Porsche chiude tre stabilimenti: spariscono 500 posti di lavoro
L’intervento che rientra nel nuovo piano industriale
Porsche avvia una delle riorganizzazioni più incisive degli ultimi anni. Il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza hanno approvato la chiusura di tre società controllate, un intervento che rientra nel nuovo piano industriale e che comporterà la soppressione di più di 500 posti di lavoro tra Germania e Croazia.
Cellforce, stop al progetto sulle batterie ad alte prestazioni
La prima realtà destinata a fermarsi è Cellforce, la società dedicata allo sviluppo di batterie ad alta densità energetica. Secondo il gruppo, le prospettive di crescita non sarebbero più sufficienti a giustificare ulteriori investimenti. La chiusura comporterà l’uscita di circa 50 dipendenti, segnando di fatto la fine di un progetto che negli ultimi anni era stato indicato come uno dei pilastri dell’innovazione Porsche.
eBike Performance: si spegne il polo dedicato alla mobilità elettrica leggera
Il riassetto coinvolge anche eBike Performance, la controllata nata per progettare e commercializzare sistemi di propulsione premium per biciclette elettriche. Gli stabilimenti di Ottobrunn, vicino a Monaco, e di Zagabria, in Croazia, verranno dismessi: una scelta che mette a rischio circa 350 lavoratori. La decisione segna un ridimensionamento significativo dell’impegno del marchio nel settore e-bike, un segmento che negli ultimi anni aveva attirato investimenti e attenzione.
Cetitec, addio al software per la comunicazione dati
A chiudere sarà anche Cetitec, società specializzata nello sviluppo di software per la gestione e la trasmissione dei dati all’interno dei veicoli Porsche e del Gruppo Volkswagen. Il taglio riguarda circa 60 dipendenti in Germania e 30 in Croazia, colpendo un comparto strategico come quello dell’elettronica e dell’architettura digitale dei veicoli.
Un segnale forte sul futuro del gruppo
Il pacchetto di chiusure rappresenta un cambio di passo nella strategia Porsche: meno ramificazioni, più concentrazione sulle attività considerate centrali per la competitività futura. Resta ora da capire quali saranno gli effetti sul mercato del lavoro e sulle filiere tecnologiche coinvolte, mentre i sindacati chiedono garanzie e piani di ricollocazione per i dipendenti.
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