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Lavoro in Toscana, piccole e medie imprese ai raggi X: l’età media dei titolari, le tendenze e le criticità – I numeri (zona per zona)

Una riunione di lavoro
Una riunione di lavoro

Tobia Piovesan, amministratore delegato di Perpethua, società specializzata in operazioni di passaggio generazionale, fusioni e acquisizioni societarie per le piccole e medie imprese: «Il passaggio generazionale è un momento delicato, ma rappresenta anche una grande occasione di rilancio»

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Quanto tempo resta prima che una parte significativa del sistema produttivo regionale debba affrontare un ricambio alla guida? Chi è che guida queste imprese? Le due questioni vanno a braccetto in una realtà dove nove imprese su dieci sono a conduzione familiare, e solo un terzo di queste, in genere, riesce a superare il primo passaggio generazionale.

Due dati su tutti: il 37,3 per cento degli imprenditori che guidano piccole e medie imprese toscane ha più di 60 anni, e comunque l’età media supera i 56,6 anni.

Il passaggio generazionale

«In un contesto economico e sociale in rapida trasformazione, un momento chiave come il passaggio generazionale assume un valore strategico, diventando al tempo stesso sfida e opportunità per il futuro del sistema produttivo regionale e nazionale». È la premessa da cui muove Tobia Piovesan, amministratore delegato di Perpethua, società specializzata in operazioni di passaggio generazionale, fusioni e acquisizioni societarie per le piccole e medie imprese (Pmi), quelle che rientrano in una fascia di fatturato dai due ai 24 milioni di euro.

L’azienda ha realizzato un Osservatorio sulle Pmi, per capire la continuità del sistema produttivo regionale, il rischio di perdita di valore e competenze e la necessità di pianificare a lungo termine da parte degli imprenditori toscani. Il tutto attraverso il supporto di Yuno AI, piattaforma tecnologica di intelligenza artificiale per lo studio dei dati, e basato sull’analisi di 5.271 Pmi toscane, provincia per provincia.

Numeri, zone e pmi

Quanto emerge è uno spaccato del problema del ricambio generazionale nell’imprenditoria toscana, che ha confini ben più ampi di quelli marcati dalle Pmi. Tuttavia, stando all’universo studiato da Perpethua, gli imprenditori delle Pmi toscane hanno più di 56 anni (56,6). La provincia “più anziana” è Siena, dove il 44,6 per cento dei titolari ha superato la soglia dei 60 anni, seguita da Firenze (40,4) e Livorno (40,1). Valori elevati si osservano anche ad Arezzo (39,7), Lucca (37,6) e Pistoia (35), mentre percentuali leggermente inferiori caratterizzano Grosseto (34,5), Pisa (34) e Massa e Carrara (31). Le quote più contenute si rilevano a Prato con il 30,8 per cento, che rimane comunque allineata a un trend regionale di progressivo invecchiamento della classe imprenditoriale.

In tutte le province toscane analizzate emerge la presenza costante di imprenditori over 70 e una quota non trascurabile di imprenditori over 75 e over 80. A Siena, ad esempio, il 14,4 per cento ha più di 70 anni e a Livorno e Pistoia la percentuale sale rispettivamente al 14,7 e al 14,8. Questi numeri indicano una realtà evidente: una parte consistente delle Pmi toscane rischia, nei prossimi anni, di trovarsi senza una guida certa, con conseguenze dirette su governance, valore, occupazione e capacità di innovazione.

I perché di una tendenza

«Se da un lato i numeri mettono in luce una criticità, dall’altro evidenziano anche una straordinaria opportunità di rinnovamento – sottolinea Piovesan –. Il passaggio generazionale è un momento delicato, ma rappresenta anche una grande occasione per rilanciare la crescita, attrarre nuovi capitali e costruire una governance più solida».

Il dato anagrafico, da solo, non basterebbe a spiegare la criticità. Il vero nodo è che in molte imprese non esiste un successore interno. Figli e familiari spesso scelgono percorsi differenti, al di fuori dell’azienda di famiglia, oppure non sono stati coinvolti gradualmente nell’azienda. Il risultato è una crescente quota di imprese solide, storiche e redditizie che non ha un piano per il “dopo”. In Toscana, il 3,2 per cento degli imprenditori ha più di 80 anni ma continua a occuparsi della gestione quotidiana. Un patrimonio di esperienza immenso, che però può diventare vulnerabilità senza una transizione programmata.

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