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Dopo il maltempo

Livorno, il tornado abbatte un muro di cinta a Banditella: «Condominio un mese senza gas»

di Stefano Taglione

	Il muro distrutto
Il muro distrutto

L’impianto, a causa delle nuove normative, ha bisogno di ottenere diversi permessi. L’amministratore: «Corsa contro il tempo». Fra le “vittime” l’ex calciatore Alessandro Lucarelli

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LIVORNO. Sei famiglie, fra cui anziani e genitori con dei bambini piccoli, che non possono fare la doccia calda e cucinare. Forse per un altro mese. Perché in viale di Antignano 129, dopo l’ondata di maltempo che ha sconvolto Banditella, un muro di cinta è crollato rompendo i tubi del gas e la nuova conduttura, con le normative che nel frattempo sono entrate in vigore, deve essere rifatta con criteri moderni che hanno bisogno di lunghi permessi.

Le conseguenze del tornado si fanno sentire anche a tre giorni di distanza non solo per la scuola del quartiere al momento chiusa e per i soci del tennis club di via Silvestro Lega, gravemente danneggiato dalla tempesta di vento e con i campi coperti che rimarranno fuori uso quantomeno fino a dicembre. Qui è un servizio primario a mancare: il gas. «Inizialmente ci avevano detto che non sarebbe bastato un mese – spiega Francesca Ricciardi, nel cui palazzo vivono gli anziani genitori – poi, dopo numerose sollecitazioni sia ad Asa che al Comune, ci hanno detto che forse lunedì potremo iniziare a parlarne. In ogni caso, al momento, non vi sono certezze: di sicuro c’è solo che mia madre e mio padre, entrambi anziani, non possono usare l’acqua calda e devono mangiare riscaldandosi il cibo al microonde. Non è una situazione semplice e spero che Asa possa risolverci subito il problema, perché andando avanti con le settimane arriverà il freddo e non potranno riscaldarsi senza il metano».

L’azienda – interpellata dal Tirreno – fa sapere che prima del ripristino della fornitura deve intervenire un’altra ditta privata incaricata dall’amministrazione condominiale. Il colosso che gestisce la rete, insomma, non può autonomamente effettuare gli interventi, ma interverrebbe in un secondo momento. Quando, appunto, l’impianto sarà pronto. Lo conferma anche l’amministratore del palazzo, Mirko Murgia: «Al momento stiamo mettendo in sicurezza il muro – spiega – e lunedì (domani per chi legge ndr) ho appuntamento con i tecnici dell’Azienda servizi ambientali proprio per tamponare l’emergenza ed effettuare il lavoro definitivo. Stiamo lavorando a più non posso, facendo veramente il massimo per risolvere le problematiche degli abitanti dell’edificio. Il punto non è tanto che l’impianto non fosse a norma, perché era regolare, tanto che il gas altrimenti non sarebbe stato erogato. Il nodo centrale è quando vai a intervenire per un nuovo impianto, devi rispettare tutta una serie di regole che prima non c’erano e nessuno idraulico ti certifica il ripristino di una vecchia tubazione».

In pratica, Murgia, deve far preparare un nuovo progetto, con fisiologici tempi burocratici: «Ad esempio serve il permesso paesaggistico – sottolinea – e per ottenerlo occorrono almeno 20 giorni, ma non solo: anche altri documenti. Serve un impianto nuovo fino ai contatori di casa e ora devo capire se possiamo ottenere un accordo con Asa. L’azienda, in ogni caso, non mi ha chiuso le porte in faccia e possiamo parlarne. Cercheremo di risolvere il problema il prima possibile».

Il muro di cinta in questione divide il condominio dove vivono le sei famiglie, in altrettanti appartamenti, da una villa ed è stato abbattuto dalla furia del tornado. I vigili del fuoco, recintando l’area, erano intervenuti immediatamente e venerdì scorso il personale di Aamps ha iniziato a rimuovere le macerie, proseguendo ieri. Nel palazzo abita da qualche tempo anche l’ex calciatore e dirigente del Parma Alessandro Lucarelli, il fratello dell’allenatore Cristiano, insieme alla sua famiglia. Anche per loro, come per gli altri inquilini, il gas è off-limits e lo rimarrà fino a quando non verrà presentato il nuovo progetto e rifatto l’impianto. «La cosa che mi fa rabbia – conclude Ricciardi – è che i tubi del gas non sono stati danneggiati perché qualcuno di noi ha compiuto un’irregolarità, ma per una calamità naturali di cui gli abitanti non hanno colpa. Il gas è un bene primario, mia madre ha anche chiamato i carabinieri, ma le hanno risposto chiaramente che loro non possono fare nulla perché è una questione fra privati. Spero che possano tornare a cucinare e a farsi la doccia in pochi giorni».

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