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Livorno, il Pd punta tutto sul Salvetti bis e attacca il Primo Polo: «Al ballottaggio col centrodestra»

di Luca Balestri
Livorno, il Pd punta tutto sul Salvetti bis e attacca il Primo Polo: «Al ballottaggio col centrodestra»

I dem chiudono la campagna elettorale segnando la strada per il futuro:«Diritti, qualità del lavoro e sviluppo sostenibile del territorio, e la cura della città»

06 giugno 2024
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Livorno Alle elezioni di sabato e domenica la sfida è a due, sia per le europee che per le amministrative. «L’unico modo di bloccare le destre è votare il Partito democratico, sia a Livorno che in Europa. Ogni voto può contare». A dirlo è il segretario del Pd livornese Federico Mirabelli, che chiude la campagna elettorale dem tirando la volata al sindaco ricandidato Luca Salvetti, e a livello europeo a tutto il Pd. «Chiediamo ai livornesi di rinnovare il patto di fiducia al Pd e al sindaco Salvetti, tenendo conto del quadro eccezionale in cui l’amministrazione ha operato in questi anni». La pandemia, la crisi energetica dovuta alla guerra russo-ucraina e il conseguente carovita descrivono il quadro degli ultimi cinque anni. «In questo contesto la giunta è riuscita a tenere unita la città, e siamo riusciti a cogliere nuove sfide in scenari inediti», rivendica il segretario.

Grazie al Pd e a Salvetti «è iniziata una trasformazione di Livorno senza modificarne l’identità». Per il prossimo mandato, quindi, le proposte del partito ruotano intorno a tre punti: le persone con i propri diritti, la qualità del lavoro e lo sviluppo sostenibile del territorio, e la cura della città. Ciò che caratterizza il Pd rispetto alle altre liste che sostengono la candidatura di Salvetti, con cui comunque ci sono «molti temi in comune», sono il salario minimo «che senza il Pd non sarebbe stato approvato. Così come la cura della città: rivendico che abbiamo introdotto il tema della rigenerazione urbana e dei grandi interventi per la città – dice Mirabelli – . Anche i temi dell’allargamento dei servizi educativi e del turismo ci contraddistinguono».

Se a Livorno vincesse Alessandro Guarducci regnerebbe il “noismo”: «Nel campo della destra non ci sono proposte credibili per la città. Hanno un profilo che rischia di tener ferma Livorno», attacca il segretario. I “niet” allo sviluppo di Livorno sarebbero troppi: «Dicono di no al progetto del nuovo ospedale, che è stato apprezzato anche dal ministro della sanità del governo Meloni. I tempi per una nuova struttura sono maturi – continua il dem-. E dicono di no anche alla palestra di via San Marino, che server per dare ai ragazzi del quartiere e delle scuole della zona un edificio per lo sport». La corsa a sindaco è a sei, ma il Pd sembra già sicuro di chi andrà al ballottaggio con Salvetti. Su questo il segretario cittadino è netto: «La destra in città ha una sua forza, e sarà Guarducci, essendo il suo rappresentante, ad andare al ballottaggio». Nella competizione, quindi, non c’è spazio per «le forze politiche che si ritengono più sinistra del Pd», cioè per la coalizione del Primo Polo, che sostiene Valentina Barale sindaca. Anche perché «abbiamo temi molto vicini e comuni rispetto a queste forze. Uno su tutti è il salario minimo, cosa che ha fatto questa amministrazione – prosegue il segretario-. Ma anche il processo di internalizzazione dei posti di lavoro fatto, oltre che il sistema di partecipazione messo in atto con i consigli di zona». L’obiettivo del Pd è quindi ripartire dai 29,6 percento dei voti presi al primo turno nel 2019? «Tenendo conto dell’astensionismo, vogliamo consolidare il risultato del 2019, e ampliarlo grazie al giudizio positivo sull’amministrazione», conferma Mirabelli. l


 

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