Livorno, entra in Comune armato di coltello e scatena il caos: chi è il 58enne e il motivo dell’irruzione
Stefano Perullo, un livornese di 58 anni, è entrato urlando cercando l'assessore alla casa. Ferita a un dito la vicesindaca Libera Camici. Il sindaco Salvetti spiega chi è l’uomo e i suoi problemi. Ha dato in escandescenze dopo aver scoperto il mancato accredito del reddito di cittadinanza
LIVORNO. «Voglio parlare col sindaco o con l’assessore Andrea Raspanti. Non ho i soldi neanche per comprarmi le scarpe!». Armato di un coltello da cucina, vestito con una pettorina arancione catarifrangente, ha fatto irruzione al pian terreno del municipio spaccando tutto ciò che aveva di fronte, fra cui pannelli e arredi, finiti contro gli splendidi “Delfini di Ardenza”, salvati dal moletto e da tempo esposti nell’atrio pubblico. Poi, dopo aver preso uno sgabello dal bar dei dipendenti, si è asserragliato nella sala dove si riunisce la giunta spaccando la teca del “Capperuccio”, la stola risalente al 1606 che ricorda la nascita di Livorno e simboleggia la livornesità, barricandosi dentro la stanza fino all’arrivo risolutivo del primo cittadino.
È scoppiato il caos poco dopo le 14,15 di venerdì 26 settembre in Comune: un uomo di 58 anni, il livornese Stefano Perullo, ha infatti scatenato il panico, spaventando tutti i lavoratori (specialmente quelli all’ingresso) e ferendo a un dito, mentre rompeva alcuni vetri, la vicesindaca Libera Camici, che tentava di placarlo ed è stata poi amorevolmente abbracciata dal sindaco a emergenza finita. «Sono stata colpita dalle schegge», le sue parole.
Il cinquantottenne, dopo aver spaccato la teca di vetro probabilmente con lo stesso sgabello preso dal bar e aver danneggiato alcuni dispositivi tecnologici della stanza dove si era rinchiuso, ha intimato a tutte le persone di rimanere a distanza, dall’altra parte del tavolo. In pugno sempre il coltello, con la lama di una decina di centimetri. Decine di agenti della polizia municipale, infatti, lo hanno circondato per evitare che potesse scappare o fare del male a qualcuno. Il motivo del folle gesto? Alcuni soldi che Perullo avrebbe dovuto riscuotere per dei lavori effettuati nell’ambito del Palio marinaro, con cui – sommati ai 500 euro del reddito di cittadinanza e a un contributo di 200 euro dai servizi sociali – a fatica arriva a fine mese. Ma non solo: ieri mattina, l’Inps, non gli aveva ancora pagato il sussidio pubblico (il reddito di cittadinanza appunto) e i due ritardi nei pagamenti lo hanno mandato su tutte le furie, al punto da chiedere spiegazioni in Comune.
Non è la prima volta, fra l’altro, che dà in escandescenze in piazza del Municipio, ma in passato mai si era arrivati a tanta violenza, anche se Luca Salvetti, che lo conosce molto bene, ha sottolineato come «con il coltello non volesse fare male a nessuno, era inoffensivo», le sue parole.
«Non posso avere il cellulare, non posso comprarmi un paio di scarpe, poi arriva uno straniero e c’ha tutto», le sue urla davanti ai vigili. Il cinquantottenne rimarrà in sala giunta per quasi un’ora: con lui la municipale, la digos, i carabinieri e il personale della Squadra mobile, poi raggiunti dal medico del 118 e dai volontari giunti su un’ambulanza della Svs.
Ma sarà il sindaco, che al momento della sua irruzione non si trovava in Comune, a placarlo definitivamente. Indisponibile l’assessore Andrea Raspanti, che ieri non era al lavoro, ci ha infatti pensato il primo cittadino ad affrontare Perullo, che fra l’altro in città è conosciuto anche per essere un abile “maestro d’ascia”, un artigianato altamente specializzato. Salvetti, parlando con lui e ricordandogli tutto ciò che il Comune ha fatto e sta facendo per aiutarlo incluso il pagamento delle utenze, lo ha convinto a desistere, a consegnargli il coltello e a uscire dal municipio, nel frattempo evacuato al primo piano, dove si trova la sala della giunta, con i lavoratori spaventati riuniti a poche decine di metri dall’ingresso. Nella sala giunta, praticamente, c’era tutto il contingente di turno della municipale.
Perullo, poco prima delle 15,30, lascerà palazzo civico accanto al sindaco, circondato dalle forze dell’ordine, per poi incamminarsi libero lungo viale degli Avvalorati, verso la sua casa popolare, dove verrà raggiunto da Salvetti e dai servizi sociali. E subito dopo anche da una denuncia, formalizzata dalla polizia municipale diretta dal comandante Joselito Orlando, per i reati di minaccia e danneggiamento.
