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Il rogo

Palazzo in fiamme a Livorno, due famiglie ancora fuori casa: «Siamo scappati con l’autoscala»

Stefano Taglione
Le operazioni dei vigili del fuoco e i contatori bruciati
Le operazioni dei vigili del fuoco e i contatori bruciati

A fuoco tutti i contatori nell’ex stabile della Distilleria Bisso di via Mastacchi. L’elettricità tornata in serata, inizialmente in 24 avevano dovuto lasciare le abitazioni

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LIVORNO. Scoppi fortissimi, «come se qualcuno si fosse schiantato per la strada», racconta Fabio, uno degli inquilini che incurante del pericolo, con le stampelle, è riuscito a lasciare il condominio scendendo le scale prima che fosse troppo tardi. Poi il vasto incendio partito dai contatori elettrici del piano terra, liquefatti come le lampadine delle parti comuni del palazzo, con il fumo che invade la tromba delle scale bloccando ogni via d’uscita agli abitanti, nove famiglie (in tutto 24 persone) che comunque, in quel momento, per fortuna non si trovano tutte in casa.

Tre intossicati

È stata una notte di terrore quella fra il 28 e il 29 aprile nell’edificio dove un tempo sorgeva la Distilleria Bisso, in via Mastacchi 84, a causa di un rogo che ha costretto l’evacuazione totale dell’edificio finito di costruire nel 2014 dalla Uno Immobiliare. Coinvolti direttamente dall’incendio nove appartamenti collegati alla scala bloccata dal fumo nero, con 24 inquilini, tre dei quali sono stati soccorsi intossicati dai volontari della Svs di via San Giovanni, giunti in ambulanza, senza che però si rendesse necessario il loro trasporto in ospedale, dato che tutti hanno preferito rimanere lì. Fra loro un pensionato sessantasettenne originario di Alcamo, in Sicilia. Le case non sono state lambite dalle fiamme, ma si sono riempite di fumo: per questo, chi si trovava all’interno, non solo non è potuto uscire, ma ha dovuto anche proteggersi dal rischio di intossicazioni a causa dell’aria divenuta irrespirabile nel bel mezzo della notte, con l’elettricità saltata.

Giù con l’autoscala

Per l’evacuazione hanno dovuto a lungo lavorare i vigili del fuoco, giunti con l’autobotte e un’autoscala. Inizialmente, infatti, nessuno poteva sapere quante persone fossero intrappolate. Anche perché, nel recente passato, alcuni appartamenti erano stati liberati dopo gli sfratti e altri sono stati venduti per consentire alla proprietà, in crisi, di far fronte a importanti spese. Chi era dentro, per fortuna, è stato visto dalle finestre ed evacuato dai vigili del fuoco con l’autoscala, visto che la tromba delle scale era impraticabile. «Alcune persone – commenta ancora Fabio, uno degli abitanti della scala accanto che è riuscito ad abbandonare l’abitazione da solo, nonostante le stampelle – sono state fatte uscire dalle case con la maschera antigas, le ho viste personalmente. Ho sentito degli scoppi fortissimi provenire da sotto, non capivo cosa stesse succedendo, poi ho visto i vigili del fuoco e la polizia che stavano chiudendo la strada. Meno male che non è morto nessuno».

Due famiglie sfollate

Pompieri, ambulanze e volanti della questura sono stati i primi ad arrivare sul posto. Dopo l’evacuazione, considerando anche le altre ali dell’edificio, c’erano molte persone per la strada, visto che l’intero stabile è composto da 29 appartamenti. La maggior parte, però, è potuta rientrare alle prime luci dell’alba dopo che i tecnici dell’Enel hanno ripristinato l’elettricità nelle parti non lambite dall’incendio. Dove hanno preso fuoco i contatori, invece, la situazione è parsa fin da subito abbastanza complicata. Solo in serata, infatti, gli inquilini sono potuti rientrare sotto il proprio tetto. Due famiglie, però, no: avrebbero lasciato la porta d’ingresso aperta per troppo tempo, con il fumo che rende ancora irrespirabile l’aria, motivo per il quale un uomo è ospitato da alcuni parenti, mentre per l’altro nucleo l’amministrazione condominiale e la protezione civile, ieri sera, stava cercando una sistemazione alberghiera. Incessante il lavoro svolto dai vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme, e dall’amministratore del palazzo Pietro Sorace, arrivato in via Mastacchi alle 7.30 di mattina dopo essere stato avvertito dalla protezione civile. Il professionista ha subito dato mandato ai tecnici di ripristinare la corrente (tornata ieri sera grazie a un allaccio provvisorio), a una ditta di pulizie di rimettere in sesto i locali (con le parti comuni che andranno poi riverniciate) e a un’impresa edile che ha svolto gli interventi più urgenti. Una mobilitazione andata avanti per tutto il pomeriggio e che proseguirà nei prossimi giorni.

Protezione civile attivata

Delle 24 persone coinvolte direttamente dalle fiamme, in quanto inquilini degli appartamenti sopra i contatori andati a fuoco, 18 sono stati subito ospitati da amici e parenti, mentre sei (tre famiglie, una delle quali con un minorenne) nelle prime ore di evacuazione sono state accolte dalla protezione civile nella sede di via dell’Artigianato, su input dell’ingegner Lorenzo Lazzerini, il dirigente dell’ufficio. In questo modo, con un bagno e vari locali a disposizione, hanno potuto provvedere ai bisogni di prima necessità. Due famiglie, come anticipato, restano sfollate in attesa che l’aria, nei loro appartamenti, torni al di sotto dei livelli di guardia.

No danni strutturali

Il sopralluogo dei vigili del fuoco è proseguito per ore, con gli ingegneri intervenuti dopo che le fiamme erano state domate. Il nucleo specializzato di via Campania, in una verifica congiunta con la protezione civile, ha stabilito come non vi fossero danni strutturali all’edificio, che per altro è abbastanza recente, visto che i lavori si sono ultimati nove anni fa. Uno stabile, purtroppo, che negli ultimi anni non ha avuto pace: costruito dalla Uno Immobiliare, che aveva affittato gli appartamenti, per difficoltà economiche l’azienda ne dovuto liberare alcuni, sfrattando gli inquilini per procedere alla vendita. Alla fine dell’anno scorso, secondo gli ultimi dati disponibili, dei 29 immobili ricavati 14 sono di proprietà di chi ci abita, due in corso di passaggio dalla Uno Immobiliare ai nuovi proprietari e gli altri ancora della società costruttrice.

«Era il caos»

Uno degli abitanti del condominio, che vive al piano terra proprio accanto ai contatori andati a fuoco, è rientrato alle 3 di notte dalla Liguria, trovando il caos più totale: «I vigili del fuoco – racconta – sono entrati nell’abitazione verificando che fosse agibile. Io, mia moglie e mio figlio non siamo stati evacuati, ma abbiamo trovato uno scenario inusuale, con persone portate via con l’autoscala dei pompieri in quanto non potevano scendere le scale. Per fortuna tutto è andato per il meglio». l


 

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