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Sanità

Il saluto del pediatra ai suoi piccoli pazienti. «Siete nel mio cuore»

di Claudia Guarino
Il saluto del pediatra ai suoi piccoli pazienti. «Siete nel mio cuore»

Livorno, il dottor Filippo Citti in pensione tra una settimana: ha sempre lavorato in città fin da quando, nel 1982, ha ottenuto la convenzione con l’Asl

18 febbraio 2023
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LIVORNO.  Dopo più di quarant’anni trascorsi a curare i bambini, il 25 febbraio il pediatra livornese Filippo Citti andrà in pensione. «Sono molto contento del lavoro che ho fatto – racconta – e anche di come si è concluso. Speravo solo di poter continuare un altro paio d’anni». Perché il dottor Citti è molto legato alla sua professione, che ha sempre svolto a Livorno fin da quando, nel 1982, ha ottenuto la convenzione con l’Asl.

E adesso che lo stop si avvicina, che cosa gli rimarrà dei tanti anni passati col camice bianco indosso? «Non c’è un fatto o una storia in particolare – dice il medico – perché tutti i bambini lasciano qualcosa nel nostro cuore. Quando il bimbo va via dall’ambulatorio e ti lascia con il sorriso, facendoti “ciao” con la manina vuol dire che sei riuscito ad aiutarlo». E questo rende felice anche un pediatra. «Tante volte i genitori sono venuti da me e mi hanno detto: dottore, il bambino vuole farsi curare solo da lei. Questo, chiaramente, lascia un segno dentro di te».

Il dottor Citti attualmente segue un migliaio di piccoli pazienti. E l’ha sempre fatto con amore e passione. Tanto che avrebbe voluto proseguire. «Magari fino a 72 anni (ne ha settanta, ndr) – spiega –, ma per adesso non è possibile». Potrebbe però continuare con la libera professione, da iscritto all’ordine.

«Ci sto pensando – ammette il dottor Citti –. Quando si è saputo che sono prossimo alla pensione tanti genitori dei piccoli pazienti hanno chiamato per manifestare il loro affetto nei miei confronti. Perciò sì, prendo in considerazione la possibilità della libera professione». In quarant’anni di attività il dottor Citti ha curato generazioni di piccoli livornesi. E in quarant’anni ha visto la città cambiare.

Così come la professione. «La medicina evolve e noi i medici ci adattiamo alla realtà che si modifica. Per questo seguiamo i corsi di aggiornamento». E i pazienti, sono cambiati anche loro? «È cambiata l’impostazione. Prima i medici esercitavano in singoli ambulatori, adesso sono in gruppo. In questo modo si aumentano le ore di assistenza e siamo in grado di fornire prestazioni aggiuntive rendendo diagnosi e terapie più rapidi».

E sul dibattito legato sulla frequenza delle visite a domicilio dice: «Questa è una vecchia diatriba. La Regione ha dato l’input a lavorare più negli ambulatori e aumentando sia le ore che gli esami a disposizione del paziente. E in questo modo dovrebbe crescere la qualità». Una cosa è certa: il dottor Citti porterà sempre dentro di sé i tanti anni passati con i suoi piccoli pazienti. E loro ricorderanno il pediatra che li ha curati, anche a distanza di anni.


 

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