Mayor Von Frinzius e “Sfiorarsi” per desiderare ancora «Sul palco di Livorno il nostro messaggio di pace»
Il 28 e 29 maggio il nuovo show della compagnia teatrale fondata da Giannini: «Questo spettacolo ti aiuta a convivere col dolore, che comunque resta»
Livorno «Essere nei Mayor non significa essere a favore di determinati valori, queste cose secondo me appiattiscono: stare qui vuol dire aver voglia di far teatro e di raccontare il proprio dolore esistenziale attraverso il teatro. E in questa situazione attuale questo spettacolo è per la pace, con le armi ci si tocca e noi invece invitiamo a “sfiorarsi”». “Sfiorarsi, perché toccarsi è complicato” è questo. Lamberto Giannini, il deus ex machina della compagnia teatrale Mayor Von Frinzius tratteggia bene il senso del nuovo show che debutterà il 28 maggio alle 21 sul palco del Goldoni, in replica il 29 maggio. Lui, le altre registe Rachele Casali, Silvia Angiolini e Allegra Sartoni: sul palco del teatro-residenza della compagnia, il Goldoni, colorano quel quadro di umanità, dolore e anche comicità che è il debutto del gruppo, 28 anni di vita e una esperienza che ha fatto il giro d’Italia e dei palchi a cinque stelle, dal red carpet del festival di Roma, all’Arena di Verona il 17 maggio prossimo con l’attore Federico Parlanti a fianco di Paolo Ruffini come presentatori. Ai tanti spettacoli e format insieme allo showman labronico.
«Non mi sono mai perso un appuntamento della Mayor né in veste di sindaco né di giornalista: siete un’ eccellenza che porta il nome della città in tutta Italia per il grande valore della vostra esperienza», dice il sindaco Luca Salvetti rivolto agli attori del gruppo che dopo la presentazione vanno avanti con la prova aperta.
«È la 19esima produzione che la Fondazione Goldoni fa con la Mayor che da anni ha residenza artistica in Teatro», scandisce con orgoglio il direttore artistico del Goldoni, Emanuele Gamba che già si pregusta il ventennale.
Il concetto ben espresso da Giannini parte da qui: «Senza il teatro e l’ arte è come non respirare. E’ una perdita di senso totale. Sfiorarsi perché? Perché io ho sempre pensato che la sincerità fosse un grande valore ma comincio ad avere dei dubbi: se sincerità è ti faccio guerra, ti bombardo perché voglio quello, allora è meglio non arrivare direttamente alle cose, è meglio sfiorarle. Perché nello sfiorarsi rimane qualcosa che non è chiaro, quando arrivi a toccare, le cose invece prendono valore». E si va sul concetto di desiderio: «Se non c’è più il desiderio, aspettativa, se tutto si consuma in un attimo, hai realizzato un bisogno ma rischi di non desiderare più. Quindi in questo show si arriva a tentare di toccare».
Questo alla base dell’opera frutto del lavoro dei quattro registi, i quali hanno cercato di rappresentare il tema dello “sfiorarsi” in tutte le sue sfaccettature.
Ci si sfiora nei rapporti amicali, genitoriali, amorosi e perfino politici. Ci si sfiora perché forse ormai siamo troppo spaventati dal toccarsi sul serio, dall’avere un impatto emotivo sulla vita delle altre persone, eppure i circa 70 attori della Mayor Von Frinzius e la loro tracimante energia riusciranno, come ogni anno, a toccare le anime del pubblico con la loro emotività, irriverenza e forza. «Toccarsi è complicato, toccarsi implica mettere a nudo il proprio disagio, la propria repulsione e allora è importante sfiorarsi, perché nello sfiorarsi ognuno può mantenere se stesso e tentare l'incontro con l'altro. Nello sfiorarsi c'è una delicatezza che ormai abbiamo perso», ancora Giannini.
Il quadro, sfondo della locandina che ha invaso Livorno, è stato realizzato da Nicola Giusfredi, che ancora una volta è riuscito a tradurre con una sola immagine il pensiero dei registi e a sintetizzare ventotto anni di carriera di una compagnia che ha sfiorato centinaia e centinaia di vite. Giannini scandisce che lo spettacolo è per la pace. «È un valore talmente profondo che è abusato. Perché a favore della pace ci sono quelli che fanno le guerre e si armano. Lo stare in pace per me si realizza all’interno di un conflitto dove non ci si deve far male, niente violenza: ci deve essere uno scontro e un incontro ancora più forte. Il dolore è qualcosa che se assaggi davvero non passa mai: questo spettacolo ti aiuta a conviverci ma il dolore rimane».
Lo spettacolo è coprodotto con la Fondazione Goldoni, ed è stato realizzabile grazie alla collaborazione con Oami e di tante realtà cittadine. La compagnia le ringrazia. Sono tante. Ringrazia anche i fratelli Giorgio e Claudio Chiellini. La direzione di palco è affidata ancora una volta a Francesco Pacini; main sponsor ancora la Castagneto Banca 1910.l
