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Sigarette, scattano nuovi rincari, fino a 50 centesimi al pacchetto – La tabella completa

di Redazione web
Sigarette, scattano nuovi rincari, fino a 50 centesimi al pacchetto – La tabella completa

Nel comparto del tabacco trinciato l’impatto appare ancora più significativo, si riduce il vantaggio rispetto alle sigarette confezionate

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ROMA. Da domani, giovedì 15 aprile, scattano nuovi aumenti sui prezzi delle sigarette e dei prodotti da fumo. Il rialzo è legato all’ultimo intervento sulle accise e si traduce in rincari diffusi su tutto il mercato, senza distinzione tra fasce economiche e marchi premium.

Gli aumenti

Tra le marche di sigarette interessati dagli aumenti ci sono Jps, Peter Stuvyesant, Gauloises, Davidoff, West. Le sigarette più economiche, come quelle della linea PS, si attestano ora intorno ai 5,50 euro, mentre molte varianti di fascia media e alta superano stabilmente questa soglia. Negli scorsi mesi era toccato a Lucky Strike, Marlboro, Philip Morris, Camel, Chesterflield e Winston, tra gli altri. Alcuni prodotti arrivano a livelli ancora più elevati: le Peter Stuyvesant toccano circa 6,30 euro, mentre le Davidoff sfiorano i 6,80 euro a pacchetto, tra i valori più alti registrati. Anche marchi storici come Gauloises, West e Vogue si collocano tra circa 5,20 e 5,50 euro.

Tabacco trinciato

Se gli aumenti sulle sigarette risultano evidenti, è nel comparto del tabacco trinciato che l’impatto appare ancora più significativo. Le confezioni da 40 grammi, come quelle di Drum e Golden Virginia, superano ormai i 10 euro e in alcuni casi raggiungono gli 11 euro. Anche i formati da 30 grammi seguono la stessa tendenza, con prezzi compresi tra circa 7,80 e oltre 8 euro. Un andamento che riduce progressivamente il tradizionale vantaggio economico del tabacco da rollare rispetto alle sigarette confezionate.

«Un modo per disincentivare il fumo»

Alla base della nuova stretta c’è la revisione fiscale sulle accise: una misura che punta da un lato a incrementare il gettito per lo Stato e dall’altro a disincentivare il consumo di tabacco. Un indirizzo in linea con le politiche sanitarie degli ultimi anni, ma che per i fumatori si traduce in un ulteriore aggravio della spesa quotidiana.

«L’importo minimo dell’accisa sul trinciato (tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette) sale da 148,50 euro il chilogrammo convenzionale a 161,50 euro per l’anno 2026, a 165,50 euro per l’anno 2027 e a 169,50 euro il chilogrammo a decorrere dall’anno 2028», specifica Assoutenti, che sottolinea come saranno colpite dai rincari «anche le sigarette elettroniche: il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina è stabilito pari al 18% per l’anno 2026; 20% per l’anno 2027; 22%, a decorrere dall’anno 2028. Invece, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide senza nicotina è previsto nella seguente misura: 13% per l’anno 2026; 15% per l’anno 2027; 17% per l’anno 2028».

«Secondo le previsioni del governo l’aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028. E’ bene ricordare che la tassazione sul tabacco porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro. Speriamo che parte delle maggiori entrate siano utilizzate dal governo per potenziare misure contro i danni da fumo e incrementare la prevenzione specie in favore dei più giovani», conclude il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso.

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