Il Tirreno

Livorno

Irene, la superpediatra: "Dicono che sono troppo brava? Sì, ma l'Asl mi manda via"

Lara Loreti
 Irene Pellegrini Filippeschi
Irene Pellegrini Filippeschi

Livorno, il caso di una dottoressa pisana assunta per un anno. Ora scade il contratto e scoppia la rivolta dei genitori che formano un gruppo su Facebook e lanciano un appello

3 MINUTI DI LETTURA





«È vero, dicono che sono brava, e i genitori dei miei baby pazienti mi apprezzano molto. Questo mi lusinga e gratifica. Ma il punto è un altro: togliere un pediatra da una città come Livorno vuol dire creare disagi alle famiglie di tutti quei bambini, che dal primo aprile, quando il mio contratto scadrà, dovranno essere riassegnati e divisi fra gli altri medici operativi in città. Io seguo mille pazienti, la maggior parte dei quali neonati. A Livorno ci sono numerose nascite. Si parla di tante famiglie...».

Ha solo 34 anni Irene Pellegrini Filippeschi, pediatra pisana. Si è laureata in Medicina in sei anni, e già da cinque esercita la specializzazione di pediatra. È giovane, ma già preparatissima, oltre che disponibile e amata dalla gente soprattutto per la sua umanità. «Ognuno lavora secondo la sua coscienza, io sono così, non mi sento straordinaria…», dice con modestia. Eppure, a sentire i genitori un po' speciale Irene lo è. Sarà per il nome che evoca pace, o più probabilmente perché lei stessa ha un bimbo di due anni e le viene facile identificarsi con i genitori.

Ciononostante, l'Asl 6 sta per mandarla via: ha quasi terminato il suo contratto a tempo determinato (in scadenza il 31 marzo) e quindi, come ripetono dall’Asl 6, c’è poco da fare: «È la legge, terminato il contratto, il rapporto di lavoro si esaurisce». Una decisione che è stata presa nei giorni scorsi dal cosiddetto comitato di zona, formato da cinque pediatri livornesi e da altrettanti dirigenti dell’azienda sanitaria 6.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10941329:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/livorno-l-appello-dei-genitori-per-salvare-la-pediatra/44064/45152]]

È per questo che oltre cento famiglie si sono mobilitate e hanno formato un comitato, oltre che un gruppo su Facebook, che è stato chiamato “Nessuno ci tocchi la pediatra Irene Pellegrini Filippeschi”. I genitori si sono dati appuntamento all'Ipercoop a Livorno e hanno raccolto firme per non perdere la pediatra. All’iniziativa hanno partecipato anche asili nido e cittadini solidali. L’auspicio è quello di “salvare” la Pellegrini, ma l’obiettivo più generale è non perdere un pediatra, che è prezioso, specialmente se si considera il fatto che i 19 attualmente disponibili in città, sono pieni di lavoro e, come confermano i genitori, non riescono a seguire bene e fino in fondo i bambini.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10935269:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/02/25/news/i-genitori-protestano-per-salvare-la-pediatra-1.10935269]]

Ma perché non è stato possibile prolungare il contratto alla Pellegrini oppure coprire la sua posizione con un altro medico, magari indicendo un concorso per un posto a tempo indeterminato? La storia è iniziata un anno fa, quando una pediatra della zona di Livorno è andata in pensione, e l’Asl 6 l’ha sostituita con la dottoressa Pellegrini, che era la prima in graduatoria. Da allora, non è stato indetto un concorso per un contratto a tempo indeterminato né sono usciti bandi per sostituzioni a scadenza. «L’Asl avrebbe potuto muoversi per tempo, ma per ora non lo ha fatto», dice Irene Pellegrini. La gente mormora che questa scelta sia dettata anche da una spinta economica: dividersi dei pazienti, e quindi aumentare il massimale, vuol dire far crescere lo stipendio: mille pazienti comportano un guadagno di circa 9mila euro al mese. «Mi auguro che il criterio della scelta fatta dal comitato dell’Asl non sia stato questo», dice la dottoressa. Ma il suo contratto non potrebbe essere prolungato, almeno finché l’Asl non farà un bando per il posto vacante? La specialista mette in evidenza che nel passato è successo che medici ingaggiati per un anno siano stati trattenuti per altri 12 mesi. Ma su questo punto l’Asl sembra ferma: «Niente da fare, la legge parla di un anno, non di più. Ciò non toglie che si possa valutare se fare un nuovo contratto nel futuro».

Intanto, però, nei genitori dei bimbi seguiti dalla Pellegrini sale la preoccupazione. «Gli altri pediatri non avranno tempo per noi, sono già pieni di lavoro. Poi ci dicono di non andare in pronto soccorso in caso di emergenze…», è la riflessione di un babbo livornese, Alessandro Meini, che parla a nome di tanti altri cittadini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Politica: la storia

Offre il voto a chi taglia l’erba: d’incanto il prato (comunale) è rasato. Il curioso caso nel piccolo paese toscano

di Luca Dini
Speciale Scuola 2030