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I dati

I container spingono il porto di Livorno: +10% in un anno e navi sempre più grandi

di Stefano Taglione
Il porto di Livorno (foto d'archivio)
Il porto di Livorno (foto d'archivio)

Le statistiche del 2025 dell'Avvisatore marittimo: crociere stabili, lieve flessione per ro-ro (tranne quelli di auto nuove) e traghetti. E il 2026 si è aperto con la quinta portacontenitori più grossa mai attraccata in città

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LIVORNO. Il nostro porto, nell’anno che si è appena concluso, conferma il proprio ruolo strategico nel sistema nazionale, mostrando un quadro complessivamente stabile nei volumi di traffico, ma con trasformazioni significative nella composizione e nelle caratteristiche delle navi in arrivo. È quanto emerge dal compendio statistico elaborato dall’Avvisatore marittimo. Nel corso del 2025 sono attraccate complessivamente 6.098 navi, con una lieve flessione rispetto alle 6.158 del 2024 (-0,97%). Un dato che fotografa una sostanziale tenuta dello scalo, pur in un contesto di cambiamento delle dinamiche marittime e logistiche.

Crescono i container

Il segnale più rilevante arriva dai container, che registrano un incremento netto degli arrivi: 550 navi contro le 497 del 2024 (+10,66%). Cresce anche il tonnellaggio complessivo, che supera i 28,4 milioni di unità equivalenti, con un aumento del 6,82%. Negli ultimi dieci anni il porto ha visto un’evoluzione costante delle loro dimensioni: la stazza media delle portacontainer nel 2025 è di oltre 51.600 tonnellate, mentre la lunghezza media ha raggiunto i 251 metri, con un incremento di quasi il 10% rispetto al 2016, come evidenziato da una statistica ad hoc dello stesso Avvisatore, la stazione di avvistamento navi e comunicazioni di Livorno, il cui responsabile è Fabrizio Moniga, che ogni giorno monitora e traccia il traffico dello scalo labronico, elaborando statistiche periodiche fondamentali per l’attività degli operatori internazionali, dei terminalisti e degli armatori. Le navi più grandi arrivate sono state le Msc Esthi e Msc Susanna, con una stazza lorda di 108.930 tonnellate, mentre il pescaggio massimo rilevato è stato di 12 metri. E il 2026 si è aperto con l’arrivo, proprio pochi giorni fa, della gigante Msc Hortense, 335 metri di lunghezza e 46 di larghezza, la più grande mai ospitata all’ombra dei Quattro Mori. Tornando alle statistiche dello scorso anno, Genova si conferma il principale porto di provenienza delle portacontainer con il 21% delle tratte, seguita da Salerno, Napoli, Algeciras, Barcellona, Malta, Pireo e Tanger Med, in Marocco, a conferma dell’integrazione di Livorno nelle grandi rotte del Mediterraneo. Come destinazioni, invece, le toccate successive a Livorno sono generalmente Genova (46%), La Spezia (15%), Barcellona (12%) e Tanger Med, sempre in Nordafrica (8%). A seguire Valencia (4%), Fos sur Mer (stessa percentuale) e con il 2% dei traffici Napoli e Marsiglia.

Ro-Ro e traghetti

In flessione invece il traffico ro-ro, che passa da 1.129 a 1.107 navi (-1,95%), così come i traghetti passeggeri, che scendono da 2.850 a 2.710 (-4,91%). In particolare risultano in calo i collegamenti con Bastia e Golfo Aranci, mentre tengono le linee con Olbia – dove sono impiegate le Moby Fantasy e Legacy, i traghetti passeggeri più grandi del mondo – e Capraia, dove Toremar ha tempo trasferito la sua ammiraglia, la “Stelio Montomoli”, in precedenza fra Piombino e Portoferraio, all’Elba.

Crociere stabili

Il comparto crocieristico mostra un andamento contrastante. Nel 2025 sono arrivate 371 navi passeggeri, 14 in più rispetto al 2024, ma il numero di crocieristi scende a 773.385 (-8,71% secondo i dati della stazione di rilevamento). La nave con il maggior numero di viaggiatori è stata la Norwegian Breakaway, con 5.975 persone in un singolo approdo, mentre la Msc Seaside si conferma la più presente, con 26 scali e oltre 122mila passeggeri. I mesi estivi, in particolare luglio e agosto, restano quelli di maggiore afflusso, con picchi superiori ai 120mila crocieristi. Il 48% delle “love boat” è stato dislocato all’Alto fondale, il 21% al molo mediceo (accosto 75), poi molo Italia (19%) e molo Capitaneria (12%).

Il resto

Buone notizie dal settore delle rinfuse liquide, con 448 navi (+4,18%), mentre le rinfuse solide restano sostanzialmente stabili. Il traffico “break bulk” registra un lieve calo, ma mantiene volumi consistenti, soprattutto sulla cellulosa, nonostante una riduzione degli sbarchi in tonnellate (-8,65%). Particolarmente significativo il dato legato all’Olt offshore: nel 2025 si contano 43 accosti, contro gli 11 del 2024, ma bisogna considerare che fino all’ottobre di due anni fa il rigassificatore era in manutenzione. Il quantitativo di gas naturale liquefatto movimentato è stato pari a oltre 2,86 milioni di tonnellate metriche.

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