Coteto: la scuola abbandonata diventa una casa di riposo
Nel quartiere e sul web c’è chi ipotizza l’arrivo dei profughi. E si accende il dibattito Ma i proprietari smentiscono: «Faremo una Rsa e alcuni appartamenti di servizio»
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LIVORNO. Un edificio chiuso da anni, al centro del quartiere. Un’ex scuola, riempita di scritte, vandalizzata, usata giorno dopo giorno come rifugio di fortuna. Quando i residenti e i frequentatori della zona hanno visto arrivare i primi operai, che hanno iniziato a portare via sacchi di sporcizia, in molti hanno pensato che al posto delle ex Gamerra – una ferita aperta in via Lombardia, una delle strade di Coteto – sarebbe stata aperta una struttura per migranti. Un centro profughi simile ad altri già presenti in città. E il dibattito si è acceso in fretta, soprattutto sul web, all’interno di gruppi come “Sei livornese se”. Ma oggi sono direttamente i nuovi proprietari della struttura, acquistata da una società privata, a smentire questa ipotesi e ad annunciare che nell’ex scuola sarà realizzata una Residenza sanitaria assistenziale.
Chi ha acquistato l’immobile? Una società amministrata da Alberto Perassi, che in città gestisce già non solo un’altra Rsa, ma alberghi diventati centri di accoglienza per migranti. «Ma in via Lombardia – controbattono dalla società – questa ipotesi è assolutamente esclusa, ora e in futuro: nell’ex scuola vogliamo realizzare una Rsa per non autosufficienti».
Il progetto è stato presentato alla Usl, che ha dato parere favorevole. Ovviamente perché possano arrivare all’apertura dovranno attendere il rilascio delle concessioni.
Cosa prevede il progetto? «Al piano terra e al primo piano – viene spiegato dai rappresentanti della società – è prevista la Residenza sanitaria assistenziale con 16 camere, in tutto 32 posti letto». Più i relativi servizi, come mensa e cucina. Al secondo piano sono invece previsti «sei appartamenti che verranno sfruttati per il centro di riabilitazione, con le palestre».
Il nome scelto? “Villa Sant’Angela”, come mostra l’immagine grafica che pubblichiamo in alto. E come già si chiama la residenza gestita in via dell’Origine. La premessa, a detta dei privati, è infatti questa: «La struttura che già gestiamo è troppo piccola rispetto alle richieste, così abbiamo già presentato il progetto per aumentare i posti da 15 a 25, ampliandola. E abbiamo deciso di investire anche in Coteto. Considerando anche che l’Asl vuole uniformare le strutture per non autosufficienti alla legge 41 del 2015, eliminano le vecchie Rsa promiscue». «Assumeremo una ventina di persone tra Oss, infermieri e fisioterapisti», promettono.
Intanto nella struttura di via Lombardia, circa 1600 metri quadri, sono partiti i lavori. La prima fase è quella della pulizia, come mostrano i sacchi neri accatastati all’ingresso. «Abbiamo trovato di tutto, dalle siringhe alle bottiglie», raccontavano ieri gli addetti ai lavori. Poi scritte, resti di un fuoco acceso di recente o di rifugi di fortuna. «L’obiettivo – concludono dalla società – è di finire tutto entro maggio, chiedendo l’accreditamento alla Usl».
Juna Goti
Chi ha acquistato l’immobile? Una società amministrata da Alberto Perassi, che in città gestisce già non solo un’altra Rsa, ma alberghi diventati centri di accoglienza per migranti. «Ma in via Lombardia – controbattono dalla società – questa ipotesi è assolutamente esclusa, ora e in futuro: nell’ex scuola vogliamo realizzare una Rsa per non autosufficienti».
Il progetto è stato presentato alla Usl, che ha dato parere favorevole. Ovviamente perché possano arrivare all’apertura dovranno attendere il rilascio delle concessioni.
Cosa prevede il progetto? «Al piano terra e al primo piano – viene spiegato dai rappresentanti della società – è prevista la Residenza sanitaria assistenziale con 16 camere, in tutto 32 posti letto». Più i relativi servizi, come mensa e cucina. Al secondo piano sono invece previsti «sei appartamenti che verranno sfruttati per il centro di riabilitazione, con le palestre».
Il nome scelto? “Villa Sant’Angela”, come mostra l’immagine grafica che pubblichiamo in alto. E come già si chiama la residenza gestita in via dell’Origine. La premessa, a detta dei privati, è infatti questa: «La struttura che già gestiamo è troppo piccola rispetto alle richieste, così abbiamo già presentato il progetto per aumentare i posti da 15 a 25, ampliandola. E abbiamo deciso di investire anche in Coteto. Considerando anche che l’Asl vuole uniformare le strutture per non autosufficienti alla legge 41 del 2015, eliminano le vecchie Rsa promiscue». «Assumeremo una ventina di persone tra Oss, infermieri e fisioterapisti», promettono.
Intanto nella struttura di via Lombardia, circa 1600 metri quadri, sono partiti i lavori. La prima fase è quella della pulizia, come mostrano i sacchi neri accatastati all’ingresso. «Abbiamo trovato di tutto, dalle siringhe alle bottiglie», raccontavano ieri gli addetti ai lavori. Poi scritte, resti di un fuoco acceso di recente o di rifugi di fortuna. «L’obiettivo – concludono dalla società – è di finire tutto entro maggio, chiedendo l’accreditamento alla Usl».
Juna Goti
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