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Il mistero

Cadavere in mare a Livorno: è giallo. Si cerca di capire se è della donna dispersa all’Argentario

di Stefano Taglione
Il cadavere sulla banchina
Il cadavere sulla banchina

Due diportisti hanno avvistato il cadavere, in decomposizione, a circa sette miglia dalla Meloria. Anna Claudia Cartoni è rimasta coinvolta mesi fa in un incidente fra una barca a vela e un motoscafo. Il suo corpo non è mai stato trovato

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LIVORNO. Un cadavere dilaniato dal mare e dai pesci, di cui ne è diventato cibo. In acqua, forse, da quattro mesi. Lo hanno recuperato al largo di Gorgona, nel primo pomeriggio di ieri, i militari della guardia costiera insieme al nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco labronici, dopo la segnalazione arrivata da due diportisti che hanno avvistato il corpo senza vita e a testa in giù. Della sua identità, purtroppo, non si sa nulla: il medico legale, prontamente intervenuto dopo il recupero su disposizione della pubblico ministero Ezia Mancusi, non è riuscito neanche a stabilire con certezza se si tratti di un uomo o di una donna, né tantomeno la possibile età.

L’ALLARME

Sono state due le segnalazioni arrivate alla centrale operativa della capitaneria di porto attorno alle 12.30 di ieri. La prima parlava di «una persona morta con la testa sott’acqua», ma il tratto di mare non era ancora stato definito con precisione, quindi inizialmente i militari pensavano che si trovasse nell’area protetta delle Secche della Meloria. In realtà, il corpo, era a circa 7-8 miglia verso Gorgona, di fatto a metà fra la Meloria e l’isola-carcere. Una seconda chiamata, infatti, ha consentito alla motovedetta “CP 866” di Livorno di arrivare nel luogo esatto del ritrovamento. E poco dopo, dagli scali Darsena, sono partiti pure i sommozzatori dei vigili del fuoco, con la squadra nautica.

IL RECUPERO

All’arrivo della guardia costiera, nel punto del ritrovamento, c’erano ancora le due imbarcazioni dalle quali era partito l’allarme. La prima con a bordo una persona, la seconda con due. Il corpo è apparso subito in avanzatissimo stato di decomposizione, in acqua forse da diversi mesi. Per questo non è stato possibile recuperarlo con le normali reti, ma ci hanno dovuto pensare i sommozzatori dei pompieri con una barella “a cucchiaio”, per mantenere la salma più integra possibile. Poi, sul loro gommone, dopo averla portata a bordo l’hanno trasferita sugli scali Darsena per gli esami.

«SALMA DILANIATA»

Secondo una prima ricostruzione sembra che la vittima, prima o dopo la morte, abbia ingerito tantissima acqua. Le gambe, invece, erano praticamente scarnificate e con le ossa quasi a vista. Una scena terribile, quella che si sono trovati di fronte i militari della capitaneria di porto e i vigili del fuoco. Sulla banchina, poi, sono stati raggiunti dagli agenti della polizia scientifica di viale Boccaccio, che hanno svolto un primo esame esterno su disposizione del pubblico ministero di turno e con il medico legale da quest’ultimo incaricato. Sarà però necessaria l’autopsia per stabilire, quantomeno, il sesso e l’età approssimativa della persona senza vita.

TEST DEL DNA

Attraverso le impronte dentali il consulente incaricato dalla procura cercherà di dare un’età indicativa al cadavere, così come proverà a definirne il sesso. Addosso nessun segno distintivo. E nessun indumento, a parte una t-shirt bianca. L’avanzatissimo stati di decomposizione, purtroppo, non ha consentito altri accertamenti, almeno in queste prima fasi. Il cadavere, ultimato il lavoro degli agenti e del medico legale, è stato quindi trasferito nella camera mortuaria del cimitero dei Lupi, dove rimane sotto sequestro. Qui, nei prossimi giorni, verrà effettuata l’autopsia. Da capire, ma probabilmente sì, se vi sarà la possibilità di fare il test del Dna.

PERSONE SCOMPARSE

Appena gli inquirenti avranno un quadro più chiaro della situazione, l’età approssimativa e il sesso della persona, oltre a disporre il test del Dna verrà fatta un’analisi delle persone scomparse negli ultimi mesi (forse anche dell’ultimo anno) per stabilire l’identità della vittima o quantomeno per restringere il campo. All’Argentario, ad esempio, da luglio è scomparsa Anna Claudia Cartoni dopo un incidente fra una barca a vela e un motoscafo. Ricerche che verranno effettuate non solo sul database italiano, ma anche sulla banca dati europea. Non si può escludere, infatti, che la vittima sia di un’altra nazionalità, ad esempio francese visto che si trovava diverse miglia al largo, in direzione della Gorgona e teoricamente anche della Corsica. Ma, al momento, sono supposizioni. Solo successivamente si cercheranno di comprendere le ragioni della morte: un incidente, un gesto volontario o altro? Presto per dirlo. Intanto, la procura, si è messa in moto per cercare di capire le informazioni più basilari, come il sesso e l’età.


 

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