proprio in merito alle definizioni delle capienze massime di alcuni locali, ha infatti chiesto agli enti interessati di verificare nuovamente le procedure adottate a suo tempo. La prefettura, da ben prima della strage di Crans-Montana, ha fra le massima priorità il rispetto delle misure di sicurezza. In ogni ambito: dalla viabilità agli esercizi commerciali. «Una questione non negoziabile», come più volte ripetuto da Dionisi.

Il caso Sardelli

I controlli della polizia di Stato al Sardelli Lounge bar – che, come anticipato, non ha ricevuto alcuna sanzione – sono stati immortalati anche in un video circolato in Rete, in cui si notano decine di giovani uscire dal locale e un importante dispiegamento di agenti nel parcheggio fra via Firenze e via Pian di Rota. Si sono svolti venerdì scorso, durante la serata denominata “Ti sento”, con il deejay livornese Charlie Dee. «La notte giusta per chi ha voglia di cena, musica e vibrazioni che durano fino a tardi – si legge sulla pagina Instagram dell’attività commerciale, che pubblicizzava l’evento della settimana passata –. Sound, energia e ritmo per far andare la pista nel verso giusto». La cena completa, più il party, veniva offerto a 30 euro per gli uomini e a 20 per le donne. «Io non ero presente durante i controlli – le parole del titolare del lounge bar, Massimo Ricciardi – ma credo che in questo momento siano doverosi, in quanto vi è una situazione di allarme in tutto il nostro Paese. Quando la polizia è intervenuta era già mezzanotte e mezzo, la festa era quindi conclusa. Noi ovviamente ci atteniamo alle regole». l

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