Il Tirreno

Livorno

L’intervento

Ticket Asl pazzi, all’attacco il medico del Pd: «Scrivo al difensore civico»

di Claudia Guarino
Ticket Asl pazzi, all’attacco il medico del Pd: «Scrivo al difensore civico»

Bianchi: «Quegli avvisi atti di fede e Casani non sapeva nulla»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «In sostanza l’Asl sta inviando degli avvisi che sono atti di fede. E in qualità di consigliere comunale sono stato contattato da un certo numero di cittadini raggiunti da queste lettere con richiesta di porre la questione all’attenzione del difensore civico regionale. E così ho fatto scrivendo alla dottoressa Lucia Annibali». Le parole sono del dottor Enrico Bianchi, medico di famiglia in pensione e consigliere comunale del Partito democratico di Livorno, che si fa portavoce del malumore di quanti hanno ricevuto gli avvisi bonari dell’Asl e ritengono di non dover pagare un euro in quanto – secondo loro – sono nel giusto. «Queste lettere, oltre a non essere precise, sono un vero e proprio atto di fede – dice Bianchi –. Faccio un esempio. Domani vengo da te e ti dico: mi devi ridare le quattrocento euro che ti ho prestato quattro anni fa. Non ti ricordi di avermele prestate? Pazienza, ti devi fidare. Ecco, una cosa del genere sta succedendo con gli avvisi bonari dell’Asl».

Il difensore civico

È su queste premesse che Bianchi ha deciso di scrivere al difensore civico. Ecco la lettera completa da lui fornita: «Sono Enrico Bianchi, consigliere comunale Pd di Livorno e medico di medicina generale attualmente in pensione. L’ufficio recupero crediti della Asl Toscana nord ovest, con sede a Piombino, ha inviato oltre 3000 richieste di pagamento per esami prenotati e non effettuati e per ticket non pagati(a suo dire) a oltre quattro anni di distanza, visto che si riferiscono al 2019. Ovviamente la maggior parte di quanti hanno ricevuto la contestazione non trova più le ricevute. L’Urp non fornisce risposte in quanto non al corrente delle richieste e viene fornito un numero di telefono che suona costantemente libero. L’ufficio recupero crediti, inoltre, non ritiene opportuno ricevere i pazienti di persona. Il direttore generale, da me contattato, non era neppure al corrente della esistenza di tali richieste. Per quanto mi riguarda, se non avessi contattato gli uffici, avrei potuto pensare a un fishing (una truffa, ndr). Nella mia qualità di consigliere comunale sono stato contattato da un certo numero di cittadini raggiunti da questi avvisi, con richiesta di porre la questione alla vostra attenzione».

I documenti

Quello che Bianchi adesso si augura è che «il difensore civico chieda all’Asl di fornire la documentazione». Cioè qualcosa in grado di provare che i soldi richiesti siano effettivamente dovuti. Nel frattempo, tra chi ritiene di essere nel giusto, c’è anche chi decide di pagare comunque, per evitare guai. «Ho provato a chiamare l’Asl – ha raccontato una donna –, ma il telefono risultava continuamente occupato e non sono riuscita a parlare con nessuno Avrei dovuto andare a parlare con l'ufficio relazioni con il pubblico ma, essendo anziana, utilizzo per muovermi il servizio dell'associazione Apici che, abitando in periferia, mi costa, andata e ritorno, 15 euro. Il bollettino da pagare era di 22 euro. Ho ritenuto perciò inutile tentare di capire il problema e, insoddisfatta di come sono andate le cose, ho comunque pagato». L’Asl, comunque, ha spiegato che in futuro si adopererà per rinforzare gli uffici in modo tale da far fronte alle varie richieste di chiarimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La ricostruzione

Morti in scooter all’Elba, chi erano Nicolò e Gabriele – La vacanza dalla Versilia, l’ultima curva e la tragedia

di Redazione web
Speciale Scuola 2030