Il Tirreno

Livorno

Cecina si (ri)scopre di centrodestra «Premio al lavoro fatto negli anni»

A.R.
Cecina si (ri)scopre di centrodestra «Premio al lavoro fatto negli anni»

Ceccardi quasi 2 punti avanti. Gasperini: «Ora il Comune» Ma il Pd si consola: «Con il 35% siamo il primo partito»

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CECINA

Un vecchio cecinese, che sa come vanno le cose, ci dice: «Perché qui a Cecina alle politiche vince il centrodestra, ma quando si arriva alle comunali, invece. Un c’è versi...».

Stavolta però siamo alle Regionali 2020. E a Cecina la Ceccardi ha staccato Giani di quasi 2 punti percentuali: 45,38% contro 43,43%. E Cecina si è scoperta, anzi riscoperta, di centrodestra. Sebbene il Pd sia cresciuto rispetto alle Europee. Ma stavolta la coalizione di centrosinistra, qui, ha fatto flop. Nessuno dei partiti ha aiutato decisamente i Democratici.

Invece nel centrodestra ha funzionato tutto bene. O quasi tutto. Perché da Forza Italia - dicono gli alleati - non è arrivato quel supporto atteso. «Anche se si immaginava, visto il trend nazionale». E poi l’uscita di scena, sbattendo la porta, del coordinatore regionale Mugnai.

Ora si dirà, scomodando un po’ di sociologia spicciola: ma Cecina è da sempre diversa da Rosignano e Livorno. Qui c’è un tessuto economico ed imprenditoriale più ricco e forte. Qui c’è una “borghesia produttiva” (ammesso che la borghesia esista sempre) che tradizionalmente guarda più al centrodestra che al centrosinistra.

Però c’è dell’altro, perché è vero che il Comune a Cecina è sempre stato rosso. O con qualche sfumatura. E a parte l’impresa sfiorata da Paolo Barabino nel 2009, nella contesa all’ultima scheda nel ballottaggio con Stefano Benedetti, alle comunali non sono mai stati sussulti.

Lorenzo Gasperini, che pure è fuori dagli scranni del Palazzo del Pegaso coi suo colleghi Biasci e Vaccaro beffati dall’elbano Landi, è - secondo alcuni - il vero artefice di questo successo dell’ex sindaca di Cascina. Ostenta modestia quando gli chiediamo se la Ceccardi ha vinto a Cecina per merito suo. «Intanto va detto che le elezioni regionali hanno una caratteristica diversa da quelle locali. In città, a mio avviso, ha vinto un progetto che siamo riusciti a costruire nel tempo. Ma anche la scelta delle persone, i collaboratori, il supporto dei consiglieri Quiriconi, Pazzaglia». Un trend crescente (qui la Lega ha preso 3.247 voti (26,7%) crescendo di 6 punti rispetto alle regionali del 2015. Ma perdendo 2.000 voti rispetto alle Europee del 2019, quando fece un boom arrivando al 34,53%) Un buon viatico, per Gasperini, per tentare l’”assalto” al Comune. Chi gongola è anche Nicola Bibbiani coordinatore di Fratelli d’Ialia: «E’ un ottimo risultato. Alle comunali prendemmo il 4% - dice l’avvocato cecinese - ed oggi siamo al 13%. E’ il miglior risultato in provincia, a parte qualche comune elbano». I rapporti con gli alleati? «Buoni».

In casa Pd si prende atto del risultato della Ceccardi. L’analisi del segretario Giuseppe Costantino è questa: «Il PD supera il 35%, è il primo partito sia a Cecina che negli altri comuni della Val di Cecina. Lia Burgalassi arriva quarta nel listino provinciale con oltre 1900 preferenze a livello comunale e quasi 4000 a livello provinciale. Il Partito Democratico si conferma il primo partito a Cecina con il 35,6% dei voti, facendo meglio del 2019 sia delle europee (era arrivato al 30,3%) che delle amministrative (era al 32,79%). Un successo che sembra premiare l’azione del partito sia a livello nazionale che a livello locale. Rispetto al 2019, si riduce la forbice tra il centro destra (che si mantiene stabile, dal 46,3 al 45,4, ma con un significativo travaso di voti dalla Lega a Fratelli d’Italia), mentre il centrosinistra passa dal 34,6% al 42,2%. Il vantaggio finale a Cecina della Ceccardi su Giani è meno di 2 punti percentuali (45,35% contro il 43,43%)».

«Sono molto grata agli elettori per la fiducia che mi hanno dimostrato. La vittoria di Giani e il successo del PD sono la migliore garanzia per continuare il buon governo che ha caratterizzato la Toscana negli ultimi 50 anni – dice Lia Burgalassi – è stata una campagna elettorale difficile,anomala, ma molto interessante perché mi ha permesso di parlare con migliaia di persone, allargando lo sguardo all’intero territorio provinciale, confrontandomi con i bisogni delle persone, le loro difficoltà le loro speranze. Io ho scelto di fare una campagna elettorale con un contatto reale con le persone, guardandole negli occhi, con pochi social e molto contatto “umano”, salvaguardando le prescrizioni anti covid».

Il sindaco Samuele Lippi fa notare che “Il pd rtispetto alle comunali ha guadagnato un punto” ma che “queste elezioni dimostrano che il Partito Democratico, da sopo, non basta”. E qui il sindaco punta l’indice con quanti, nel Pd, vedono un partito autosufficiente. «Ci vuole una coalizione forte». Poi Lippi manda un segnale a Giani: «C’è bisogno di attenzione alla costa. Non basta guardare a Firenze. Occorrono risposte ed impegni concreti per la costa». —





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