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Livorno

Il caso

Rivolta in Corea dopo l’avviso di Casalp: «Via i rifiuti, pagano i residenti»

di Flavio Lombardi
Rivolta in Corea dopo l’avviso di Casalp: «Via i rifiuti, pagano i residenti»

Viaggio in piazza Saragat: «Qui si spaccia e l’autorimessa è un dormitorio abusivo»

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Livorno I residenti del blocco di piazza Saragat, che comprende i civici dal 13 al 16, sono furiosi dopo aver letto l’altro ieri l’avviso di Casalp. In quel volantino si informano gli inquilini che a partire dal giorno 14 l’autorimessa potrà essere sgomberata. I locali devono essere liberati e in caso contrario, si procederà alla rimozione con le spese addebitate a chi ci abita.

La protesta

«Non si dà nemmeno un centesimo. Qui, altrimenti, ci sentiamo cornuti e mazziati; paghiamo 400 euro al mese utenze escluse, e subiamo il comportamento di una persona che ne paga 40 a spese del Comune e dà alloggio a spacciatori». Gente arrabbiata nel blocco in cui martedì scorso, la sopportazione è arrivata al limite. Quel blocco in cui, un ragazzo senza permesso di soggiorno poi portato in caserma dai carabinieri, fu trovato ancora una volta a dormire all’interno del grande garage dentro uno sgabuzzino che appartiene alla signora segnalata, quel blocco in cui due nordafricani “ospiti” nell’appartamento regolarmente assegnato alla donna soggetta a un affitto simbolico, saltarono dalla finestra al bussare alla porta i carabinieri, con uno dei due che, durante il volo, sfiorò la postina che stava camminando lungo il bordo dello stabile.

Stavano, i residenti, in quel momento, denunciando una situazione invivibile «già segnalata a chi di dovere, con tanto di documentazione».

Continuano ad aver timore, anche se “quella lì”, dopo il trambusto dell’altro giorno e la messa in onda del servizio su Rete 4 nella trasmissione di Mario Giordano, non l’hanno più vista. Ma sotto, nel garage dove non si può più mettere i mezzi da marzo dello scorso anno per l’inagibilità dichiarata dai vigili del fuoco per non conformità sull’antincendio, ci dormono ancora come nulla fosse. Anche nell’ultima nottata, l’altro ieri, si sono sentiti “strani rumori”.

Paura

C’è paura, persone che non vanno più sotto a prendere o posare oggetti nei ripostigli ancora fruibili, perché c’è preoccupazione di fare brutti incontri. «Ma si scherza? Qui, in epoca Covid, i bimbi potevano scatenarsi col monopattino – dice una giovane mamma che resta anonima – e correre. Ora, sporcizia ovunque senza parlare di siringhe e cucchiaini per terra». Patrizia Guerini, che è invalida, è fra i residenti più battaglieri. «A parte che la storia deve finire, ma se ci mandano il conto, si smette di pagare l’affitto. Nominiamo un avvocato, diamo i soldi in custodia a lui e quando Casalp e il comune avranno cominciato a dare risposte giuste, riscuoteranno subito dopo. Siamo gente perbene noi...». Le fa eco Daniela Mistretta. «Dovrò mettere le inferriate. Figuriamoci se pago per liberare il garage da rifiuti ingombranti che hanno portato da fuori». Una coppia rivela di aver tempo addietro chiamato Aamps per far smaltire un letto e messo tutto fuori con regolare prenotazione nel giorno stabilito. Con sorpresa, ritrovarono poi le spalliere dentro il garage, portate da qualcuno che usa l’ampio locale come dormitorio. Ci sono anche infiltrazioni d’acqua in punti particolari e nonostante alcuni interventi, sembra il problema persista.

Infine, il tema che riguarda la chiusura del cancello del garage. Fu fatto saldare da Casalp. «Faremo una richiesta di intervento ai vigili del fuoco. Se succede qualcosa, questa è una via possibile di fuga e invece è sbarrata. Va bene non metterci le auto, ma qui deve stare tutto aperto».

La voce di Casalp

Marcello Canovaro, presidente dell’ente, dice. «Quel garage non può più essere usato per ricovero mezzi perché va adeguato alle normative. Per rinnovare la documentazione, occorrono opere per oltre 100 mila euro. È necessario cambiare le porte delle pertinenze perché non sono più a norma, sono stati fatti fori nei divisori fra sgabuzzini e garage e la legge antincendio dice che non possono esserci e quindi vanno richiusi; ci sono i tubi di scolo della condenza dei condizionatori inseriti dopo la costruzione, c’è il solaio forato, e va verificato se la tenuta è ok. Modifiche e adeguamenti da fare che hanno causato la chiusura a uso garage. Far decadere il diritto di quella signora? Non è competenza di Casalp. Spetta al comune semmai. Con un cambio, una mobilità, un trasferimento. Da parte nostra auspichiamo la segnalazione tempestiva di ogni problematica. L’impegno ce lo mettiamo anche se a volte non nei tempi che noi tutti vorremmo». l
 

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