Il Tirreno

Livorno

Scuola

Livorno, università o mondo del lavoro: ecco gli istituti migliori


	Scuola, presentato lo studio della Fondazione Eduscopio (foto di repertorio)
Scuola, presentato lo studio della Fondazione Eduscopio (foto di repertorio)

La Fondazione Agnelli: performance al top per chi esce da Iti e scientifico Cecioni. Il 67% dei diplomati al Galilei trova un impiego sei mesi dopo la maturità

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Proseguire gli studi all’università o andare subito a lavorare: è questo il principe dei dilemmi dopo aver superato l’esame di maturità. E, come ogni anno, ad aiutare gli studenti livornesi che presto dovranno scegliere a quale istituto superiore iscriversi, ci pensa la nuova edizione di Eduscopio, il portale della Fondazione Agnelli – nato nel 2014 e gratuito – che si propone di aiutare i ragazzi e le loro famiglie nel momento delicato della scelta della scuola dopo la terza media. È l’Iti Galilei l’istituto superiore con il maggior indice di occupazione dei suoi studenti, mentre sul fronte degli studi universitari – sulla base dell’analisi dei risultati ottenuti durante il primo anno di ateneo – sul gradino più alto del “podio” (se fosse una competizione) troviamo quest’anno il liceo scientifico Cecioni che sorpassa l’Enriques (sotto di un punto).

Verso l’impiego

Ma partiamo dai possibili sbocchi professionali post-diploma per chi decidesse di iniziare subito a lavorare. Come detto, in città l’istituto professionale con il maggior indice di occupazione è il Galilei: in pratica il 67,65 per cento dei diplomati all’indirizzo tecnico-tecnologico ha lavorato almeno sei mesi entro i primi due anni dal diploma con un’attesa media di 204 giorni di attesa per firmare il primo contratto significativo, trovando in media un’occupazione a sei chilometri da casa. Di questi, inoltre, circa la metà – per la precisione il 33,4 per cento – ha una qualifica professionale perfettamente in linea con il titolo di studio conseguito. A seguire – sotto di quasi cinque punti percentuali – troviamo il Vespucci-Colombo: qui, il 62,75 per cento dei diplomati ha trovato un’occupazione (ma solo il 25,33 per cento in linea con l’indirizzo di studio tecnico-economico) con un’attesa media di 243 giorni per ottenere il primo contratto significativo. Subito dopo, sempre nell’ambito dell’indirizzo tecnico-economico, troviamo l’Attias (non statale) dove il 50 per cento dei diplomati trova un lavoro, nel 10,64 per cento dei casi in linea con il percorso di studi portato a termine. Sempre nell’ambito dell’indirizzo tecnico-tecnologico troviamo il Buontalenti-Cappellini-Orlando dove l’indice di occupazione dei diplomati è del 44,67 per cento, di cui il 22,55 per cento in linea con il percorso di studi. Passando agli indirizzi professionali, dobbiamo distinguere tra servizi e industria e artigianato: nel primo caso, il Vespucci- Colombo ha un indice di occupazione del 54,47 per cento, mentre nel secondo il 58,02 per cento di diplomati al Buontalenti- Cappellini-Orlando ha trovato un lavoro entro i sei mesi dalla maturità. «Si tratta di un risultato non inatteso – commenta il dirigente scolastico reggente dell’Iti Galilei, Antonio Manfredini – . Il nostro è un istituto tecnico ben radicato sul territorio da più di 100 anni e, da allora, ha sempre fornito tecnici di buon livello al nostro territorio. Oggi l’Iti fonda più del 50 per cento della didattica sulle attività laboratoriali e devo dire di aver notato con piacere, e con una certa frequenza, la richiesta di nominativi dei nostri diplomati da parte delle aziende livornesi. Questo è il frutto del grande lavoro di tutto il personale scolastico».

Francesca Barone, la dirigente scolastica del Vespucci-Colombo, spiega che si tratta di dati statistici, «ma il lavoro che stiamo facendo è davvero molto importante».

«L’istituto ha acquisito un finanziamento Pnrr del valore di 750mila euro per la realizzazione del campus formativo integrato legato alla sperimentazione 4+2 in ambito logistico – commenta Barone – . Il fulcro del progetto è realizzare a scuola il Port Center, con laboratori utilizzabili anche da altri istituti, allargando così la rete di scopo nella quale c’è già l’Isiss Marco Polo. Il campus sarà un bel veicolo per ampliare le prospettive lavorative: abbiamo già in cantiere la realizzazione e siamo in fase di conclusione della progettazione. Il legame con il mondo del lavoro è fondamentale».

Gli studi universitari

Non solo lavoro, ma anche università. Tra i compiti a cui vuole assolvere Eduscopio c’è anche quello di stimare la capacità dei licei, ma anche degli istituti tecnici, di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio agli studi universitari. E analizzando proprio i licei scientifici (sia l’indirizzo “puro” che le scienze applicate), sul gradino più alto c’è il sorpasso del Cecioni (quest’anno al primo posto) rispetto all’Enriques, ma la situazione appare ribaltata se consideriamo l’indirizzo linguistico: qui l’Enriques è primo (65,85) e il Cecioni secondo (60,35). Più giù (seppur in un altro indirizzo) – con il 70,3 per cento – troviamo invece il Liceo classico Niccolini-Palli. «I dati sono molto buoni – commenta il dirigente scolastico del Cecioni, Rino Bucci – e testimoniano che la scuola è sempre più un punto di riferimento per la città: è lo specchio, infatti, di un’offerta formativa di qualità e il riconoscimento del grande lavoro dei docenti. È una soddisfazione corale».

Infine, il preside dell’Enriques, Ersilio Castorina. «La ricerca conferma che il liceo scientifico è quello che rende la strada più spianata per l’università – conclude – . Orgogliosi anche del risultato del linguistico, un percorso ritenuto molto solido da chi ha proseguito gli studi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

In Primo Piano
Politica in lutto

Morto Umberto Bossi: aveva 84 anni. Addio al senatur ideatore e fondatore della Lega Nord

di Paolo Martini
Speciale Scuola 2030