Il Tirreno

Livorno

Il progetto

In tram da Livorno a Pisa fino a Lucca. Finanziato lo studio per la fattibilità

di Flavio Lombardi
In tram da Livorno a Pisa fino a Lucca. Finanziato lo studio per la fattibilità

La giunta ha stanziato 90mila euro

22 febbraio 2023
4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il sogno della ferrotranvia Livorno-Pisa-Lucca, muove i suoi primi passi. Entro la prossima settimana – spiega l’assessora alla mobilità Giovanna Cepparello – sarà affidato lo studio di fattibilità tecnica ed economica anche se resta da individuare l’entità del team professionistico che se ne dovrà occupare. La cosa sicura è che sarà un soggetto importante, dal momento in cui si cerca fra i top che ci sono in Italia. Il costo previsto, 90 mila euro, tutti a carico del Comune di Livorno grazie ad un finanziamento ministeriale pregresso ottenuto per la progettazione di opere ritenute essenziali e strategiche allo sviluppo del paese.

Cosa si chiederà di fare

Va premesso che lo studio dovrà partire tenendo ben chiari dei concetti precisi. Capire se le voci primarie dalle quali non si prescinde danno tutte esito positivo. E cioè, l’analisi dei volumi di traffico che giustifichino l’investimento, se dal punto di vista economico un’opera del genere è sostenibile e in che modo essa andrebbe a incidere eventualmente sul territorio in termini ambientali. Fatto questo, lo studio dovrà andare a prefigurare un intervento che dovrà essere diviso in tappe. Tre e graduali. Nel senso che si può realizzare la prima e non andare avanti, così come arrivare fino in fondo.

La prima, quella che per comodità andiamo a chiamare fase uno, e anche la più facilmente realizzabile istituendo fermate principali e un viaggio dal tempo stimato di percorrenza da Livorno a Lucca di quaranta minuti, compreso i tempi di fermata.

Poi, arriverebbe quella definita anche per i suoi tempi di realizzazione, di medio termine che vedrebbe potenziato il servizio di collegamento e anche realizzazione di nuove infrastrutture in affiancamento su pertinenze. Infine, eccoci arrivati alla tappa di lungo termine, il massimo raggiungibile. Il potenziamento cioè dell'infrastruttura e sua indipendenza da quella di Reti Ferrovie Italiane.

Quale stazione?

La stazione di Livorno, già ce l’abbiamo. Non si andrebbe a doverne costruire una nuova ma sarebbe quella storica di San Marco che tornerebbe agli antichi splendori. E’ quella nata ancor prima della centrale che conosciamo tutti, in fondo a viale Carducci. Questo step iniziale, nei piani, vedrebbe la partenza di un treno ogni ora, utilizzando le capacità residue dell’attuale ferrovia, magari per cominciare solo con l’avvento della bella stagione. Quindi nei mesi primaverili ed estivi, periodo in cui si può fare comunque “squadra” contando sul turismo nazionale e quello proveniente dal resto del mondo. Sfruttando le dotazioni già esistenti , ormai diventate periferiche e non valorizzate dal servizio delle ferrovie , San Marco San Marco diventerebbe il capolinea o al contrario la partenza, perfetto arrivando tra l’altro a un passo dalla stazione Marittima e l’imbarco ai traghetti. Il collegamento con Pisa potrebbe concretizzarsi con Pisa Navicelli, attraverso l’interscambio con il People Mover a S. Giusto e un probabile raccordo con Piazza Vittorio Emanuele e da lì con una linea tranviaria verso Cisanello. Con San Rossore si arriverebbe facile in Piazza dei Miracoli, raggiungendo altri musei della zona. Ricapitolando, Livorno San Marco- Calambrone, poi Navicelli, S. Rossore. Da qui, pronti per dirigere verso S. Giuliano e poi Lucca con una fermata da costruire ex novo, stazione di S. Paolino. Carrozze dalla capienza di un centinaio di posti, convoglio concepito per il trasporto di cinque vagoni. Insomma, l’intento è di fare sistema tra queste tre città. Dove Livorno ha un porto, e tante cose da valorizzare dai fossi al bellissimo lungomare, Pisa un aeroporto internazionale, piazza dei Miracoli e non solo, Lucca anch’essa ricca di musei e bellezze naturali dei posti più limitrofi. Un’area vasta del turismo in poche parole, ma anche al servizio di pendolari e di chi dovesse andare a una visita medica senza bisogno di prendere l’auto.

Chi lo finanzierebbe

Da molto tempo si ritiene che un collegamento fra le tre città servirebbe tanto. Non costerebbe poco e dalle risposte che lo studio darà, le “tre sorelle” capiranno come muoversi per intercettare il finanziamento. Ci se ne occuperà attraverso il PRIIM (piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità)? Certo è che difficilmente una roba del genere sarà realizzabile se non battendo un colpo sia alla cassa dei fondi europei e quella dello stato che già si è dimostrato sensibile con il finanziamento dei 90 mila euro proprio per opere strategiche.


 

Primo piano
Ambiente

«No alla nuova funivia»: rivolta contro l’ecomostro sull’Appennino tosco-emiliano. I motivi della protesta

di Cristiano Marcacci
Sport