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Bar degli Artisti, no alla chiusura: «Cresciuti qui, è il nostro oratorio»

di Franco Marianelli
Bar degli Artisti, no alla chiusura: «Cresciuti qui, è il nostro oratorio»

Livorno, appello di tanti giovani alla proprietà. La titolare: «Fra un mese ci sfrattano»

07 luglio 2024
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LIVORNO. Dominik è qui da quando aveva 13 , qui è cresciuto, ha avuto i primi amici e qui si ritrova ancor oggi ogni sera per parlare e suonare con loro. «L’idea che tutto questo tra un mese non ci sia più – racconta -mi fa disperare». L’ “oratorio” nel quale Dominik Corsi, Edoardo Menicagli, Giulio Bardi, Cristian Biocca e molti altri giovani sono cresciuti è il Bar degli Artisti (nome ufficiale Bar la Terrazza) sul viale Italia di fronte al Gazebo, esercizio che dopo 31 anni di attività il prossimo 27 luglio, salvo miracoli, chiuderà i battenti in virtù di uno sfratto ricevuto dalla proprietà.

«Un mese di tempo – racconta Giovanna Caiola che gestisce il bar- Nemmeno a coloro che sono morosi viene dato un tempo così ridotto considerando come io abbia sempre pagato regolarmente l’affitto. Le leggi in proposito aiutano i proprietari e non certo gli affittuari».

Per solidarietà con la titolare si è mosso Dario Ballantini: con un video che circola sul web nel quale fa appello a tutti quelli che possono intercedere con la proprietà per un accordo. E ancora in favore del Bar di fronte alla Terrazza Enrico Nigiotti e gli Zen Circus, più di mille inoltre le firme raccolte (si può firmare anche on line) e il tentativo del sindaco Luca Salvetti di effettuare una mediazione.

Una richiesta di sfratto già aveva raggiunto Caiola circa due anni fa ma il tutto fu rinviato. Poi il duro periodo del Covid («I clienti si ricordano di me come la “donna della finestrina” dal quale servivo i caffè» racconta).

«Ed ora -aggiunge Lara Castiglione, figlia della proprietaria – quello che è un punto di ritrovo per i giovani, per gli artisti, per persone che vogliono socializzare con gli altri viene meno». Per i ragazzi, che parlano col Tirreno accordando le chitarre, fra un pianoforte e un contrabbasso d’epoca, intervengono Edoardo e Giulio. «Invece di far qualcosa contro la “mala movida” dei ragazzi che si sballano si chiudono i locali dove si fa musica, mostre di pittura, luoghi di discussione e di confronto. Mi sembra strano che la città non possa far qualcosa per intervenire a favore del Bar degli Artisti».

Riprende la titolare: «Non c’è rispetto per la dignità umana: pensi che mi hanno offerto 18 mensilità per chiudere senza problemi. Dopo 30 anni di attività. Io mi ero offerta anche per valutare l’acquisto dei locali. Ed è importante poi sottolineare come il bar, per la sua particolarità artistica e per i suoi accessori originali, è luogo di attrazione pure per i turisti che passano da qui».

Il sindaco Luca Salvetti ricorda come da almeno due anni l’amministrazione si sia fatta carico del problema parlando con le parti «ma è ovvio – aggiunge il primo cittadino -che trattandosi di una trattativa privata noi si possa fare ben poco. Posso solo auspicare che il bar rimanga dove è e che l’eventuale cambio di destinazione d’uso non “rovini” lo scenario della Terrazza Mascagni». Già: il cambio della destinazione d’uso. Cosa potrebbe sorgere al posto occupato dai tavoli, dal piano e dal contrabbasso ? «Bella domanda, -risponde il giovane artista Giulio Bardi – sarebbe veramente una dispiacere se al posto del Bar degli Artisti aprisse i battenti qualche “burger point” o quant’altro di stonato con l’ambiente che ci circonda».

Tanti gli appelli alla proprietà. Sonori. Trasversali. «Una cosa deve esser chiara: – rispondono e chiudono all’unisono tutti i presenti – noi non molliamo e siamo decisamente convinti che il Bar degli Artisti debba restare aperto. Stiamo organizzando una manifestazione cittadina e comunicheremo presto le modalità. Vogliamo sapere le motivazioni per cui si è richiesto lo sfratto e cosa si ha intenzione di realizzare di fronte al Gazebo. Siamo sicuri che la città sarà con noi».

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