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La tragedia

Incidente in porto a Livorno, pilotina si ribalta dopo lo scontro con uno yacht: chi è il marittimo morto – Video

di Redazione Livorno

	La pilotina affondata (foto Stick) e la vittima
La pilotina affondata (foto Stick) e la vittima

È successo all’ingresso dello scalo marittimo: Nico Ulivieri, 30 anni, è stato recuperato in mare già privo di vita

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LIVORNO. Tragedia nel primo pomeriggio di oggi in porto a Livorno, dove un marittimo di 30 anni, Nico Ulivieri, ha perso la vita in un incidente avvenuto intorno alle 14.30, a circa 700 metri dall’imboccatura dello scalo.

L’incidente

Secondo una prima ricostruzione, la pilotina condotta dal giovane si sarebbe scontrata con uno yacht di 50 metri, sul quale il pilota era già salito per effettuare le manovre di ingresso. Il 30enne, che aveva appena completato il trasbordo, stava facendo rientro quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte della Capitaneria di porto, la pilotina si è improvvisamente rovesciata, rimanendo a galla soltanto con la prua.

I soccorsi

L’uomo è finito in mare e, nonostante l’allarme sia stato lanciato immediatamente, è stato recuperato dai vigili del fuoco ormai privo di vita. Sul posto è intervenuta anche un’ambulanza della Misericordia, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. La dinamica dell’incidente resta al vaglio degli inquirenti, che stanno lavorando per chiarire se il ribaltamento sia stato causato da una collisione diretta con l’imbarcazione più grande o da altre circostanze ancora da definire.

Il cordoglio

In una nota congiunta, il segretario generale dell’Ugl Paolo Capone e il segretario regionale Ugl Toscana Giuseppe Dominici hanno espresso cordoglio e indignazione per l’ennesima morte sul lavoro: «Esprimo profondo cordoglio e la vicinanza dell'UGL alla famiglia del lavoratore di 30 anni che ha perso la vita all'interno del porto di Livorno in seguito al ribaltamento di una pilotina dopo lo scontro con un'altra imbarcazione. Un dramma che ci addolora e richiama tutti a un'assunzione di responsabilità. Le morti sul lavoro continuano a rappresentare una vera e propria piaga sociale. Non è più accettabile assistere al ripetersi di simili tragedie. È necessario rafforzare con decisione le attività di prevenzione, intensificare i controlli e investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso tra istituzioni e parti sociali si può contrastare efficacemente un fenomeno che svilisce la dignità del lavoro e rappresenta una sconfitta per tutti. Servono azioni concrete e immediate per tutelare i lavoratori e garantire che nessuno perda la vita mentre svolge il proprio lavoro». 

Cordoglio anche da parte del Partito democratico della Toscana. «Una vita spezzata mentre stava lavorando, in mare, al servizio della sicurezza della navigazione. È una ferita che si aggiunge a quella ancora aperta per la morte sul lavoro avvenuta la scorsa settimana ad Arezzo. Due tragedie ravvicinate che ci ricordano, ancora una volta, che la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un costo o un adempimento burocratico: è un diritto fondamentale, è una priorità assoluta. Chiediamo che il tema torni con forza al centro dell'agenda politica nazionale. Servono più controlli, più formazione, più investimenti in prevenzione e tecnologie, e una responsabilità condivisa tra istituzioni e imprese. Non possiamo limitarci al cordoglio di rito ogni volta che accade l'irreparabile. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore deve poter tornare a casa sano e salvo. Su questo non possono esserci ambiguità né rinvii», riporta in una nota, il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.

«Ho appreso con grande tristezza e dolore la notizia della tragedia avvenuta oggi all'ingresso del porto di Livorno, dove un uomo – un giovane di circa trent'anni che svolgeva il proprio lavoro a bordo di una pilotina – ha perso la vita in seguito allo scontro con uno yacht e al conseguente ribaltamento dell'imbarcazione», ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Mia Diop. «È un dramma che colpisce l'intera comunità portuale di Livorno e la Toscana tutta», sottolinea Diop, esprimendo le più sentite condoglianze alla famiglia e ai cari della vittima. «Seguiamo con attenzione – prosegue la vicepresidente - il lavoro della Capitaneria di porto e di tutte le autorità competenti impegnate a ricostruire la dinamica di questo terribile incidente. È fondamentale fare piena chiarezza su quanto accaduto, per capire le cause e affinché simili tragedie non si ripetano». «Il porto di Livorno – conclude Diop - è un'infrastruttura strategica per la nostra regione e i lavoratori che ogni giorno vi operano meritano le massime garanzie di sicurezza. L’impegno e la loro dedizione non possono essere né trascurati né tantomeno dimenticati».

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