Negozi e ristoranti al PalaMacchia: la proposta di Crossover al Comune
Livorno, il consorzio ha presentato un piano di restyling chiedendo la gestione dell’impianto di via Allende
LIVORNO. Un piano di restyling del PalaMacchia è stato presentato all’amministrazione comunale. Si tratta di un progetto che prevederebbe una ristrutturazione completa del vecchio impianto di via Allende e attraverso finanza di progetto (si parla di un investimento che va dai 3 ai 4 milioni di euro) porterebbe al recupero della piena capienza del palazzetto – arrivando agli oltre 4 mila posti originari –, con un rinnovamento completo delle dotazioni, dei servizi (spogliatoi, bagni ecc…) e di tutti gli impianti elettrico, idrico e clima, fino alla realizzazione di una sala sportiva polivalente di 350 metri quadri che dovrebbe sorgere sulla superficie antistante l’ingresso attuale su via Allende.
Il piano è stato presentato nei giorni scorsi dal consorzio di aziende livornese Crossover a firma dello studio di ingegneria Cec di Livorno.
Il progetto
Nella rivisitazione complessiva della struttura il progetto prevede di dotare il palasport nell’area compresa tra il campo scuola e il palazzetto stesso di una superficie commerciale di circa 1700 metri quadri, per 5 metri di altezza, che ospiterà anche servizi per la ristorazione, sicuramente necessari in una zona frequentatissima viste le numerose attività sportive, ma che ad oggi ne risulta totalmente sprovvista.
Davanti alla superficie commerciale, anche qui in fronte strada, è prevista la realizzazione invece di un hall di circa 350 metri quadri che ospiterà oltre alle nuove biglietterie, anche uno spazio dedicato alla storia dello sport livornese. In particolare c’è da sottolineare che tutta la copertura delle nuove strutture, circa 2mila metri quadri, verrebbe poi impreziosita da un giardino pensile, in pratica un parco a verde con alberature, sedute e quant’altro, che saranno aperte al pubblico come un normale parco urbano dal quale si potrà accedere poi ai nuovi ingressi del palasport del piano superiore.
La gestione
Accanto al cambiamento radicale del contesto, che sarà rivalorizzato dunque anche da un punto di vista urbanistico, c’è la proposta gestionale della struttura così conformata che ne prevede l’utilizzo, da parte di qualsiasi società sportiva interessata, al solo costo di consumo. Questo significherebbe che nelle previsioni di progetto una società potrà richiedere l’utilizzo dell’impianto pagandone soltanto il costo dei consumi ovvero il riscaldamento, l’illuminazione e l’acqua.
Concerti e spettacoli
Una volta cessato l’utilizzo sportivo, la sera, l’impianto potrà anche essere utilizzato per attività ricreative e culturali: potrà così ospitare concerti e spettacoli sfruttando la capienza dei 4mila posti, garantendo a Livorno una alternativa per eventi diversi che oggi in città non trovano spazio.
Il consorzio Crossover
Dal momento che Crossover racchiude un consorzio di imprese del territorio c’è senz’altro da valutare poi la ricaduta economica e occupazionale che può avere un progetto simile su aziende tutte livornesi.
Una volta ottenuto l’eventuale semaforo verde dall’amministrazione comunale l’intero progetto – garantiscono dal consorzio – verrà realizzato in tempi record: i proponenti prevedono che il nuovo volto del PalaMacchia in un anno sarà interamente completato.
Il palazzo della scherma
Nel pacchetto complessivo ci sarebbe infine la completa riqualificazione dell’attuale posteggio, quello triangolare per intenderci, compreso tra via Allende e via Gioberti. Nel corso dell’incontro con i dirigenti comunali, il Consorzio si è reso disponibile anche a valutare la possibilità di estendere il project al palazzetto della scherma, che ospita lo storico circolo Fides, per una ulteriore riqualificazione anche di quell’impianto e dell’area complessiva.
«La nostra volontà – ha spiegato l’ingegnere progettista di Cec, Roberto Canessa – è quella, pur preservando lo spirito imprenditoriale, di garantire l’accesso all’impianto a tutte le società sportive a condizioni economicamente vantaggiose e soprattutto paritarie senza che un palazzetto pubblico come il PalaMacchia diventi proprietà di fatto di una sola società. In questo modo l’amministrazione comunale potrà alleggerirsi delle ingenti spese pubbliche di manutenzione, che soprattutto in questi ultimi anni si sono dovute sostenere per adeguare l’impianto e per manutenerlo, e dall’altra interfacciarsi con un gruppo imprenditoriale solido e che sicuramente può dare maggiori garanzie di gestione e di continuità gestionale di una mera società sportiva».
«Siamo già in contatto con altre amministrazioni della Toscana – aggiunge l’ingegner Canessa – dove analogamente a Livorno stiamo proponendo questo modello che riteniamo sia l’unica strada percorribile ad oggi per tenere in piedi adeguatamente impianti sportivi che possano avere anche una valenza sociale».
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