Il Tirreno

Livorno

Fede mariana: la scoperta

Livorno e il Santuario di Montenero: riapre la millenaria grotta del pastore

di Franco Marianelli
Livorno e il Santuario di Montenero: riapre la millenaria grotta del pastore

La nicchia delle origini: secondo la leggenda qui arrivò l’immagine della Vergine nel 1345. Don Paolo: «Valorizzare il Santuario e la sua storia»

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LIVORNO La “nicchia” delle origini. Pavimento in pietra. E uno sperone di roccia all’interno. Qui, dove tutto, secondo fede mariana e leggenda, è cominciato. Nel lontano 15 maggio 1345 - festa di Pentecoste -.

Da tempo monsignor Paolo Razzauti la cercava. Dal dicembre scorso è alla guida del Santuario di Montenero: finalmente dietro a quella porta chiusa, all’ingresso della galleria degli ex voto, ritrova e restituisce ai fedeli la millenaria grotta del pastore.

Le benedizione del vescovo don Simone Giusti e tante persone in fila. Sono a Montenero per vedere quel luogo in cui secondo la tradizione, il 15 maggio del 1345 un pastore “storpio” ritrovò sul greto del fiume Ardenza l’icona raffigurante la Madonna, nei pressi della chiesa che, non a caso, si chiama oggi “dell’Apparizione”.

«Poi tramite l’immagine sacra la Madonna parlò con il pastore – aiuta nel ricordo Francesca Sorrentino, vice presidente dell’associazione Guide labroniche - indicandogli il tragitto e il luogo ove portare l’immagine sacra, luogo che non era altro che la grotta “ritrovata” nei giorni scorsi e sulla quale fu costruito il Santuario. Durante il percorso il pastore fu guarito dalla sua malattia: il primo miracolo attribuito alla Vergine».

Tutti ascoltano. Don Paolo Razzauti riavvolge il filo: sin da giovane aveva sentito parlare di quella grotta nei racconti di don Pio Melchionda, monaco vallombrosano. Mai però la aveva individuata.

Tutti i giorni, alla fine del lavoro al Santuario, monsignor Paolo, torna appunto a domandarsi come mai fosse possibile aver “smarrito” una grotta. Poi quella porticina chiusa che desta curiosità. «Fatto sta -racconta – che nessuno sapeva dirmi, dal mio ingresso nel Santuario, dove mai fosse questa grotta. Sino a che, un giorno, ponendo un quesito al mio ottimo collaboratore laico Shibu Thzathg Cheruvl (della comunità indiana che opera nel santuario). Lui, nel fornirmi la risposta, riuscì, senza saperlo, a “illuminarmi”». E va al giorno della scoperta. «Avevamo nel Santuario un problema pratico, non avevamo più spazio per deporre la gran quantità di fiori che venivano offerti alla Madonna. Gli altari erano “ingolfati”. Chiesi un consiglio a Shibu e lui mi rispose di essere a conoscenza di uno spazio, la cui descrizione corrispondeva a quella del luogo di cui mi parlava don Melchionda. Ebbi un sussulto e con una certa emozione mi feci subito accompagnare nel posto, che era all’inizio della galleria degli ex voto, nascosto da una vecchia porta di legno».

Negli anni nessuno si era mai posto il problema di cosa celasse quella porta. «È proprio così», prosegue don Paolo Razzauti.

Eccoci nella ritrovata grotta del pastore: è uno spazio molto piccolo (4/ 5 metri quadri) con alla sinistra un grosso sperone di roccia naturale e sulla parete destra una muratura. Fa pensare che, in passato, da qui si accedesse al Santuario.

Al centro, oggi, è stata posta un’immagine della Madonna. È un evento per il Santuario, per la Diocesi e per la congregazione vallombrosana. «In un mondo che necessita di fede – afferma il vescovo don Simone Giusti mentre benedice la grotta – anche eventi come questo ci rafforzano nel nostro cammin».

Tra i fedeli presenti anche l’assessore Rocco Garufo per il Comune e la vice presidente della Provincia Eleonora Agostinelli. «Un ringraziamento particolare – sottolinea Razzauti – a don Andrea Ferri, superiore della comunità monastica, e al nostro collaboratore Diego Fiorini grazie al quale siamo riusciti a ripristinare il luogo in tempi record. Il luogo da oggi diventerà lo spazio naturale per depositare gli omaggi floreali alla Madonna ma sicuramente, vista la storia che vi è dietro e l’immagine della roccia che resiste nei secoli, pure luogo di meditazione e di preghiera».l
 

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