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cronaca

Sul palco del Teatro Vertigo quattro spettacoli per non dimenticare il Giorno della Memoria

I primi due appuntamenti stasera e domani alle 21, poi domenica alle 17. Il 26 “Processo a Dio” di Stefano Massimi con la regia di Amasi Damiani 


17 gennaio 2020


il programma

Nell’ambito delle iniziative in programmazione per i giorni della memoria, Vertigo ha programmato due eventi. Il primo stasera e domani alle 21, poi domenica alle 17. Vanno in scena da “Terrore e miseria del terzo Reich” di Bertolt Brecht, tre quadri: Lo Spione, la Croce di Gesso e La moglie Ebrea regia di Rebecca Luparini, compagnia Vertigo.

Domenica 26, invece, alle 17 “Processo a Dio” di Stefano Massini, regia di Amasi Damiani, con la compagnia Amasi Damiani. I “Tre quadri” dal capolavoro di Brecht sono ispirati a fatti realmente accaduti, squarci di vita quotidiana nella Germania nazista. In scena si susseguono vicende che coinvolgono operai, cuoche e cameriere. Professori, medici e donne borghesi. L’orrore, che contagia tutti, si è travestito da normalità. Ed è il vero protagonista della storia. Una storia da conoscere per far sì che il male non si ripeta, per non accorgersi di aver superato il punto di non ritorno quando ormai è troppo tardi. Con Francesco Carrieri, Lorenzo Luparini, Alice Cecconi, Elisa Puccini, Alberto Fonti, Rebecca Luparini e Tiziano Ageno.

“Processo a Dio” di Stefano Massini, è uno spettacolo incisivo che guarda all'Olocausto evitando strade già percorse e regalando induzioni preziose al pubblico. Importante prova del regista Amasi Damiani, attorniato da un cast di attori di ottimo livello.

«Appuntamento questo da non lasciarsi sfuggire con un testo teso, incisivo, palpitante di Stefano Massini», spiegano dall’associazione culturale (il cui direttore artistico è Marco Conte) che nei giorni scorsi, con un evento ad hoc, ha presentato il calendario in vista dell’anniversario da non dimenticare. Gli spettacoli si terranno, come di consueto, al teatro di via del Pallone.

«Ci sono idee, frammenti di luce, indizi di storie che incontri una volta e non ti lasciano più. Erano anni che tenevo chiusa in qualche cassetto della mente la traccia di un “Processo a Dio” all'indomani della Shoah. Immaginavo quel processo come una resa dei conti: violenta, acuta, drastica. Sono stato spettatore di ciò che scrivevo e scrittore di ciò che vedevo scorrermi davanti agli occhi».

A parlare così è Stefano Massini, «uno scrittore di straordinario talento che si sta imponendo con sempre maggior forza sulla scena nazionale – spiegano gli organizzatori in un comunicato stampa – proponendo testi di profondo coinvolgimento emotivo e vigore drammatico. Un lavoro incisivo, che guarda all’Olocausto, questa grande tragedia dell'uomo e della storia, con la più angosciante e dolorosa delle domande, per il più irresolubile dei misteri: dov’è Dio mentre si soffre? Dov’è quando vengono compiute azioni prive di senso e di umanità?». —

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