Il Tirreno

Livorno

Il caso

Denny Magina, massacrato di botte il presunto assassino Hamed Hamza: l'agguato a Livorno con caschi e bastoni

di Stefano Taglione
A sinistra Denny Magina, a destra i carabinieri intervenuti alla Guglia la sera della tragedia
A sinistra Denny Magina, a destra i carabinieri intervenuti alla Guglia la sera della tragedia

Soprannominato "il pugile ", l'uomo era stato scarcerato ed è indagato per omicidio: l'episodio dopo la firma dai carabinieri del tunisino

01 aprile 2024
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LIVORNO. Lo hanno massacrato di botte in dieci con caschi e bastoni mentre stava tornando a casa in monopattino dopo aver firmato dai carabinieri. Una vendetta per la morte di Denny Magina, il ventinovenne livornese che – secondo l’accusa – nella notte fra il 21 e il 22 agosto del 2022 avrebbe colpito con un pugno facendolo cadere dalla finestra di un alloggio popolare occupato al quarto piano di via Giordano Bruno, alla Guglia, nella periferia nord della città labronica.

Una giustizia sommaria ai danni del trentaquattrenne tunisino Hamed Hamza, quella che è si è consumata poco dopo le 8,30 della mattina di Pasquetta all’incrocio fra via Marradi e via Nardini, non lontano dalla caserma dell’Arma dove – su disposizione del tribunale – l’indagato per omicidio preterintenzionale deve presentarsi ogni mattina rispettando il provvedimento imposto venerdì 29 marzo dal giudice.

La vicenda

È ciò che aveva fatto anche nella mattina di lunedì 1 aprile. In monopattino, dalla casa dove deve rispettare l’obbligo di dimora, fino alla caserma dei militari. Hamza – detto “Il pugile” – è accusato in concorso con altre due persone (il trentunenne tunisino Amine Ben Nossra, a Udine con l’obbligo di dimora, e il trentenne livornese Niko Casoli, in cella a Prato per un’altra vicenda) della morte del ragazzo, precipitato dall’appartamento dopo aver consumato sostanze stupefacenti e morto, poco dopo, in ospedale. Il trentaquattrenne ne avrebbe provocato il decesso dopo averlo colpito con un pugno, secondo la procura, facendolo cadere della finestra lasciata aperta. Ma in carcere, nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, c’è stato per un reato strettamente collegato: lo spaccio di sostanze stupefacenti. Una serie di cessioni di cocaina avvenute nell’alloggio occupato che, nel novembre del 2022, hanno convinto il giudice per le indagini preliminari ad accogliere la richiesta di custodia in carcere avanzata dal sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, titolare dell’inchiesta.

La scarcerazione

Uno scenario che, però, negli ultimi 20 giorni è cambiato radicalmente. All'inizio di marzo 2024, infatti, Hamza è stato arrestato di nuovo: per omicidio preterintenzionale. La svolta nelle indagini, secondo la procura. Il giovane era già in carcere per spaccio e, semplicemente, gli è stata notificata una detenzione aggiuntiva. Che tuttavia, nel giro di poche ore, il gip ha annullato, dichiarandola scaduta. Come mai? Per un tecnicismo: l’arresto per omicidio, infatti, era strettamente collegato a quello già in essere per la droga, quindi andava retrodatato al primo – quindi al novembre del 2022 – ed essendo già fissata la durata massima in un anno è stato, allo stesso tempo, dichiarato scaduto dal novembre 2023. Quindi è decaduto.

Ma non è stata l’unica novità. Hamza, in carcere, c’era già per lo spaccio. E venerdì 29 marzo, all’apertura del dibattimento per questo filone di processo che precede quello del delitto per il quale l’inchiesta è ancora aperta, è stato liberato: il giudice Gianfranco Petralia, colui che lo dovrà giudicare insieme ad Amine Ben Nossra per le cessioni di cocaina avvenute nell’appartamento occupato abusivamente dal quale è precipitato Denny, per lui ha disposto gli obblighi di dimora a Livorno e di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, oltre al divieto di lasciare la propria abitazione dalle 22 alle 7 di ogni notte. Pericolo di fuga, la motivazione.

La denuncia

È per questo che Hamza nel giorno di Pasquetta stava tornando a casa dalla stazione dei carabinieri. Un agguato in piena regola: mentre era in monopattino, infatti, una decina di persone lo ha aggredito con caschi e bastoni. I volontari su un’ambulanza della Svs, che stavano transitando da lì, lo hanno accompagnato al pronto soccorso con una ferita alla testa e un trauma cranico, mentre chi lo aveva massacrato di botte è fuggito. Poi, dopo essere stato dimesso dall’ospedale, nel pomeriggio di lunedì 1 aprile è andato a sporgere denuncia ai carabinieri. Le telecamere della zona, molto probabilmente, potrebbero avere ripreso tutto.

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