Treni nei porti, Livorno al sesto posto in Italia
Uno studio di Fermerci che prende in esame il quadriennio 2021-2024 evidenzia una situazione difficile per quanto riguarda il traffico nell’ultimo miglio negli scali marittimi nazionali. A Livorno la media è di circa tremila convogli annui
LIVORNO. Livorno è al sesto posto in un’ipotetica classifica nazionale che riguarda il transito dei treni all’interno dei porti. Lo rivela un’indagine condotta da Fermerci, lʼassociazione che rappresenta a livello istituzionale gli interessi di tutti gli operatori del settore logistico ferroviario. “Il treno merci nei porti, quadriennio 2021/2024” rappresenta un’analisi del traffico nell’ultimo miglio dei porti connessi alla rete ferroviaria nazionale.
La situazione evidenziata non è delle migliori, considerato che rispetto al 2021, ultimo anno del Covid, la situazione è peggiorata dappertutto. Livorno, che, come detto si trova al sesto posto in una graduatoria guidata da Trieste, La Spezia e Ravenna, non fa eccezione: nel 2021 i convogli transitati nell’ultimo miglio portuale erano stati 3214, sono diventati 3108 nel 2022 e poi scesi rispettivamente a 2737 e 2746 nel 2023 e nel 2024.
Fermerci spiega che il trasporto ferroviario merci in Italia rappresenta una modalità di trasporto ancora marginale, con una quota di traffico dell’11%, ben distante dalla media europea, e dal 62% del trasporto su gomma. Aggiunge che nel 2024 la crisi del trasporto ferroviario merci in Italia si è aggravata ulteriormente, con una perdita complessiva del 5% rispetto al 2021. “La riduzione del traffico ferroviario merci – si legge nello studio - ha ridotto anche i volumi nei porti nazionali. I treni prodotti nel 2024 sono diminuiti di circa il 6% rispetto al 2022. Nel 2024 è diminuito complessivamente anche il numero di treni merce nei terminal terrestri”.
Tra le cause che hanno determinato il calo del traffico, Fermerci indica soprattutto le continue interruzioni per consentire l’esecuzione dei lavori sulla linea ferroviaria finanziati attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
La situazione, peraltro, non mostra sostanziali miglioramenti anche dopo il 2024. Affinché possa migliorare, secondo Fermerci bisogna, tra l’altro, rendere strutturale la misura incentivante che consente (biennio 2025-2026) alle Autorità di Sistema Portuale di sostenere mediante contributo l’attività di manovra ferroviaria in ambito marittimo e adeguare agli standard europei gli impianti di ultimo e penultimo miglio ferroviario.
