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Lutto

Addio a Ferdinando Mantovani, grandissimo tifoso del Livorno

di Claudia Guarino
Ferdinando Mantovani
Ferdinando Mantovani

Aveva 82 anni. «Ha sempre seguito la squadra – racconta la moglie – nelle partite giocate in casa così come quelle fatte in trasferta. L’ha fatto con tranquillità e amore»

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LIVORNO. L’ultimo viaggio insieme alla moglie l’aveva fatto a giugno, in occasione dell’anniversario di matrimonio. Ma la crociera sul Reno è stato solo l’ultimo dei tour in giro per il mondo fatti insieme alla sua dolce metà Rosanna. Grandissimo tifoso amaranto, Ferdinando Mantovani è morto il 28 dicembre, dopo una malattia, a 82 anni. E il mondo del tifo livornese è in lutto per quello che era uno dei più grandi supporter della squadra cittadina.

Il tifo

Un passato come chimico impiegato in un’industria farmaceutica del nord Italia, Mantovani si è poi trasferito a Livorno e non ha mai smesso di fare il tifo per la maglia amaranto. Il calcio, infatti, è stato la sua più grande passione. «Ha sempre seguito la squadra – racconta la moglie – nelle partite giocate in casa così come quelle fatte in trasferta. L’ha fatto con tranquillità e amore». E tra gli amici dei tifo aveva lasciato il segno. Tanto che nella bara è stata messa una striscia con scritto “Livorno olé” e come urna sarà utilizzata una scatola amaranto con lo stemma di Livorno.

«Un uomo amabile»

Chi conosceva Ferdinando Mantovani lo descrive come una persona gentile e come un uomo sempre pronto a dare una mano se qualcuno ne aveva bisogno. «Ha saputo farsi amare – dice la moglie – e insieme abbiamo viaggiato in tutto il mondo. Siamo stati in Australia, in Argentina, in Arabia Saudita. Giravamo tanto». La loro è stata una scelta di vita. «Il mondo è bello e l’abbiamo visitato insieme».

L’ultimo saluto

La salma di Mantovani si trova alle salette della Svs davanti al cimitero comunale dei Lupi, alla Cigna. Ed è qui che il 29 dicembre alle 14,30 si terrà l’ultimo saluto. In quest’occasione sarà possibile dire addio allo storico tifoso amaranto che seguiva la squadra durante ogni trasferta. All’uomo gentile che non si tirava mai indietro se c’era bisogno di una mano e all’instancabile viaggiatore che insieme a sua moglie andava alla scoperta delle meraviglie del mondo. 

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