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Livorno, falsi certificati a 50 euro: indagati anche medici e infermieri. Chi sono i 27 coinvolti nell’inchiesta: tutti i nomi

di Claudia Guarino
Livorno, falsi certificati a 50 euro: indagati anche medici e infermieri. Chi sono i 27 coinvolti nell’inchiesta: tutti i nomi

Al centro del presunto sistema corruttivo l’ambulatorio dei marittimi. Nei guai anche altri tre colleghi: avrebbero falsificato le presenze al lavoro

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LIVORNO. Chiedevano certificati medici, pagavano e in cambio li ottenevano. A rilasciarli, un infermiere. Che consegnava il documento ai “clienti” falsificando la firma dei medici. In cambio incassava soldi o regali. È questa l’accusa al centro dell’inchiesta, coordinata dalla sostituto procuratore Alessandra Fera, in cui sono indagate per truffa e corruzione – a vario titolo – 27 persone tra medici, infermieri della cosiddetta sanità marittima e marittimi stessi. E per cinque di loro la giudice Tiziana Pasquali ha disposto una serie di misure cautelari, eseguite ieri dalla squadra Mobile della polizia di Stato – guidata da Giuseppe Lodeserto – delegata delle indagini dalla procura.

Le misure cautelari

L’infermiere Pierluigi Fornaro (62 anni) è finito agli arresti domiciliari e non potrà esercitare la professione per i prossimi 12 mesi. Per i medici Giovanni Citti (56 anni) e Stefano Neri (68 anni), oltre all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, c’è l’interdizione dal pubblico ufficio e il divieto di esercitare per sei mesi. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche per altre due infermiere indagate: Karin Matarese (29 anni) e Silvia Orsini (54 anni).

Il cuore dell’inchiesta

Il cuore dell’inchiesta è piazza Micheli. E in particolare la sede livornese del Sasn (Servizio di assistenza sanitaria naviganti), organo dell’Usmar (ufficio di assistenza sanitaria al personale navigante marittimo e di frontiera). In breve si tratta di una diramazioni che il ministero della Salute ha nei territori di mare e lì dentro, tra le altre cose, ci sta il personale sanitario addetto ai controlli medici su chi si trova a bordo delle navi che attraccano in porto. Ed è qui, in questi uffici, che – secondo l’accusa – si sarebbero verificate truffe ed episodi di corruzione. L’infermiere, nello specifico, è accusato di aver ricevuto – per 27 volte tra dicembre 2022 e gennaio 2023 – denaro e regali dai marittimi in cambio di certificati medici. Avrebbe cioè scritto falsi certificati utilizzando le credenziali dei medici del Sasn e falsificandone la firma. Un medico è invece accusato di aver rilasciato, in cinque casi, certificati medici per malattie non accertate in cambio di denaro.

Le accuse

È per condotte simili che è stata formulata l’accusa di corruzione che si aggiunge a quella di falsità in atti e, di conseguenza, di truffa aggravata ai danni dello Stato. Questo perché i medici – sempre secondo l’accusa – avrebbero attestato malattie non certificate (truffando in questo modo l’Inps) e l’infermiere avrebbe scritto materialmente i certificati. Poi c’è tutta la questione legata all’assenteismo. Perché le indagini condotte hanno portato gli inquirenti a ipotizzare un sistema di “manipolazione” dei badge aziendali. Secondo gli inquirenti, cioè, alcuni degli indagati avrebbero inserito manualmente, nel portale di rilevamento della presenza, un orario di entrata e di uscita diverso da quello effettivo. E ci sarebbe stato anche uno scambio di badge tra colleghi per far risultare in servizio persone che in realtà in servizio non erano. Alla luce di quanto emerso nel corso delle indagini la giudice, in base a quelli che ha ritenuto essere «gravi indizi di colpevolezza» e in base al pericolo di reiterazione del reato, ha disposto, con ordinanza, l’applicazione delle cinque misure cautelari nei confronti di cinque operatori sanitari indagati.

I 27 coinvolti nell’inchiesta: tutti i nomi

Ventisette. Ecco il numero delle persone indagate nell’inchiesta che sta scuotendo la sanità marittima livornese. Sono medici, infermieri e marittimi residenti in varie zone della Toscana. Ecco tutti i nomi delle persone coinvolte – a vario titolo – nelle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Livorno.

Per cinque, tra medici e infermieri, la giudice per le indagini preliminari ha disposto una qualche misura cautelate, i cui destinatari sono Pierluigi Fornaro, Karin Matarese, Silvia Orsini, Giovanni Citti, Stefano Neri.

Per gli altri indagati non risulta invece alcuna misura cautelare e si tratta di Saverio Caggiati (57 anni), Gioia Maria Camerini (66 anni), Fabiola Acuti (58 anni), Gabriele Aluzzi (49 anni), Davide Domenico Arena (56 anni), Salvatore Di Luca (47 anni), Calogero Di Stefano (63 anni), Francesco Ferretti (45 anni), Luca Giglioli (33 anni), Alessandro Iervasi (45 anni), Salvatore Mastellone (42 anni), Donato Mataloni (58 anni), Bartolomeo Mezzina (53 anni), Lorella Pratesi (59 anni), Giovanni Sabella (53 anni), Gerardo Scala (59 anni), Aurelio Centoducati (48 anni), Gerlando Di Stefano (36 anni), Ali Ben Ahmed Said (61 anni), Giovanni Scala (72 anni), Adriana Alì (33 anni), Leopoldo Assantino (59 anni).

Tutti nomi, questi, scritti su un registro degli indagati (in cui le principali ipotesi di reato sono quelle di corruzione e truffa) a seguito delle indagini portate avanti dalla squadra Mobile della polizia di Livorno su delega della procura. Le accuse sono state formulate dopo indagini che hanno previsto, tra le altre cose, una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno portato a perquisizioni nella sede livornese della sanità marittima, in piazza Micheli. 

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