Livorno, nel parcheggio-discarica al Picchianti anche un’auto trasformata in cassonetto
Via dei Materassai tra materiali edili, ingombranti, giochi, fusti e sacchi zeppi di rifiuti
LiVORNO Un’auto grigia. In parte cannibalizzata. Piena di sacconi di rifiuti, buste, plastiche. Sportelli aperti, mancano la targa, i fanali. È quel che resta di una Fiat Croma. Chissà da quanto tempo è piazzata là. In quel parcheggio disseminato da piccole grandi montagne di rifiuti a cielo aperto. È, per così dire, il “biglietto da visita” dell’ennesima discarica abusiva. In via dei Materassai, ai confini della città. La vecchia storia che, qui, in quest’area, da anni si ripete. A due passi c’è via delle Corallaie, via degli Acquaioli e via degli Arrotini col suo mega edificio multipiano mai finito, che giace da tempo in quell’angolo, in attesa che qualcuno, all’asta, lo rilevi.
Nel posteggio discarica
Il posteggio della vergogna è nelle vicinanze: lontano dagli occhi e per così dire dal cuore della civiltà. E sono purtroppo diverse le aree tempestate di spazzatura abbandonata nella zona industriale del Picchianti, come tante, troppe parti della nostra città. È una battaglia impari. Per carità. La lotta al fenomeno dell'abbandono indiscriminato dei rifiuti si combatte con armi troppo spuntate.
Gli incivili della porta accanto (troppo spesso anche svuota cantine e attività commerciali come testimoniato più volte dal Comune a seguito dei tanti controlli che vengono effettuati sul territorio) sono sempre troppo più numerosi, a dispetto di centri di raccolta, appositi cassonetti e numeri verdi che, con Aamps, garantiscono il servizio, per esempio, di ritiro di ingombranti direttamente a casa. Così sfalci. Abiti usati. Incivili che trovano sempre il modo di inquinare là dove manca una coscienza ambientale e una educazione civica, a prescindere da iniziative, inviti al buon senso, controlli e persino sanzioni da parte di Comune e Aamps.
Gli appelli di Mr Green, al secolo Francesco Stefanini, sono continui. Martellanti. Così quelli delle tante associazioni verdi che aiutano, grazie a volontari e cittadini attivi. Ma basta fare un giro in quelle zone “fuori mano” rispetto ai centri più abitati, che puntualmente spuntano discariche a cielo aperto.
Auto, rimorchi, sporcizia
Nel parcheggio di via dei Materassai, nella parte meno in vista e più lontana dalla strada, ci sono fusti arrugginiti pieni di plastiche, bottiglie, lattine. Ci sono pneumatici, buste e sacconi dispersi in quella striscia di verde e cespugli che separano il posteggio da altro. Ci sono mobili, assi di legno, sedili auto per bambini, sedie, elettrodomestici, resti di giochi per i più piccini, contenitori, materiale edile. E mucchi di sfalci abbandonati chissà da quanto tempo. C’è pure un grossi frigorifero vicino a un mezzo parcheggiato, arrugginito, non certo ben messo. Guardandosi intorni si ha nettamente l’idea che quel piazzale asfaltato sia usato come zona di appoggio per rimorchi di camion, furgoni e pullman. Sì, proprio bus (anche con portone laterale aperto e mancante di qualche pezzo) usati per il turismo che, magari, aspettano di essere riparati da qualche officina. E nel frattempo sono piazzati lì’.
La crociata di Mr Green
È una cartolina che fa molto degrado. Mr Green, con tutta la sua buona volontà e la bici elettrica col proverbiale carretto (tutto è artigianale), prova nei giorni scorsi a portar via qualcosa di quello scempio. Lo fa nel giorno della nascita di suo nipote Leonardo. «Nel parcheggio di via dei Materassai ho rimosso con il mio carretto un passeggino, una vasca da bagno per neonati e un gioco da tavolo per bambini piccoli, trasportando tutto all’isola ecologica», descrive la sua ennesima missione-pulizia a pedali. «Un gesto semplice, ma importante. Un atto d’amore verso Livorno, verso la natura e verso il mondo che Leonardo erediterà. Quando sarai un po’ più grande, ti racconterò cosa ha fatto lo zio per qualche anno per la sua città e per il suo mondo. Ti sarò vicino, sempre».
Rifiuti via delle Corallaie
Pochi metri più avanti, proseguendo per via delle Corallaie, nel verde di un piccolo boschetto spunta ancora una vergogna. Un’area disseminata di barattoli di tinta, materiali edili, resti di mattoni e mattonelle, (sono rifiuti speciali che andrebbero smaltiti ad hoc), montagne di sacconi neri sormontati da pannelli in legno.
Barbari. Incivili. Persone che così facendo se ne fregano dell'inquinamento e dei costi che finiranno per gravare sull'intera città. Perché, come ricorda ogni volta l’assessora Giovanna Cepparello, i costi extra spesi per questo tipo di operazioni di pulizia sono a carico del cittadino. In sostanza, migliaia di euro pagati dall’amministrazione con i soldi dei contribuenti.
Ed è per questo che l’amministrazione sta cercando di inchiodare chi sporca con le fototrappole mobili. Ma la lotta è impari.l
