Il Tirreno

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Lutto

Livorno, addio al dottor Carlo Forni Niccolai: «Una vita a sostegno dei più fragili»

di Martina Trivigno

	Carlo Forni Niccolai Gamba, 84 anni, medico, scrittore e proprietario di Villa Gamba
Carlo Forni Niccolai Gamba, 84 anni, medico, scrittore e proprietario di Villa Gamba

Originario di Modena, aveva 84 anni: neurochirurgo e scrittore, era proprietario di Villa Gamba

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LIVORNO. Dalle finestre di Villa Gamba, a Monte Burrone, lo sguardo corre verso il mare e abbraccia secoli di storia. È da lì che si può forse raccontare meglio Carlo Forni Niccolai Gamba, scomparso ieri a 84 anni: se n’è andato circondato dall’affetto dei suoi cari un uomo che ha saputo tenere insieme la profondità del passato e l’urgenza del presente, la scienza e la fede, la cura degli altri e l’amore per la propria famiglia, aprendo tra l’altro alla città le porte di quel gioiello di sua proprietà (conosciuto anche come Villa I Giardini) ad Antignano.

Nato a Modena il 19 marzo 1941, Forni Niccolai Gamba ha vissuto una vita intensa, segnata da un profondo senso del dovere e da una naturale inclinazione al servizio. Dopo il diploma di maturità classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia e ha conseguito con lode la specializzazione in Neurochirurgia a Milano. Un percorso rigoroso, costruito su studio, disciplina e passione, che lo ha portato prima al Cto di Torino e poi nel reparto di Neurochirurgia pediatrica dell’ospedale “Regina Margherita”.

In corsia, soprattutto accanto ai pazienti più piccoli, ha saputo unire l’altissimo livello professionale a una rara capacità di ascolto. Chi ha lavorato con lui ricorda un medico attento non solo alla patologia, ma alla persona, alle famiglie, alle paure che accompagnano la malattia. Un approccio umano mai venuto meno e che rappresentò il tratto distintivo della sua carriera.

Andato in pensione nel 1998, non ha smesso di esercitare la professione: ha continuato a operare in strutture private convenzionate tra Toscana ed Emilia, a Livorno, Lucca e Nonantola. Anche lontano dai grandi ospedali, è rimasto per molti un punto di riferimento, sempre disponibile, sempre pronto a offrire competenza e consiglio. Per lui la medicina non è stata mai soltanto una carriera, ma una vera vocazione, vissuta fino in fondo.

Accanto al medico, però, c’era l’uomo: cattolico, sposato, padre di tre figli – Maria Eugenia, Tommaso (don Tommaso) e Massimiliano – e nonno profondamente innamorato dei suoi nipoti. «Era un uomo incapace di pensare male», racconta chi lo ha conosciuto da vicino. Una persona discreta, animata da una fede autentica e mai ostentata, che lo ha portato anche a essere Cavaliere di grazia e devozione dell’Ordine di Malta, vivendo questo impegno come ulteriore forma di servizio verso i più fragili e bisognosi.

Il suo nome resta legato a doppio filo a Villa Gamba, l’antica dimora che domina il tratto di costa livornese tra storia e natura. Di proprietà della famiglia Forni Niccolai Gamba, originaria di Modena e da secoli legata al servizio dei duchi estensi, la villa rappresentava per il medico molto più di un bene di famiglia: era un gioiello da custodire e da trasmettere. Con attenzione e rispetto, ne ha preservato la memoria storica e architettonica, contribuendo negli anni a restituirla alla comunità come luogo di cultura, di incontro e di racconto, consapevole dell’importanza di tenere vivo il legame tra passato e presente.

Uomo di vasta curiosità intellettuale, era anche scrittore. Ha scritto infatti diversi libri: alcuni dedicati alla storia della propria famiglia, altri di carattere spirituale, altri ancora romanzi, nei quali emergeva il suo sguardo profondo sull’uomo, sulla fede e sul destino. La scrittura era per lui un altro modo di interrogarsi, di cercare senso, di donare pensiero e memoria senza mai alzare la voce.

Grande appassionato di mare, trovava nella vela – con la sua barca ad Ardenza – uno spazio di libertà. Anche in mare, come nella vita, cercava l’essenziale, lasciando che fossero il vento e l’orizzonte a suggerire il ritmo.

E ora l’eredità più grande che lascia ai figli e ai nipoti è il suo esempio: l’impegno costante nel volontariato, la disponibilità verso chi ha bisogno, la convinzione profonda che il prossimo venga sempre prima di tutto. Un insegnamento silenzioso, ma duraturo, che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.

I funerali saranno celebrati sabato, alle 11, nel Duomo di Modena .l


 

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