Il Tirreno

Livorno

L'operazione

Livorno, accompagna la moglie nel bosco e tenta di soffocarla con un laccio

di Stefano Taglione
Una volante della polizia di Stato nei boschi (foto d'archivio)
Una volante della polizia di Stato nei boschi (foto d'archivio)

L’operaio, 43 anni, è stato arrestato ed è ora in carcere per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali

30 maggio 2024
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LIVORNO. L’ha accompagnata nel bosco con una scusa, facendola salire sul suo motorino, per poi cercare di strangolarla con il laccio di una felpa. Ma per fortuna, la donna, è riuscita a divincolarsi dalla presa al collo e a scappare. Un operaio albanese di 43 anni, residente da tempo in città, è stato arrestato per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

La fuga

Fondamentale la richiesta d’aiuto della coniuge, con cui l’uomo è sposato e ha due figli piccoli. Il Tirreno omette di identificare l’indagato, che al momento si trova nel carcere delle Sughere, per non rendere riconoscibile la vittima delle sue presunte violenze. Tutto è avvenuto lo scorso 12 maggio, in una zona isolata del comune labronico. La moglie, dopo aver chiesto aiuto attraverso il 112, è stata accompagnata in ospedale, dove è stato attivato il “codice rosso” per le vittime delle violenze di genere, con un percorso di assistenza psicologica. Ai poliziotti, giunti per ascoltarla, ha raccontato delle violenze subite, indicando il compagno di 43 anni quale responsabile.

Trasferimento al sicuro

Dopo essere stata visitata al pronto soccorso e sentita dagli inquirenti, la donna, è stata trasferita insieme ai figli in una località protetta, una casa famiglia. L’uomo, invece, ha continuato a vivere nella casa coniugale. Il 12 maggio stesso, la vittima, ha poi presentato denuncia in questura, raccontando nei dettagli l’aggressione subita nel bosco.

L’arresto

Domenica scorsa, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna e su richiesta del pubblico ministero, l’operaio è stato arrestato dalla polizia di Stato e ora si trova in regime di custodia cautelare nel carcere delle Sughere. Mercoledì scorso, assistito dall’avvocata Barbara Luceri, è stato sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Sul caso proseguono gli accertamenti da parte della Squadra mobile, delegata dalla procura per le indagini.

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