A Livorno genitori-imbianchini fanno bella la scuola dei propri figli
Alle elementari di Montenero famiglie tra tinte, stucchi e pennelli. La dirigente: "Modello virtuoso di una comunità educante, grazie a tutti"
LIVORNO Poco importa del caldo torrido delle settimane scorse. C’è da rimboccarsi le maniche per dare un tocco di colore (e di benessere) alla scuola dei propri figli e la comunità educante c’ è. Mamme, babbi in prima linea. Ci si attrezza con pennelli, stucchi, vernici: un piccolo restyling e poi tutti a vestire i panni di imbianchini fai da te.
È il senso di appartenenza a fare la differenza. Insieme alla voglia, tutti insieme, di contribuire a migliorare un bene comune, la scuola. Qui primaria di Montenero, quella che da anni ha lanciato il modello didattico “Senza zaino”, fiore all’occhiello dell’istituto comprensivo Carducci guidato dalla dirigente Camilla Pasqualini. C’è bisogno delle famiglie. E loro, una quindicina, alzano la mano.
Tre fine settimana e la scuola si fa bella. Proprio come il progetto che questa azione collettiva incarna. «Ringraziamo di cuore le famiglie delle alunne e degli alunni che, con grande entusiasmo e spirito di collaborazione, hanno partecipato attivamente al progetto interno “Facciamo bella la scuola”, dedicato alla cura e al miglioramento degli spazi scolastici», afferma la dirigente scolastica e tutto il team docente della primaria “Senza zaino” di Montenero.
Si tratta di cinque classi, che contano circa novanta studenti, dalla prima alla quinta. Gratitudine verso una comunità che si prende cura della scuola dei propri figli.
Armati di pennelli, stucco e vernici, i genitori si sono messi all’opera per tre caldi fine settimana del mese di luglio, donando tempo, energia e competenze per tinteggiare gli ambienti scolastici, rendendoli più curati, luminosi e accoglienti per le bambine, i bambini e per tutta la comunità educativa.
«L’impegno dimostrato dalle famiglie è un esempio concreto di cittadinanza attiva e di reale e autentica partecipazione alla vita scolastica, in perfetta sintonia con i principi fondanti del modello pedagogico Senza zaino – ospitalità, responsabilità e comunità – che ispira quotidianamente la vita del nostro plesso», continuano ancora con grande orgoglio dal comprensivo che ha la sua sede in piazza Sforzini, ad Ardenza.
La scuola primaria di Montenero rappresenta oggi l’unico plesso scolastico del Comune di Livorno interamente ispirato al modello Senza zaino per una scuola comunità. E si spiega il format educativo portato avanti ormai da anni. «È un approccio innovativo che pone al centro il bambino come protagonista del proprio apprendimento, promuove l’autonomia, il rispetto, la cooperazione e la cura degli ambienti, intesi come spazi educativi da vivere con consapevolezza», vanno dei dettagli.
Ecco l’importanza - qui come altrove - della cura degli spazi scolastici. «Da noi non è solo un atto estetico - vanno avanti con forza - ma un elemento fondamentale per il benessere quotidiano e per la qualità dell’esperienza educativa. Ambienti ordinati, accoglienti e funzionali favoriscono la concentrazione, stimolano la creatività, facilitano le relazioni positive e contribuiscono a creare un clima sereno e motivante per tutti: alunne e alunni, insegnanti, personale scolastico e famiglie. Prendersi cura della scuola significa prendersi cura delle persone che la vivono ogni giorno».
Entusiaste anche le famiglie che si sono messe, volentieri, a disposizione. Una quindicina, in tutto.
«Cogliamo, inoltre, l’occasione per ringraziare sentitamente il colorificio Bonsignori Vernici e gli altri donatori che, con il loro prezioso contributo, hanno reso possibile la realizzazione del progetto». E anche questo fa parte del senso di comunità del progetto. E chiudono: «A tutte le famiglie coinvolte va la nostra più sentita gratitudine per aver incarnato, con il loro impegno, lo spirito di una scuola che non è solo luogo di istruzione, ma vera comunità educante».l