Picchia e minaccia di uccidere l’ex moglie: dovrà risarcirla per 20mila euro
Il trentottenne livornese condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Avrebbe pure rotto l'auto del nuovo fidanzato della donna
LIVORNO. Avrebbe picchiato l’ex moglie anche alla presenza delle figlie piccole, minacciandola direttamente e perfino in una telefonata al 113: «Ve la faccio trovare in un telo bianco per strada, non c’ho problemi: le sparo alla testa», le sue parole. Un trentottenne livornese – Il Tirreno non lo identifica per non rendere riconoscibile la donna vittima delle violenze – è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia, oltre che per lesioni e per il mancato versamento dell’assegno per il mantenimento dei figli. Un quantum, tuttavia, ridotto di un terzo in quanto una perizia psichiatrica lo ha ritenuto parzialmente in grado di intendere e di volere. Il collegio del tribunale, inoltre, ha disposto per la vittima un risarcimento di 20mila euro.
I fatti sarebbero avvenuti fra il luglio e l’agosto del 2019, con il trentottenne che in un’occasione avrebbe «spinto violentemente all’indietro la donna, trattenendola al contempo per un braccio e provocandole un trauma distorsivo al rachide cervicale, per una prognosi ospedaliera di nove giorni». Successivamente, invece, avrebbe tentato di colpirla con un calcio, ma non ci è riuscito grazie all’intervento dei carabinieri, sopraggiunti in quell’occasione con una pattuglia. Un lasso di tempo in cui la donna ha dovuto cambiare varie volte il numero di cellulare, proprio per non essere rintracciata, trasferendosi (temporaneamente) in un’altra città. «Ti ammazzo, ti stupro, ti spacco», queste alcune delle frasi che l’uomo – difeso dall’avvocata Marta Gaiotto e dopo la denuncia allontanato dalla persona offesa e dai luoghi da lei abitualmente frequentati – avrebbe rivolto nei confronti della donna, assistita come parte civile dalla legale livornese Angie De Santi Simonini. In un caso – almeno secondo l’accusa – avrebbe minacciato pure il nuovo compagno dell’ex moglie, dicendo che gli avrebbe «stuprato i figli», ma da questo è stato assolto. Mentre il 27 luglio 2019 se la sarebbe nuovamente presa con lo stesso, sorprendendolo in macchina, spaccandogli i due specchietti retrovisori a calci e pugni dopo che non voleva scendere dall’abitacolo e cercando di colpirlo con la cintura dei pantaloni, intento non andato a compimento grazie all’arrivo dei militari (per questo era accusato pure di tentate lesioni aggravate e danneggiamento e dovrà risarcirlo per 500 euro) e alla prontezza di riflessi dell’uomo, che è riuscito a schivare il colpo. Un incubo, per la donna, che lo aveva denunciato ai carabinieri.
Per le percosse, fra l’altro, era stato rinviato a giudizio pure il padre del trentottenne, un livornese di 64 anni, condannato in rito abbreviato – giudizio più veloce in cambio di uno sconto automatico di un terzo dell’eventuale pena ndr – a una multa di 400 euro e al risarcimento della parte civile. Secondo l’accusa quest’ultimo l’avrebbe minacciata e strattonata per una maglia, mentre in un’altra occasione lo stesso genitore avrebbe minacciato i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile labronico dicendo loro «Vi faccio passare i guai», millantando di conoscere un loro collega dei forestali. Un reato – quest’ultimo, la minaccia a pubblico ufficiale – dal quale tuttavia il giudice per le indagini preliminari lo ha assolto, motivo per il quale nei suoi confronti è stata inflitta una pena minima. Ora la condanna per l’ex marito: due anni e quattro mesi di reclusione.
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