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Drone russo in Romania, la minaccia di Medvedev: «I sonni tranquilli sono finiti»

Drone russo in Romania, la minaccia di Medvedev: «I sonni tranquilli sono finiti»

La guerra in Ucraina sconfina nella Ue, colpito un palazzo. Putin provoca: «Dateci i rottami e stabiliremo se è nostro»

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BUCAREST. La guerra dei droni torna a spaventare l’Europa. La Romania ha denunciato l’incursione di un velivolo senza pilota, attribuito alla Russia, nel proprio territorio. Il drone, di tipo Geran-2, si è schiantato sul tetto di un condominio nella città di Galati, vicino al confine con l’Ucraina, provocando un incendio. Due persone hanno riportato lievi ferite. Il drone, hanno spiegato le autorità rumene, faceva parte di uno sciame di 43 diretto verso obiettivi in Ucraina.

Immediata la condanna di Bucarest, che parla di «grave e irresponsabile escalation da parte» di Mosca. Il ministero degli Esteri rumeno ha inoltre denunciato una «mancanza di responsabilità da parte della Federazione Russa che avrà ripercussioni sulle relazioni diplomatiche tra i nostri Paesi, nonché sui prossimi passi a livello europeo riguardo ai pacchetti di sanzioni».

Il presidente romeno Nicusor Dan ha prontamente convocato il Consiglio supremo di difesa nazionale e annunciato «misure proporzionate». Successivamente, la Romania ha convocato l’ambasciatore russo e dichiarato il console generale di Mosca a Costanza «persona non grata», disponendo inoltre la chiusura del consolato generale russo. «La natura senza precedenti dell’evento richiede una risposta ferma, coordinata e adeguata, a livello nazionale, alleato e internazionale», ha dichiarato Dan. «La Romania ha formalmente richiesto agli alleati di schierare ulteriori capacità antidrone sul territorio nazionale per rafforzare la nostra difesa e il fianco orientale della Nato».

Dall’Alleanza sono arrivate dichiarazioni dure nei confronti di Mosca. «Condanniamo la sconsideratezza della Russia e la Nato continuerà a rafforzare le proprie difese contro tutte le minacce, inclusi i droni», ha affermato la portavoce Allison Hart. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha parlato con il presidente rumeno, ribadendo che «la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato. Continueremo a rafforzare la nostra prontezza operativa per scoraggiare e difenderci da qualsiasi minaccia, compresi i droni. Il comportamento sconsiderato della Russia rappresenta un pericolo per tutti noi».

Solidarietà è arrivata anche dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato Matthew Whitaker, che ha assicurato: «Siamo al fianco del nostro alleato». Dan ha poi annunciato che l’Alleanza atlantica trasferirà temporaneamente in territorio rumeno parte delle sue attrezzature di difesa aerea, in attesa che Bucarest modernizzi i sistemi nazionali, anche attraverso i fondi del programma Safe dell’Ue.

Condanne alla Russia e solidarietà alla Romania sono arrivate dai vertici delle istituzioni europee, Ursula von der Leyen, Antonio Costa, Kaja Kallas, Roberta Metsola, e dai leader di vari Stati membri, tra cui Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha assicurato che Kiev è pronta «a sostenere la Romania in ogni modo necessario in queste circostanze». Non si è fatta attendere la replica di Mosca. Dopo l’espulsione del console annunciata da Bucarest, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato che «non tarderanno ad arrivare misure di ritorsione». «Tutte le accuse che sentiamo, in particolare quelle riguardanti i droni presenti da qualche parte nell’Unione europea, sono infondate», ha aggiunto. «Non è stato presentato un singolo fatto, materiale o prova».

Il presidente russo Vladimir Putin ha promesso «un’indagine obiettiva quando gli verranno consegnati i resti del drone». Poi però ha affermato di credere che il drone fosse ucraino. «Dopotutto, sappiamo che i droni ucraini hanno sorvolato la Finlandia, la Polonia e alcuni stati baltici», ha detto ai giornalisti, «la reazione iniziale è stata esattamente la stessa che si sta verificando ora in Romania. “Guardate, stanno arrivando i russi, i russi stanno attaccando! ”. Poi però si è scoperto che si trattava di droni di origine ucraina che erano usciti di rotta o erano stati colpiti da guerra elettronica». Quanto accaduto in Romania «credo che si tratti proprio di questa situazione», ha concluso.

Dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitrij Medvedev sono infine arrivate parole di minaccia rivolte ai cittadini europei: «Sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni. I sonni tranquilli sono finiti».
 

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