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Locomotive centenarie «Storia da valorizzare»

Locomotive centenarie «Storia da valorizzare»

Tra monumenti ferroviari e relitti In Corea le carrozze ex dopo scuola

19 novembre 2021
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Ha appena compiuto un secolo di vita la locomotiva all’ingresso del deposito in disuso delle locomotive di via Provinciale Pisana. È subito dopo la cancellata d'ingresso: un tempo adibita a monumento, oggi un relitto. È una locomotiva a vapore monumentata, abbandonata come tutta quell’area. Seguiva l'esempio di altri veicoli ferroviari d'epoca, in tutto un centinaio sparsi per l'Italia, come risulta dal sito “Ferrovie.it”, che anziché essere malinconicamente demoliti sono stati restaurati e collocati in musei (come quello di Pietrarsa a Napoli), parchi o piazze per testimoniare il trasporto su rotaia di un passato neppure troppo lontano.

Qualche materiale rotabile d'un tempo è invece tuttora impiegato per allestire treni storici che raccolgono sempre un vasto successo di pubblico.

La locomotiva del deposito di viale Provinciale Pisana è, in particolare, la “835-323”, come riportato sulla fascia rossa, anteriore e posteriore, fra i respingenti.

Appartiene perciò al Gruppo Fs 835, un tipo di locomotive tender a vapore impiegato principalmente come veicolo di manovra all'interno delle stazioni e costruito in 370 esemplari fra il 1906 ed il 1922 in vari stabilimenti industriali italiani (Breda, OM, etc.) rimanendo in servizio sino ai primi anni '80.

Ne sopravvivono ad oggi 54, monumentate in vari luoghi avvalendosi delle loro dimensioni abbastanza ridotte, mentre le altre sono state demolite oppure, utilizzandone il telaio, trasformate negli anni '60 in locomotive elettriche (E-321) o diesel (D-234). La locomotiva 835-323 visibile nel Deposito è stata, in particolare, costruita nel 1921 nello stabilimento “Om” (Officine Meccaniche) di Milano.

È invece assai più anziana la sua “sorella” situata nel giardino delle scuole “G. Micheli” ovvero la 835-084 che è stata infatti costruita nel 1907 negli stabilimenti Breda di Milano. È ultracentenaria.

La sua collocazione accanto alla scuola ed a pochi passi dalla Stazione San Marco risale al 1983 quando con un accordo fra le Ferrovie della Stato ed il Comune fu adibita a monumento seguendo una tendenza allora già in atto nell'esporre in luoghi aperti quegli esempi di archeologia industriale e come tali rientranti nel novero dei beni culturali. Purtroppo però, dopo decenni trascorsi alle intemperie senza alcuna manutenzione, quella locomotiva mostra vistose tracce di degrado e la ruggine avanza inesorabile. Peccato.

Si apre perciò il capitolo del ricupero e della valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle due anziane vaporiere, entrambe di fatto lasciate da tempo a sè stesse.

«In tale contesto – spiega Stefano Ceccarini, presidente del Gruppo Fermodellistico Livornese – la nostra associazione si rende disponibile a promuovere attività culturali per salvaguardare la memoria storica della città. In una recente conferenza è stata, ad esempio, rievocata la storia della linea Livorno-Vada. Stiamo inoltre cercando di organizzare incontri con le scuole, abbiamo un sito Internet ricco di informazioni e disponiamo di una sede dove vorremmo allestire un percorso museale aperto a tutti gli interessati». Salvaguardare la memoria storica: questo sperano di riuscire a fare dal gruppo.

In tal senso va citato l'esempio di Taranto dove nel settembre scorso è stato organizzato un convegno per il centenario della 835-327 conservata presso l'Arsenale. «Tuttavia – sottolinea Ceccarini – senza l'intervento delle istituzioni e dei privati non si può pensare di andare oltre. Il recupero di una vecchia locomotiva a vapore deve essere contestuale ad una visione della città in cui, ad esempio, non sia utopia parlare di un museo dei trasporti».

Oltretutto a Livorno e provincia il patrimonio ferroviario storico si presenta più ampio rispetto alle due locomotive sinora citate. Sono difatti da ricordare anche le tre carrozze “Centoporte” a tre assi collocate al Villaggio scolastico di Corea, fondato nel 1962 da Don Alfredo Nesi e situato ad appena duecento metri dal Deposito.

Qui subentra il ricordo del prof Alessandro Marchiori, un ex allievo della Casa dello studente che ha praticamente visto nascere il Villaggio e la chiesa di Corea. «Le carrozze sono arrivate qui alla fine degli anni '60, svuotate degli arredi interni per utilizzarle come aule per il doposcuola. Don Nesi era molto amico dei dirigenti e degli operai del Deposito delle Locomotive ed ogni tanto andava a mangiare alla loro mensa. Si tenga presente che il Deposito era un insediamento notevole dove lavoravano all'epoca circa ottocento persone».

Nel panorama ferroviario storico del nostro territorio provinciale vanno poi ricordate la locomotiva 835-029 a Cecina (purtroppo imbrattata di scritte) e la 835-062 a Venturina. Restando in argomento, ma spostandoci a Marina di Pisa, è del 2 agosto scorso la collocazione in piazza delle Baleari della locomotiva Henschel del 1883, soprannominata “Dante Alighieri”, appena restaurata e sino agli anni '20 operante sulla linea Pisa-Boccadarno.

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