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Livorno, volontaria aggredita. La Misericordia di Antignano: «Situazione non generalizzata»

Livorno, volontaria aggredita. La Misericordia di Antignano: «Situazione non generalizzata»

No alle “body cam” per l’associazione: «Ai soccorritori, oltre alle competenze richieste dalla legge, rimane prioritariamente quella nel tendere una mano e offrire la propria umanità e comprensione anche nelle situazioni di disagio più forte durante l’intervento di soccorso»

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LIVORNO. «Le proposte che arrivano da altre associazioni, anche della stessa nostra rete, non rappresentano una voce unitaria e non sono condivisibili. Siamo assolutamente contrari a creare un clima di terrore durante il servizio di soccorso e ad enfatizzare, anche tramite stampa, rarissimi casi di comportamenti da parte di cittadini che possono creare situazioni di pericolo per l’incolumità dei volontari. Casi che andrebbero analizzati attentamente e che, se riguardano pazienti affetti da gravi turbe psichiche o da situazioni di grande stress psicologico, pur stigmatizzando il comportamento, non possono generare o generalizzare una situazione che nel passato si è sempre manifestata in alcuni interventi di questo tipo».

A scriverlo Stefano Del Vivo, governatore della Misericordia di Antignano. «Ogni giorno vengono svolte decine di interventi, sia di emergenza che ordinari, e la totalità vede i cittadini apprezzare l’intervento svolto nella massima collaborazione e comprensione, anche sovente in condizioni di disagio. Non nascondiamo che ci possano essere condizioni di particolare apprensione per alcuni interventi, come quelli che vedono coinvolti pazienti con abuso di droghe e alcol, liti e aggressioni, e altre situazioni di forte disagio sociale che si riscontrano in alcune persone senza dimora. Tali condizioni normalmente si risolvono con l’immediato arrivo delle forze dell’ordine, che possono già essere preallertate dalla centrale di emergenza sanitaria o dal numero unico 112. I volontari sono formati ad agire in sicurezza e ad adottare atteggiamenti che possono favorire un approccio empatico con la persona da soccorrere».

«Quest’enfasi – conclude il governatore – rischia davvero di creare sfiducia nella comunità per il servizio di soccorso e, soprattutto, di allontanare i cittadini che potrebbero offrire disponibilità a fare volontariato nelle associazioni di soccorso, sempre più in emergenza a causa della riduzione di disponibilità. Pur essendo favorevoli ad avviare una riflessione sul protocollo operativo di intervento, siamo assolutamente contrari a “body cam”, spray al peperoncino o qualsivoglia azione di difesa personale, compiti riservati alle forze di polizia e non ai soccorritori delle ambulanze. Ai volontari del soccorso, oltre alle competenze richieste dalla legge oggi, rimane prioritariamente quella nel tendere una mano e offrire la propria umanità e comprensione anche nelle situazioni di disagio più forte durante l’intervento di soccorso».

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di Redazione web
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