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Livorno, le raffiche di libeccio bloccano il porto: venti fino a 104 chilometri orari

di Stefano Taglione
L'Eurocargo Ravenna supportato da un rimorchiatore (foto Avvisatore marittimo)
L'Eurocargo Ravenna supportato da un rimorchiatore (foto Avvisatore marittimo)

Secondo i dati dell'Avvisatore marittima media sui 40 nodi. Tre navi cargo ferme a banchina hanno richiesto il supporto dei rimorchiatori

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LIVORNO. Raffiche di vento fino a 104 chilometri orari, con una media – secondo i dati raccolti dall’Avvisatore marittimo – di ben 74. Il libeccio, come ampiamente previsto dai bollettini meteo, ha quasi del tutto paralizzato il porto di Livorno, creando i consueti “panorami mozzafiato” dalla Terrazza Mascagni e non solo. La raffica più elevata, di 56,5 nodi (104 chilometri orari), alle 12,01. Venerdì 9 gennaio i soli traghetti ad approdare a banchina sono stati il Moby Legacy e il Cruise Sardegna da Olbia, mentre da Palermo lo “Zeus Palace” di Grimaldi. Tutti e tre supportati dai rimorchiatori, sono riusciti a concludere la propria tratta nonostante le condizioni proibitive. Isolata invece Capraia, con lo “Stelio Montomoli” di Toremar rimasto bloccato vicino ai Quattro Mori, con entrambe le corse (andata e ritorno) annullate. Ripercussioni ovviamente anche nel resto dell’Arcipelago, con la linea Portoferraio-Piombino che ha subìto una raffica di cancellazioni. Ma i problemi maggiori, a Livorno, si sono verificati nel traffico merci, del tutto fermo con le navi in arrivo che sono rimaste in rada e quelle già ancorate “spinte” verso gli ormeggi, ovviamente rinforzati, dai rimorchiatori in servizio.

Tre mezzi assistiti

A richiedere assistenza sul porto tre mezzi cargo: la portacontainer Msc Dubai VII in Darsena Toscana, l’Eurocargo Ravenna di Grimaldi in Sintermar e, infine, la “Dunnii”, una nave che trasporta cellulosa e che era ormeggiata al molo Italia. La “Dubai VII” – 295 metri di lunghezza e 40 di larghezza, che si trovava alla banchina 14 – è stata continuamente spinta dal rimorchiatore “Antignano” della Fratelli Neri, mentre la “Dunnii” – 202 per 34 – dal mezzo “Porto di Livorno”, della stessa azienda del presidente locale di Confindustria, Piero Neri. E anche l’Eurocargo Ravenna – 200 per 26 – è stato spinto dai rimorchiatori della società livornese. Il rischio, ovviamente, era che si spezzassero gli ormeggi, con ricadute sulla sicurezza. L’assistenza dei rimorchiatori si è poi estesa ai mezzi in movimento, quindi ai traghetti per la Sardegna. Allerta massima anche da parte della guardia costiera, con la sala operativa sempre in allarme.

Navi in rada

Il traffico merci, per un giorno, si è quindi fermato. Non poteva essere altrimenti, con le raffiche di vento che hanno imperversato forti fino a sera e caleranno in maniera decisiva solo in mattinata, quando – alle 9 – terminerà anche l’allerta meteo gialla per il rischio mareggiate. Fra le navi rimaste in attesa la Green Oshima – battente bandiera panamense, lunga 210 metri e larga 36 – che stava per concludere il suo lungo viaggio iniziato il 20 dicembre dell’anno scorso dal porto di Santos, in Brasile. Da Malta stava arrivando invece la Xia Men Ze Ping, Repubblica popolare cinese, 178 metri per 27. Rimasta fuori anche le chimichiera Emek-S, 120 metri per 17, salpata dal porto spagnolo di Huelva, in Andalusia.

Donna finisce a terra

Sul lungomare, attorno alle 13, le raffiche di vento hanno fatto cadere una donna. Per fortuna non ha avuto bisogno di cure mediche ed è stata aiutata dai passanti. Ma le raffiche hanno riguardato un po’ tutta la città, con problemi che hanno interessato varie zone e la protezione civile, insieme alla polizia municipale, sempre rimaste mobilitate.

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