Il Tirreno

Prato

L’avvertimento

Un proiettile calibro 9 davanti al Comune di Fasano: intimidazione al procuratore di Prato

di Redazione Prato

	Luca Tescaroli, procuratore di Prato
Luca Tescaroli, procuratore di Prato

Il bossolo è stato trovato dai carabinieri poco prima della presentazione del libro di Luca Tescaroli

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PRATO. Il ritrovamento della cartuccia di un proiettile calibro 9 davanti al Comune di Fasano, nella mattinata di domenica 18 gennaio, ha fatto scattare l’allarme perché pochi minuti dopo proprio in Comune il procuratore di Prato Luca Tescaroli doveva presentare il suo ultimo libro, “Il biennio di sangue” sulle stragi mafiose del 1992-93. Quel bossolo, poi repertato dai carabinieri, ha fatto pensare che potesse trattarsi di un avvertimento al procuratore. Gli uomini della sua scorta gli hanno sconsigliato di tenere la presentazione del libro, ma lui ha deciso che la presentazione si sarebbe comunque tenuta e tutto è filato liscio. Ora sono al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere per capire chi può aver messo quel bossolo davanti al Comune e se il ritrovamento sia da mettere in relazione con la presenza di Tescaroli.

Non è la prima volta che il procuratore riceve minacce. Nel 2023 fu trovato un pacco che simulava una bomba nei pressi della sua abitazione fiorentina e nel luglio 2024 in Procura è arrivata una lettera con un messaggio eloquente: “Ti faremo saltare con il tritolo, finiremo quello che abbiamo iniziato”.

Tescaroli ormai da molti anni vive sotto scorta dopo essersi occupato di importanti inchieste, tra cui quelle sulle stragi di Capaci e di via d’Amelio, sull’omicidio del banchiere Roberto Calvi, su Mafia Capitale e sulle bombe mafiose del 1993.

“Piena e totale solidarietà al procuratore Luca Tescaroli per la gravissima intimidazione subita a Fasano. Il ritrovamento di un proiettile davanti al Comune, poche ore prima della presentazione del suo libro sulle stragi mafiose del 1993, è un fatto gravissimo e inquietante”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito democratico. “La scelta di Tescaroli di non rinunciare all’incontro pubblico e di confermare la presentazione del libro, nonostante la minaccia, è un messaggio chiaro e potente: lo Stato che non arretra, non si piega alle intimidazioni e continua la sua lotta”.
“Raccontare le stragi di mafia, fare luce sui legami criminali e portare avanti indagini complesse significa colpire interessi profondi. Per questo chi prova a intimidire deve sapere che troverà istituzioni unite e una solidarietà piena. Troverà persone pronte a fare quadrato attorno a chi subisce tentativi così vigliacchi di intimidazioni. Ora si faccia piena luce su quanto accaduto. Difendere chi difende la legalità è un dovere democratico”.

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