Il Tirreno

Livorno

Gli sviluppi del caso

Livorno, cadavere senza testa ritrovato in un dirupo: i primi risultati degli esami per sciogliere il mistero

di Stefano Taglione

	Il luogo dove è stato ritrovato il cadavere
Il luogo dove è stato ritrovato il cadavere

A dare l’allarme era stato un fungaiolo nella mattinata dell’Immacolata. Indaga la Squadra mobile

10 dicembre 2023
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LIVORNO. Un uomo anziano, scomparso da mesi. Se non addirittura da anni. E che molto probabilmente non sarebbe stato ucciso, almeno questa sarebbe la convinzione degli inquirenti. Non sarà semplice, per la Squadra mobile, riuscire a risalire all’identità della persona che nella mattinata dell’Immacolata è stata trovata in un dirupo della Valle Benedetta senza testa da un cercatore di funghi. Il cranio, fra l’altro, era staccato dal resto del corpo e si trovava a pochi metri di distanza, con ogni probabilità dopo essere stato attaccato da un animale, forse un cinghiale. Questa, almeno, la ricostruzione più plausibile degli investigatori, coordinati dalla pubblico ministero Antonella Tenerani.

Gli interrogativi
Come mai l’uomo si trovava in fondo al dirupo? Un incidente, magari dopo essere scivolato, oppure la conseguenza di un gesto estremo al quale nessuno ha assistito? Oppure potrebbe essere stato spinto? Gli accertamenti dei poliziotti, per il momento, si estendono a 360 gradi, dato che nessuna ipotesi può essere ancora completamente esclusa. Sul cadavere – dopo un primo esame esterno svolto al cimitero comunale dei Lupi dal medico legale Damiano Marra, incaricato dei primi accertamenti dalla procura – non ci sarebbero apparenti segni di violenza, anche se è chiaro che con la testa staccata i traumi ci sono eccome. Potrebbero, tuttavia, essere conseguenza del tempo, dell’azione degli animali, degli agenti atmosferici che certo non hanno aiutato nella conservazione del cadavere. L’autopsia – che verrà effettuata in settimana, dopo che sarà disposta dalla sostituto procuratore – potrebbe chiarire meglio la situazione. Un’altra certezza è che addosso, l’uomo, non aveva alcun documento o segno identificativo che possa far risalire, con certezza, alla sua identità. È dall’abbigliamento che, al momento, si ritiene che possa essere un uomo. Dai pantaloni, in particolare. Il test del Dna, se sarà possibile, potrà consentire una comparazione con le persone scomparse. Ma è presto per capire se potrà essere ricavato. 

«Corpo mummificato»

Il corpo infatti è quasi mummificato, con addosso degli indumenti maschili, e al momento si può solo ipotizzare che la vittima sia una persona anziana, e non un giovane, stando alle dimensioni dello scheletro. Ma è presto per trarre conclusioni certe. Gli inquirenti, nel frattempo, stanno ovviamente analizzando le banche dati delle persone scomparse in zona (non solo a Livorno, in tutta la Toscana) negli ultimi anni e mesi e per ora non ci sarebbe un nome. Una volta che l’autopsia chiarirà meglio il range di età sicuramente partiranno ricerche più puntuali di cui si occuperà sempre la Squadra mobile della polizia di Stato, diretta dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, che ha preso in mano il caso dopo un primo intervento degli equipaggi delle volanti della questura, guidate dal commissario capo Alessio Del Gigia, che hanno ricevuto l’allarme attraverso il 112 dal fungaiolo che, sotto choc, ha notato in corpo martoriato in fondo alla scarpata e ha allertato le autorità. Per i soccorsi sono intervenuti anche i vigili del fuoco del comando provinciale, giunti dalla caserma di via Campania nel primo pomeriggio dell’Immacolata, che hanno collaborato con il personale delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni che ha recuperato il cadavere, trasferendolo al cimitero dei Lupi dove il medico legale, incaricato dalla sostituto procuratore di turno Antonella Tenerani, ha già effettuato il primo esame esterno prima dell’autopsia attesa nei prossimi giorni. Un esame medico-legale che potrebbe dare le prime certezze sull’identità dell’anziano: aiuterà a stabilire quanti anni avesse al momento del decesso (escludendo quindi che si tratti di un giovane)  e quando, presumibilmente, sia avvenuta la morte. Per adesso si pensa che risalga a mesi o anni fa: dati troppo generici per riuscire a dare un volto e un nome alla vittima.  

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