Il Tirreno

Livorno

Livorno, lavori al torrino del parco della Ceschina: «Tornerà alla città nel ’26». Ecco gli interni sconosciuti ai più

di Francesca Suggi
Livorno, lavori al torrino del parco della Ceschina: «Tornerà alla città nel ’26». Ecco gli interni sconosciuti ai più

Stanziati 500mila euro per il belvedere dell’ 800 dopo crolli e ritardi di anni. «A inizio anno l’approvazione del progetto e la gara, poi la ristrutturazione»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I lavori sono partiti quest’estate. Con i primi sopralluoghi della piattaforma aerea intorno a quel pezzo di storia vista mare dell’ 800 diventato un tutt’uno, aimé, con quelle impalcature che sono lì da oltre 20 anni. Un pezzo di storia agonizzante, martoriato da crolli importanti: giù colonne, archi e tutto quello che di iconico lo rendeva (e lo rende) il Torrino del parco della Ceschina, all’angolo tra il viale Italia e via dei Pensieri. L’agonia è finita, parola dell’architetta Melania Lessi: il Comune ha stanziato 500mila euro (variazione di bilancio ad hoc) per progettazione e lavori.

«I primi mesi dell’anno nuovo sarà approvato il progetto di restauro conservativo, consolidamento e ricostruzione che stiamo facendo, poi la gara di appalto e nel 2026 la città riavrà il suo Torrino storico», afferma lei che sta portando avanti il progetto architettonico con l’architetto Emanuela Politi e l’ ingegnera Elisabetta Pozzobon. Per il progetto strutturale impegnati gli ingegneri Benedetta Puccini ed Enrico Signorini. Ritardi di anni, lesioni sempre più mortali alla struttura, la Soprintendenza che chiede di “salvare il salvabile”. «A tutela di quel che è rimasto dell’epoca il restauro deve essere filologico: bisogna riutilizzare ciò che è recuperabile. Non possiamo usare le impalcature che ci sono da 20 anni per ragioni di sicurezza: sono diventate parte della struttura». Il lavoro è complesso. Ma la direzione è quella giusta per far tornare a vivere la torretta che all’epoca aveva la funzione di portineria e belvedere del parco della Ceschina.

A che punto siamo

Sono in fase di completamento le indagini strutturali e il progetto di messa in sicurezza. Il Comune sta individuando le fasi di cantiere e le varie tipologie di apprestamento necessarie per il lavoro in termini di sicurezza dei lavoratori. L’ufficio preposto nei mesi scorsi ha eseguito la pulizia dei rovi circostanti il Torrino per consentire l'accessibilità dell'area ed effettuare le prime indagini con la piattaforma elevatrice. Ispezionati anche i locali interni. «In funzione di nuove esigenze normative sono state individuate le indagini geologiche necessarie e propedeutiche alle altre attività di studio».

Recuperare la storia

Il progetto di restauro, già dettagliato, seguirà questa prima delicata fase, essenziale per consentire il recupero dei colonnini in pietra, delle cornici e di quel che è caduto nel crollo. Tutti i pezzi di storia saranno catalogati in loco. E poi ricollocati nella posizione originaria. «Il progetto - va avanti l’architetta - sarà quindi sottoposto alla nuova approvazione della Soprintendenza: il nullaosta sarà propedeutico al Pfte da approvarsi nel 2025».

Tra crolli e ritardi

Fatali i crolli dell’agosto 2019. A quel tempo il Torrino già in forte degrado, poco prima di un importante intervento di restauro già affidato, subisce il cedimento del piano di copertura e gran parte del primo piano. E non solo. Il progetto esistente va rivisto. Nel 2020 ottiene l'approvazione della Soprintendenza. Viene, poi, redatta una variante del progetto (già affidato prima del crollo) per consentire l'esecuzione dei lavori della ditta. La Soprintendenza chiese di integrare il nullaosta esistente con un’analisi completa dello stato attuale del degrado. Passa il tempo. Si chiede al Comune di integrare il progetto approvato, prima dell'inizio lavori, con un progetto sull’uso del ponteggio esistente in sicurezza, compreso lo studio sulla sua rimozione. «Dopo il crollo del 2019 si pensò a una variante progettuale: ci incontrammo con la vecchia ditta che aveva l’appalto ma è stato complicato trovare la quadra rispetto alla nuove esigenze. Abbiamo optato per la risoluzione contrattuale e ad anno nuovo ripartiamo con un nuovo bando», chiude Lessi.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Campiglia, si accascia a terra davanti ai colleghi: muore operaio

di Redazione Piombino
Speciale Scuola 2030