I residenti: «A piedi un guaio La spesa? Si va a Antignano»
I commercianti di via Grotta delle Fate: «Ringraziamo Salvetti e Pistone, ma informati in ritardo. Potevamo attrezzarci coi clienti»
IL racconto
A sud del ponte, in via Mondolfi, ci sono delle case. I civici 134-136-138, proprio davanti alla chiesa dell’Apparizione. E’ qui che incontriamo Giuseppe Alberico. E’ un residente e ha un diavolo per capello. Lui che si sposta a piedi, oggi, si sente tagliato fuori dal mondo. «Arrivare ad Ardenza è un’impresa», ci racconta. E’ appena reduce da un viaggio. Arrivare di là dal ponte, ad ardenza. «Ho dovuto prendere via Pacinotti», spiega. «Un giro incredibile». Giuseppe è anche andato alla caserma dei carabinieri: «Ma come dobbiamo fare noi che viviamo qui?», ha detto. Ma il cantiere è questo, altrimenti non si poteva fare. Eppure per il signor Alberico una soluzione c’era. «Bastava realizzare una passerella pedonale. Che ci voleva? Sono stati spesi tanti milioni, bastava prevederla no?». Il risultato è che per le famiglie che vivono qui - una ventina di persona - l’auto è indispensabile. «Ma ci sono anche persone anziane sa? Che non hanno la macchina». E la spesa, fino ad oggi fatta di là dal ponte, “ora la faremo ad Antignano”. Qualcosa di simile capita poco più a nord, al Parco del Mulino. Anche qui, oltre al centro, ci sono alcune case. Anche qui, per i residenti, la chiusura del ponte provocherà almeno un mese di disagi. Per i commercianti di via Grotta delle Fate è troppo presto fare un bilancio della giornata di ieri. Dopo i cantieri, il covid, ora la chiusura del ponte, qui tutti si augurano di riuscire ad arrivare a febbraio indenni. «Perché qui c’è il rischio che qualcun altro chiuda», dice Daniele Bartolozzi rappresentante degli operatori di via Grotta delle Fate e vice presidente di Confcommercio. «Non smetteremo mai di ringraziare il Comune e soprattutto il sindaco Salvetti ma anche l’ingegner Pistone del Genio Civile per la rampa realizzata che ci ha consentito di poter ancora lavorare. Questo l’ho detto anche nell’incontro di venerdì. Ma come commercianti non possiamo non notare che dopo i cantieri, il covid, le promesse, siamo stati messi a conoscenza all’ultimo momento della chiusura del ponte. Sapendolo prima potevamo organizzarci. Qui siamo tutti uniti. La situazione ci porta a questo. Potevamo organizzare qualcosa per i clienti». Ps: i cartelli che indicano Grotta delle Fate chiusa non sono ancora stati rimossi. —
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