Il Tirreno

Livorno

operazione dell’agenzia delle dogane in porto 

Sigilli a 300 bombole del gas «Pericolose per la salute»

Stefano Taglione
Sigilli a 300 bombole del gas «Pericolose per la salute»

Ordinate da un’azienda di ricambi auto, erano su un container partito dalla Cina Avrebbero inquinato come una macchina che percorre 36 milioni di chilometri

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Trecento bombole pericolose per l’ambiente sbarcate in porto da un container partito dalla Cina, che avrebbero inquinato come un’auto che percorre 36 milioni di chilometri. Le ha importate un’azienda di ricambi auto di Roma e i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Livorno nei giorni scorsi le hanno sequestrate. Sarebbero servite per ricaricare i condizionatori d’aria delle macchine, visto che la società – il cui nome non è stato reso noto dalla procura – è attiva proprio in questo settore.

Le bombole non si potevano ricaricare, circostanza che le rende proibite nell’Unione europea dal 2007. È quanto hanno spiegato ieri mattina, durante il riepilogo delle operazioni, il direttore dell’agenzia fiscale Giovanni Parisi, il responsabile del reparto antifrode Francesco Rapisarda e il funzionario allo sdoganamento Mario Dioguardi, che materialmente si è occupato dei controlli.

Inizialmente dalla ditta avevano dichiarato che le bombole erano vuote, salvo poi precisare il contrario. È la ricostruzione degli inquirenti. I tecnici hanno infatti scoperto che contenevano idrofluorocarburi (Hfc) a effetto serra e idroclorofluorocarburi (Hcfc), che riducono lo strato dell’ozono, per un totale di tre tonnellate e 700 chili di gas refrigeranti. Si tratta di sostanze utilizzate negli impianti di refrigerazione e di condizionamento di impianti casalinghi e di automobili (come in questo caso), che per il forte impatto ambientale sono soggetti a particolari restrizioni e obblighi. «I regolamenti comunitari che disciplinano la materia – precisano dall’Agenzia – prevedono per gli importatori l’assegnazione di quote contingentate e particolari autorizzazioni, al fine di ridurre progressivamente l’introduzione e l’utilizzo di questi gas, fino alla completa sostituzione con altri meno impattanti sull’ambiente». Nel 2030, con ogni probabilità, saranno del tutto proibiti e verranno tutti sostituiti da altri più sicuri e meno inquinanti.

Dalla verifica è emerso che l’azienda laziale non risultava assegnataria delle quote per l’importazione del gas e l’intero carico, dal valore di mercato di trentamila euro, è stato sequestrato e verrà distrutto appena la procura darà l’ok. Per il responsabile della società, oltre alle contestazioni penali (come si legge nell’articolo a destra) anche sanzioni da 515 a 2.516 euro. L’operazione ha richiesto la collaborazione del reparto antifrode e l’interessamento dell’Ufficio antifrode dell’Unione europea «al fine di conoscere l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti a livello internazionale», precisano dagli uffici di piazza dell’Arsenale. «Si tratta di un sequestro di notevole rilevanza soprattutto per le conseguenze sull’ambiente e sulla salute – spiega il direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Giovanni Parisi – che avrebbe potuto avere l’immissione in consumo delle bombole: si pensi che sarebbero state immesse nell’atmosfera 6.800 tonnellate di anidride carbonica, equiparabili alle emissioni di un’auto di media cilindrata che percorre circa 36 milioni di chilometri». —

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