«Degrado e spaccio alle case popolari», arrivano i carabinieri: in due in fuga giù dalla finestra
Livorno: caos a mezzogiorno dell'11 aprile in Corea, dove due stranieri sono saltati dal davanzale per non farsi prendere. Protesta dei residenti
LIVORNO. Doveva essere una testimonianza di ordinario degrado urbano, che a sorpresa si è chiusa con un uomo portato via dai carabinieri, la fuga di due stranieri saltati dal balcone del primo piano per sfuggire al controllo delle forze dell’ordine, con uno di essi che per pochi centimetri non finisce sulla testa della giovane postina che si stava dirigendo verso il portone. E verso le 14,30 ad acque tornate calme, i due uomini sono tornati all’appartamento dal quale erano usciti in gran fretta, per portare via tutto. Un sacco di roba. Uno sgombero. Difficilmente si rivedranno da queste parti.
Siamo in piazza Saragat, ai condomini Casalp civici 13, 14, 15 e 16 davanti al supermercato Pam. Lì, per mezzogiorno, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini, aveva indetto una conferenza stampa assieme agli abitanti. Per denunciare una situazione non più sostenibile cominciata da un bel po’ di tempo, tanto che, a gennaio, l’istituto delle case popolari aveva ricevuto una lettera nella quale si chiedeva l’allontanamento di quella signora che abita al numero 13. Una italiana, regolare assegnataria della casa popolare, che secondo gli altri abitanti del palazzo è solita ospitare cittadini stranieri dediti «ad attività non limpide».
Ma non è solo una questione di sicurezza, dicono. Anche di decoro nel palazzo e anche di quiete. Il garage seminterrato, il cui utilizzo non è più concesso a chi ci abita, è diventato una favela con materassi e residui di cibo. In quell’appartamento poi, anche di notte, c’è confusione di gente che urla e litiga.
Due o tre giorni fa è arrivata una troupe di Mediaset a girare immagini per la trasmissione “Fuori dal coro” condotta da Mario Giordano in programma ieri sera.
In giro per il degrado
La gente spiega, ma si sa, vedere è sempre meglio di mille parole. Si scende e in quello spazio enorme, dove fino a marzo dell’anno scorso venivano parcheggiate le auto, ora c’è di tutto. Bici, materassi, mobili mezzi rotti, spazzatura varia, residui di cibo e bottiglie di bevande ancora mezze piene. Siringhe, un cucchiaino e del succo di limone. Casalp fece interdire l’accesso per mancanza di agibilità. Il cancello alla rampa che dalla strada porta lì sotto, è stato fatto saldare. Ma lì sotto c’è ancora vita e la frequentazione non è di chi in quei palazzi ci abita.
Anche la stanza dove ci sono i contatori è un giaciglio notturno. E in uno sgabuzzino di circa un metro per un metro e mezzo, che dicono essere pertinenza dell’appartamento occupato dalla signora che nel palazzo non vuole più nessuno, c’è un ragazzo avvolto nelle coperte che stava dormendo. Svegliato dal frastuono, cerca di coprirsi per non farsi vedere. La gente inveisce. Qualcuno lo ha già rivisto e dice che è uno bravo. Però è senza documenti (spiega lui, ndr), ha 23 anni, tunisino e non sa dove andare. Si veste in fretta e se ne va.
Il disagio
La gente è arrabbiata con quella donna, i suoi ospiti hanno rovinato il benestare di tutti. Perini sale e prova a bussare perché il campanello non funziona. Non risponde nessuno. Dopo una ventina di minuti arrivano due pattuglie dei Carabinieri. Cercano tracce nello sgabuzzino, poi provano anche loro a farsi aprire dalla signora. Ancora una volta, non risponde nessuno. Da fuori urlano, perché stanno vedendo due che stanno saltando dalla finestra. Uno di loro, per poco non prende in pieno la giovane postina che passa da lì per portare la corrispondenza. Intanto, il 23enne tunisino è ancora attorno al palazzo, viene individuato e perquisito. Non sembra detenere alcunché di illecito, ma viene portato via per accertamenti.
Testimonianze
Daniela Mistretta è avvilita. «Abito al terreno, metterò le inferriate, ho già subìto due furti. Ora basta, qui c’è un traffico la sera che c’è da avere paura. È un via vai organizzato, ci sono anche le vedette». Patrizia Guerini è anche una invalida. Per camminare si aiuta con le mazze o col deambulatore. «Prima arrivavo con l’auto diretta in garage, ora devo parcheggiare per strada e passare in mezzo a certa gente ubriaca e fatta. Non siamo più sicuri. Se mi danno una botta, son fregata. Il garage inagibile, dopo 15 anni che ci abitiamo».
Armando Guantini risiede al civico 16. «Una cosa tremenda. Arrivo alle 22,30 e siamo nel Bronx: si vedono cose inaccettabili, con ragazzini che arrivano in motorino e prendono la roba, siringhe in terra...».
Roberto Benetti abita al numero 15. «A parte certi ceffi, ma è regolare che qui ci vengano a dormire facendoci anche i loro bisogni?».l
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