Il Tirreno

Milano-Cortina

Olimpiadi, Franzoni e Paris da medaglia: sulla Stelvio nasce la nuova era della velocità azzurra

di Redazione web

	I due azzurri a medaglia 
I due azzurri a medaglia 

La discesa libera maschile ha incoronato Franjo von Allmen, svizzero classe 2001, nuovo campione olimpico. Alle sue spalle, però, c’è un’Italia scintillante

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La prima medaglia dei Giochi di Milano Cortina 2026 arriva dalla Stelvio e porta la firma della nuova generazione della velocità. Sotto un sole limpido e una pista in condizioni perfette, nella giornata di sabato 7 febbraio, la discesa libera maschile ha incoronato Franjo von Allmen, svizzero classe 2001, nuovo campione olimpico. Alle sue spalle, però, c’è un’Italia scintillante: Giovanni Franzoni conquista un argento pesantissimo e Dominik Paris completa il podio con un bronzo che vale una carriera.

Franzoni d’argento: solo due decimi dall’oro

Franzoni, già protagonista a Kitzbühel e ormai volto di riferimento della velocità azzurra, ha sfiorato il colpaccio al debutto olimpico. Il suo tempo si ferma a due decimi da quello di von Allmen (1:15.61), sufficiente per prendersi la seconda piazza e rompere un momentaneo dominio svizzero nelle prime posizioni.

Paris, finalmente la medaglia olimpica

Per Dominik Paris, 36 anni, la Stelvio è casa. Qui ha vinto sei volte in Coppa del mondo, ma mai era riuscito a salire su un podio olimpico. Ora, nella pista che più lo rappresenta, arriva il bronzo che mancava alla sua collezione. L’inchino al pubblico è il gesto di un campione che saluta la montagna dove ha scritto alcune delle pagine più belle della sua carriera. Così Paris dopo il successo: «È stato bellissimo sciare, avevo una fiducia addosso, potevo fare quello che volevo. Forse sul San Pietro e nella parte bassa non è ottimale come l’ho azzeccata, ma adesso secondo me va bene. Si vede che Franzoni è in gran forma ormai – continua – ha fatto vedere oggi che resiste anche quando c'è pressione, e questo fa piacere, vuol dire che abbiamo un altro giovane che si metterà in lizza per ogni gara per un po', così l'Italia sarà sempre presente».

Il cambio della guardia: due classe 2001 sul tetto del mondo

L’immagine simbolo della giornata è l’abbraccio tra von Allmen e Franzoni, coetanei e nuovi protagonisti della disciplina più veloce dello sci alpino. Con loro, l’ordine d’arrivo racconta una sfida serrata tra Italia e Svizzera: tre elvetici e due azzurri nei primi cinque posti. Queste le parole di Franzoni dopo la medaglia: «Che robe. È stata strana questa gara, perché non ho avuto tanta tensione in questi giorni, poi man mano che si avvicinava sentivo le gambe dure. Monnet e Odermatt hanno sciato benissimo, poi c’è stata la manche devastante di Von Allmen e mi sono detto che per battere questi ce ne voleva. La pista era bellissima, la Carcentina non l’ho fatta benissimo e secondo me l'ho lasciata lì. A inizio stagione – prosegue – non avrei mai immaginato di vincere a Kitzbuehel e di fare podio alle Olimpiadi, devo ringraziare chi mi è stato vicino. Paris in Val Gardena mi aveva detto che non voleva più aspettarmi per fare i podi, oggi è bellissimo».

Una doppietta che entra nella storia

L’Italia maschile non aveva mai conquistato due medaglie nella stessa discesa olimpica. Prima di oggi, in cento anni di Giochi, erano arrivate solo tre medaglie:

  • l’oro di Zeno Colò (Oslo 1952),
  • l’argento di Christof Innerhofer (Sochi 2014),
  • il bronzo di Herbert Plank (Innsbruck 1976).

A Bormio, la squadra azzurra raddoppia in un colpo solo e firma la quarta doppietta olimpica della sua storia nello sci alpino.

Odermatt fuori dal podio

Resta ai piedi del podio Marco Odermatt, leader della Coppa del mondo e favorito della vigilia. Il fuoriclasse svizzero chiude quarto, a sette decimi dal connazionale che nel 2025 aveva già conquistato il titolo mondiale e che oggi aggiunge alla sua bacheca il primo oro olimpico. Per la Svizzera è il secondo trionfo consecutivo nella discesa, dopo quello di Beat Feuz a Beijing 2022.

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