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I LIBRI DEI LIVORNESI

Gigi Annarelli, il giovane poeta e la sua primavera in versi

Maria Teresa Giannoni
Gigi Annarelli, il giovane poeta e la sua primavera in versi

Il 25enne livornese alla sua prima raccolta: "Scrivere è stato il mio modo di buttarmi nel mondo"

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LIVORNO. Ha scelto due parole nascoste in una canzone di Fabrizio De André (“Nella mia ora di libertà”) per dare un titolo alla sua prima raccolta di poesie. Ora il suo “Spiegare la primavera” pubblicato a novembre in formato cartaceo da Gruppo culturale letterario vola su Instagram. Il giovane poeta è il livornese Gigi Annarelli , 25 anni, studente alla facoltà di Lettere Moderne a Pisa, transitato per il liceo artistico. «Ero timido sono stati i miei amici a spingermi ad aprire una pagina sul web. E’ stato il mio modo di buttarmi nel mondo. Quella pagina è cresciuta incredibilmente, ora mi seguono 500 persone e ogni giorno si aggiunge qualcuno. Si discute, ci si scambiano le opinioni. Grazie a Instagram sono stato invitato a Napoli per presentare le mie poesie, qualche giorno fa ero a Milano» .

Questa prima raccolta di poesie ha avuto la pubblicazione dopo la vittoria ad un concorso in Puglia, un torneo di poeti. La copertina presenta un disegno molto efficace: un ragazzo che ricorda Gigi con il suo ciuffo di capelli scuri ha un buco nel tronco ed è attraversato da un soffio, quello della primavera e della poesia.

«Ho capito che sono tanti gli autori emergenti e che c’è una rinascita di interesse nei confronti della poesia come non accadeva da tempo. L’incontro di Milano mi è stato raccomandato dal mio editore che è molto competente. A Napoli l’atmosfera era diversa, eravamo all’aperto e si fermavano anche i passanti, si è formato un capannello. E’ andata bene anche di fronte a due differenti tipi di pubblico».

Gigi scrive da sempre, ha provato anche con i racconti, ma è con la poesia che si sente a suo agio. «Con la poesia mettiamo in campo noi stessi. Fare poesia per me nasce da un’esigenza di far ascoltare la mia voce, se non ci fosse la poesia non saprei come esprimermi. Ho iniziato scrivendo in prosa poi asciugando lo stile mi sono accorto che stava diventando quello che viene classificato da tutti come poesia».

Come e quando compone lo spiega con semplicità: «Faccio la mia vita, scrivo sulle note del telefono nei momenti più inconsueti, fisso un’immagine, un’impressione, un’idea fulminante poi il lavoro di cesello può durare mesi». La svolta quando un amico, Dario Menicucci , poeta lui, gli mise sotto il naso Leopardi. «Mi piacque tantissimo. Da allora iniziai a vedere che cosa scrivevano gli altri. Ora leggo quasi esclusivamente poesia, mi piacciono Magrelli, Antonia Pozzi, Mariangela Gualtieri, Salvatore Toma. Montale mi ha aperto un mondo di pensiero, non solo poetico, e leggo di continuo la Commedia di Dante».

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