Gagarin raddoppia, preso il fondo accanto: «Babbo un mito, qui clienti da tutta Italia» - Video
Livorno: il tortaio simbolo del 5 e 5 compra l’ex ricevitoria di via del Cardinale. Per ora è solo un magazzino, domani chissà...
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«Vedi quel fondo? L’ho ribattezzato il “tugurio”. Io mi vorrei allargare, ma babbo è perplesso perché per lui la bottega è la bottega e deve rimanere sempre uguale. Comunque lo abbiamo appena comprato». L’Antica torteria Al Mercato di Gagarin – al secolo Salvatore Chiappa, lo storico fondatore del simbolo livornese del 5 e 5 di via del Cardinale – sfonderà il muro che negli anni Novanta la separava dalla ricevitoria del Lotto, «dove un tempo si faceva la fila per giocare», dicono i nostalgici. Un passo importante quello della famiglia livornese, lì dal 1973, col figlio che spinge per buttar giù la parete e ampliare il negozio, mentre il padre vorrebbe farci solo il laboratorio di preparazione. In ogni caso il fondo – che fino a poco fa era il magazzino del vicino Jolly Shop di via Buontalenti – è stato appena acquistato dagli imprenditori della torta, che per ora lo usano come deposito.
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«Ma cosa fai? Ma perché ti vuoi ingrandire… lo vedi che la gente non ce la fa?». Scherza ma non troppo Gagarin, mentre parcheggia lo scooter fuori. Entra e va via dopo pochi minuti. Oggi a gestire il locale sono soprattutto i figli – Giuliano e Roberto – e la moglie Fiorella Andrei. «Il fondo che abbiamo comprato – dice Giuliano – è piccolo, ma molto bello. Un posto storico, un tempo si faceva parecchia fila per giocare al Lotto. Non c’erano mica tante ricevitorie…». Ha chiuso, è rimasto sfitto. Ora riaprirà sotto un’altra forma. «La nostra clientela è molto cambiata – continua Chiappa – e grazie a Internet siamo molto più conosciuti di prima. Quando ci sono le manifestazioni, a Livorno, arrivano tantissime persone da fuori. Da Marche e Abruzzo, ad esempio. Ma un po’ da tutta Italia. A Livorno ci si lamenta tanto, poi si sta bene. E chi viene difficilmente se ne va».
Il cliente livornese però recita ancora la parte del leone. Anche perché il locale – senza insegna – spesso non cattura l’attenzione del turista: ma tutti indicano il mitico Gagarin. «Prima, alle 8 di mattina, molti venivano a fare la colazione col 5 e 5 – dice Giuliano – ora non più. Mio fratello Roberto fa ancora così, peccato che poi rovini tutto con l’Estathé. Io sono di un’altra generazione: preferivo il Billy. Al massimo il tè Ati, quello sì che era un signor tè». Ora invece le persone «arrivano tutte a pranzo» perché «c’è sempre meno tempo». «I clienti si fanno bastare il panino con la torta: due euro e cinquanta e passa la paura». Prima Giuliano – in pausa pranzo – dato che la clientela si distribuiva in vari momenti della giornata quasi riusciva a mangiare. Ora no. Perché gli scontrini si battono solo da mezzogiorno alle due. «Lavoriamo solo durante i pasti, dopo no – conclude – quindi mangio una volta che ho finito di lavorare».
I lavori all’ex ricevitoria del Lotto potrebbero partire fra non molto. Gagarin – se il babbo fondatore acconsentirà – si amplierà davvero. «Di fatto – conclude Salvatore, che porta questo soprannome dopo che una cliente disse che assomigliava all’astronauta sovietico, il primo uomo a volare nello Spazio – ormai il padrone è lui», dice indicando il figlio Giuliano.
Era il 1973 quando Salvatore Chiappa – dopo aver lavorato come garzone-pasticcere nell’Antica Torteria Al Mercato – decise di rilevare lo stesso locale di via del Cardinale da Amerigo Brizzi e da sua moglie Isolina. Il soprannome “Gagarin” glielo affibbiò una cliente qualche tempo prima, nel 1961. Erano giorni in cui la navetta russa con a bordo Jurij Gagarin completò la missione spaziale. «Pareva tutto Jurij Gagarin!», disse. Ecco perché, a Livorno e non solo, tutti lo chiamano così.
