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Livorno

L'incontro

Grimaldi e gli operatori livornesi convocati dal prefetto per lunedì 16 dicembre

di Stefano Taglione
Grimaldi e gli operatori livornesi convocati dal prefetto per lunedì 16 dicembre

L’obiettivo di Giancarlo Dionisi scongiurare il prosieguo della guerra delle banchine. All’incontro il sindaco Luca Salvetti, il presidente Luciano Guerrieri, Piero Neri (Confindustria) e i sindacalisti

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LIVORNO. Il prefetto Giancarlo Dionisi ha convocato Grimaldi e gli operatori portuali livornesi coinvolti nella cosiddetta “guerra delle banchine”, la serie di dissapori che va ormai avanti da mesi dopo l’acquisto di inizio anno, da parte del colosso armatoriale campano, di Terminal Darsena Toscana e il graduale utilizzo di alcuni spazi di Tdt storicamente adibiti alla movimentazione dei container ad aree ro-ro, per i rotabili appunto, un settore di trasporto che vede primeggiare Grimaldi nel mondo. L’incontro si terrà in prefettura lunedì alle 15: presenti, oltre agli operatori portuali, anche il sindaco Luca Salvetti, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale Luciano Guerrieri, associazioni come Confindustria (con il presidente territoriale Piero Neri, parte attiva in questa vicenda) e i rappresentanti delle sigle sindacali.

Le polemiche estive

Le polemiche sull’utilizzo delle banchine di Tdt, negli ultimi mesi, non si sono mai sopite. A giugno, Confindustria e altre associazioni, avevano chiesto un intervento dell’Authority per far rispettare il piano regolare portuale alla luce dei ripetuti accosti delle navi che trasportavano le auto nuove, quelle da immatricolare, in Tdt. Il piano regolatore non vieta, a livello assoluto, l’uso di queste banchine per i ro-ro, ma le riserva «prioritariamente» al traffico dei container, che resta comunque il principale per Grimaldi, che all’estero opera pure in questo settore. In un’intervista al Tirreno, l’amministratore delegato della società Emanuele Grimaldi, aveva spiegato «di aver investito cento milioni a Livorno» e di voler puntare in futuro proprio sul traffico dei container. «Nessuno ha fatto come noi. In questo momento, tuttavia – le parole dell’imprenditore – ci sono due problemi: la crisi del mar Rosso, con gli Houthi che attaccano le navi dirette verso il canale di Suez, che fa calare il traffico dei contenitori, con importanti perdite economiche nel settore. Allo stesso tempo, invece, i ro-ro stanno andando bene e i piazzali, a Livorno, sono saturi, pieni di auto. Noi abbiamo semplicemente supplito alla mancanza di questi spazi, venendo incontro perfino a un competitor, che altrimenti per scaricare le macchine avrebbe scelto un altro porto. Mi dovrebbero trattare da salvatore della patria, perché ho fatto sì che il lavoro restasse qui e non si spostasse altrove. Lo ripeto: c’erano navi che aspettavano fuori e ho reso un servizio pubblico alla città, facendole entrare nel mio terminal».

Nuovo scontro

Dopo le prime schermaglie, sembrava esserci stata una tregua. Ma è durata poco. Perché gli operatori del porto labronico temono che Livorno possa perdere un’importante fetta del traffico dei container. Un problema serio in vista del completamente, nei prossimi anni, della Darsena Toscana che proprio sui container punta tutto, con spazi enormi dedicati. Ed è per questo che si sono appellati nuovamente all’Autorità di sistema, che entro gennaio dovrà valutare il piano di impresa di Tdt e che, con il presidente Luciano Guerrieri, ha ribadito i contenitori come priorità del porto. Con Emanuele Grimaldi che al magazine “ShipMag” è tornato a rispondere: «Io non voglio fare nessuna guerra. Su Livorno siamo di fronte a un grande malinteso. Abbiamo rilevato il terminal Tdt con un investimento importante – le sue parole – per continuare a fare i container. E quello continueremo a fare. Abbiamo appena siglato un accordo con Hapag-Lloyd per portare qui 30mila nuovi contenitori a partire dal primo febbraio. Spedizionieri, agenti marittimi, imprese e associazioni livornesi si sono allarmati perché, in un ben preciso momento storico, abbiamo fatto arrivare al Tdt un traffico di auto nuove da parte di un operatore scandinavo che altrimenti non sarebbe andato a Livorno. Ma in quel periodo Tdt stava soffrendo e subiva un calo dei traffici a causa delle navi portacontainer, dirottate per le azioni militari dei ribelli Houthi nel mar Rosso. C’era un’opportunità e l’abbiamo colta: abbiamo portato un traffico a Livorno e fatto lavorare le maestranze livornesi. Credo che avremmo meritato un plauso per questo. Ma non è un’attività a scapito dei container, deve essere molto chiaro. Ecco perché dico che il problema non esiste. Anzi, il gruppo Grimaldi porterà nuovi traffici di contenitori», ha concluso l’imprenditore, rimarcando i buoni rapporti da generazioni con la famiglia Neri.

 

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