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Ospedale di Livorno: per gli operati di tumore alla prostata ora l’incontinenza si può superare

di Martina Trivigno
Da sinistra Anna Scrofani, Marco Bresci, Raffaella Togo e Giovanni Mintrone
Da sinistra Anna Scrofani, Marco Bresci, Raffaella Togo e Giovanni Mintrone

Dopo l’intervento per sconfiggere il cancro per molti uomini inizia una nuova sfida. La collaborazione fra urologia e il centro di riabilitazione oncologica apre un nuovo percorso

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LIVORNO. Dopo un intervento per tumore alla prostata, per molti uomini una nuova sfida inizia una volta tornati a casa. Il motivo? L’incontinenza urinaria, frequente nelle settimane o nei mesi successivi all’operazione, può infatti condizionare profondamente la vita quotidiana: sia sul luogo di lavoro che nelle relazioni e anche nelle uscite di tutti i giorni.

A Livorno, però, sempre più pazienti stanno trovando una risposta concreta. Dalla fine del 2023, grazie alla collaborazione tra il reparto di Urologia diretto dal primario Maurizio De Maria e il Centro di riabilitazione oncologica (Cerion) degli Spedali Riuniti, è attivo un percorso strutturato di riabilitazione del pavimento pelvico che oggi richiama uomini anche da fuori provincia e da altre sedi ospedaliere.

Il percorso

Il progetto è partito in modo sperimentale alla fine del 2023, ha preso forma nel corso del 2024 e nel 2025 ha mostrato risultati ormai consolidati. Sono stati 78 i nuovi pazienti presi in carico, tutti inseriti in programmi personalizzati che prevedono in media sei o sette sedute.

Secondo i dati raccolti dal servizio, la maggior parte degli uomini ha recuperato il controllo della vescica in tempi più rapidi rispetto a chi non segue un percorso riabilitativo mirato. Un risultato che spiega perché al Cerion arrivino oggi anche pazienti operati altrove, in cerca di una soluzione a un problema spesso sottovalutato.

Un problema diffuso e poco conosciuto

«Molti uomini pensano che l’incontinenza sia una conseguenza inevitabile dell’intervento – spiega Cristina Laddaga, primaria della Riabilitazione di Livorno e responsabile dell’area sud del dipartimento Asl Toscana nord ovest – . In realtà non è così: con un percorso adeguato si può tornare a una vita normale».

Dopo la prostatectomia, infatti, i muscoli del pavimento pelvico – fondamentali per il controllo della vescica – possono perdere forza ed efficienza. Senza un allenamento specifico, il recupero rischia di essere lungo o incompleto. Ed è proprio su questo che interviene la riabilitazione.

Come funziona la riabilitazione

All’ambulatorio Cerion dell’ospedale di Livorno, infatti, ogni paziente viene valutato individualmente e seguito passo dopo passo. Il percorso è coordinato dai fisiatri Marco Bresci e Raffaela Togo, mentre i trattamenti sono eseguiti dai fisioterapisti Anna Scrofani e Giovanni Mintrone, specializzati nella riabilitazione pelvi-perineale.

Tra le tecniche utilizzate ci sono il biofeedback elettromiografico, che aiuta il paziente a “vedere” e imparare a controllare i muscoli pelvici, e, nei casi più complessi, l’elettrostimolazione funzionale e la neuromodulazione del nervo tibiale. Il lavoro in ambulatorio è affiancato da esercizi mirati e da indicazioni pratiche per la gestione della vescica nella vita quotidiana.

Una collaborazione che fa la differenza

Alla base dei risultati c’è il collegamento diretto con il reparto di Urologia, dove vengono eseguiti gli interventi di prostatectomia robotica mini-invasiva. «Il paziente non viene lasciato solo dopo l’operazione – sottolinea Laddaga –: la presa in carico riabilitativa è parte integrante del percorso di cura».

L’invio tempestivo e lo scambio continuo di informazioni tra urologi e riabilitatori permettono di adattare il trattamento all’evoluzione clinica di ciascun paziente con un obiettivo su tutti: consentire ai livornesi di tornare alla normalità, vivendo la quotidianità con maggiore serenità, tornando a una condizione di normalità.

Prima si inizia, meglio è

Ma l’esperienza del Cerion conferma che chi inizia la riabilitazione nelle prime settimane dopo la rimozione del catetere recupera più velocemente la continenza. «Aspettare mesi spesso significa allungare inutilmente i tempi – spiegano Scrofani e Mintrone – . Intervenire subito aiuta non solo il corpo, ma anche la fiducia in se stessi».

Tornare alla normalità

Molti pazienti raccontano di aver ripreso attività che avevano abbandonato: uscire di casa senza timore, tornare al lavoro, viaggiare, fare sport. La diminuzione dell’uso dei pannolini è un segnale concreto, ma il vero risultato è il recupero dell’autonomia e della qualità della vita.

Come accedere

Il Cerion fa parte della Riabilitazione ambulatoriale di Livorno e si trova nel polo oncologico dell’ospedale di Livorno, ingresso da via Gramsci angolo via Alfieri. Si accede con richiesta di “visita fisiatrica in esiti di prostatectomia” chiamando il numero 0586 223335. «In un momento storico in cui si parla tanto di qualità delle cure, l’esperienza del Cerion dimostra che la vera differenza la fa l’integrazione della riabilitazione nel percorso post-chirurgico – conclude Laddaga – . Perché curare non significa solo operare con successo, ma accompagnare il paziente fino al completo recupero della sua vita normale.l

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